Da Bologna a Napoli, sabato giornata di solidarietà per i lavoratori Ikea

Sono tante le iniziative organizzate nella giornata di sabato in solidarietà con i lavoratori delle cooperative che operano per Ikea al deposito di Piacenza, dopo i blocchi dei giorni scorsi dei facchini del Si Cobas e l’annuncio della cassa integrazione in deroga per 129 persone.

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Da Bologna a Napoli. Sono tante le iniziative organizzate nella giornata di sabato in solidarietà con i lavoratori delle cooperative che operano per Ikea al deposito di Piacenza, dopo i blocchi dei giorni scorsi dei facchini del Si Cobas e l’annuncio della cassa integrazione in deroga per 129 persone. In attesa dell’incontro previsto per oggi tra Ikea e Cgil, Cisl e Uil e di quello di lunedì alla direzione territoriale del Lavoro, in tante città italiane dove la multinazionale svedese è presente domani è stata indetta una giornata di mobilitazione per esprimere vicinanza ai lavoratori dello stabilimento piacentino con iniziative e volantinaggi davanti a vari punti vendita Ikea in tutta la penisola.

“Una giornata per la solidarietà di classe – si legge in un comunicato stampa a firma del Coordinamento di sostegno alle lotte dei lavoratori delle cooperative – e per schierarsi a fianco di questi lavoratori che non hanno accettato il ricatto e stanno mettendo in gioco il loro lavoro e le loro vite protestando contro lo sfruttamento del sistema delle cooperative funzionale al profitto dei grandi marchi della logistica trasporto e distribuzione delle merci”. “Un sistema di sfruttamento che in un momento di crisi strutturale dell’organizzazione capitalistica del lavoro acuisce i toni del comando e dell’imposizione di una compatibilità che al contrario i lavoratori rifiutano. Per questo è giusto sostenere i lavoratori in lotta, per questo è giusto schierarsi alloro fianco per una lotta che è di tutte e tutti e per i diritti di tutti e tutte”.

E’ stato nel frattempo già raccolto l’invito dei promotori a protestare via web sulla pagina facebook di Ikea e sul portale spazioalcambiamento.it dove in tanti hanno scritto contestando con toni più o meno pacati l’atteggiamento della multinazionale sulla vertenza.

Movimento Cinque Stelle di Piacenza: Favorire il dialogo per soluzione condivisa

Dobbiamo rilevare che la situazione che si è venuta a creare e il clima di contrapposizione delle parti, non favoriscono un sereno momento di dialogo.
Indubbiamente i diritti dei lavoratori assunti presso le cooperative sono assai diversi da quelli con regolare contratto a tempo indeterminato assunti direttamente dalle aziende, infatti i partiti che negli anni si sono succeduti al governo hanno introdotto tipologie di contratti lavorativi che spesso sono andati a favore delle società cooperative, ledendo i diritti dei lavoratori. Alcune tipologie di contratto danno la possibilità di sfruttare il dipendente, quasi sempre retribuito in modo inadeguato. Casi come quello dei facchini Ikea sono la spia di un sistema contrattuale che perde acqua alla fonte e che, pertanto, andrebbe rivisto. Malgrado la Riforma del Lavoro del Ministro Foriero, ancora nulla è stato attuato nell’ambito di politiche specifiche. In tal contesto, le lamentele del S.I. Cobas sono comprensibili e condivisibili, così come la libertà ed i diritti di chi invece ha deciso di proseguire il lavoro.

Non possiamo però non ricordare che i partiti che sono stati al governo fino ad oggi, sia in governi di destra che in governi di sinistra, hanno portato il sistema attuale a questo punto, attraverso continue riforme del lavoro e riduzione dei diritti dei lavoratori. Tutta la classe politica ed anche i principali sindacati, quindi, sono responsabili della deriva a cui siamo arrivati e dello smantellamento dei diritti acquisiti con tanta fatica. Oggi, i casi come quelli di Ikea sono tantissimi e gli amministratori dei territori devono mettere una pezza ai problemi impellenti, sicuramente con buona volontà, ma senza capire che la strada per uscire da questi problemi è politica e deve essere affrontata dal governo con adeguate politiche del lavoro. Ogni politico quindi dovrebbe fare pressione sul proprio partito, perchè si adoperi per mettere al primo posto queste tematiche, mentre in realtà si discute in parlamento solo di salvaguardia dei privilegi acquisiti e legge elettorale.

Certo è deludente apprendere che un sindacato, come unica proposta allo stato di grave crisi lavorativa, chieda le dimissioni dell’assessore comunale Rabuffi, in quanto rappresentante di partito, non considerando che tale provvedimento non darebbe alcun contributo alla causa. L’assessore Rabuffi, attraverso il suo personale impegno nella risoluzione della vertenza, pur non essendo la principale figura istituzionale deputata a tale ruolo, ci sembra che non abbia fatto mancare sensibilità ed attenzione per il problema. Non possiamo dire altrettanto proprio nei confronti di alcuni sindacati, che affrontano il problema seriamente solo ora, quando ormai è diventato un caso nazionale.

A seguito delle ultime dichiarazioni di Ikea, si rende ancora più necessario uno sforzo per avvicinare le posizioni e trovare un punto di accordo che permetta all’azienda ed a tutti i lavoratori di proseguire tranquillamente nella propria attività. Pertanto, invitiamo il Sindaco Dosi e l’Assessore Provinciale al Lavoro a favorire ancor più il dialogo tra le parti.
Ci piacerebbe che, di fronte ad un tema così spinoso, la commissione consiliare ’sviluppo economico’ trovasse la necessaria coesione, affinché si sollecitino livelli amministrativi superiori, proponendo una risoluzione condivisa che faccia la necessaria pressione per tornare ad occuparsi di lavoro in modo realistico e smettere di alimentare un sistema che, di fatto, costringe troppe persone ad accettare ogni condizione di lavoro pur di realizzare un progetto di vita dignitoso.
Gruppo consiliare Movimento 5 stelle Piacenza

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