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Dizionario dei piacentini illustri: Tindaro Agosti e Hemingway

In attesa della presentazione al Baciccia, il 4 dicembre, del Dizionario biografico fantastico dei piacentini illustri, nuova pubblicazione di Codex 10, ecco una piccola anticipazione

In attesa della presentazione al Baciccia, il 4 dicembre, del Dizionario biografico fantastico dei piacentini illustri, nuova pubblicazione di Codex 10, ecco una piccola anticipazione. Il Dizionario è frutto di un laboratorio di scrittura, tenuto nei mesi scorsi da Gabriele Dadati, editor e scrittore piacentino, e da Giovanni Battista Menzani, architetto con la passione della scrittura. In questo piccolo estratto vi raccontiamo l’incredibile storia di Augusto Tindaro, scritta da Anna C. Tassotto Verdi. Le illustrazioni sono di Marco Zavattarelli

AGOSTI, Tindaro (1900, Corte Brugnatella – 1972, Pieve Dugliara). Ristoratore e paesaggista.
Compì gli studi a Piacenza, risiedendo presso l’abitazione di uno zio commerciante in tessuti e sposato con una donna di origini scozzesi. Durante questa permanenza imparò la lingua inglese. Le aspettative paterne lo volevano ingegnere, ma a causa della scarsa passione verso lo studio, egli presto si ritirò dall’università. Nel 1932, utilizzando parte dell’eredità lasciatagli dal padre Sergio, rilevò La bela Tosetta, una locanda vicino alla Corte Brugnatella che gestì sino alla fine dei suoi giorni, aiutato dal 1950 anche dalla moglie April Green, ereditiera inglese conosciuta a Parma. Uomo di grande acume e sottile ironia, stimato e apprezzato dai suoi concittadini, era solito svegliarsi prima del sorgere del sole, talvolta per dipingere, riprendendo i colori dell’alba magica in montagna, talvolta per pescare, rigorosamente da solo. In un  tardo pomeriggio del 1948, venne condotto da lui un viandante rimasto senza benzina poco prima di Marsaglia. L’uomo si esprimeva in un italiano stentato, intramezzato da un inglese con un forte accento, ma ad A. bastò uno sguardo per riconoscere in quel volto abbronzato e squadrato Ernest Hemingway. (continua in libreria)

Anna C. Tassotto Verdi. (anche solo Anna Costanza: mi conoscono tutti così.. ) E’ nata a Milano, città in cui tuttora lavora, l’ultimo giorno d’inverno nell’anno della grande nevicata. Di umore mutevole come il cielo di marzo, dimostra propensione per la poesia già all’età di tre anni, quando detta alla madre Margherita le prime rime. Appassionata di letteratura e innamorata di Woody Allen, quando può si diletta con cocktails, fotografia e cibo. Resta fermamente convinta, al di là di ogni ragionevole dubbio, che oggi sia un giorno migliore di ieri.

Se vuoi leggere l’anticipazione della biografia di Vladimiro 

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