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Ecco i migliori della Cattolica, due sono piacentini FOTO

Due studenti piacentini e uno di Cremona neodottori delle facoltà piacentine tra i quattordici miglior studenti dell’Università Cattolica che hanno ricevuto, lo scorso 20 novembre, il 51° Premio Gemelli

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Due studenti piacentini e uno di Cremona neodottori delle facoltà piacentine tra i quattordici miglior studenti dell’Università Cattolica che hanno ricevuto, lo scorso 20 novembre, il 51° Premio Gemelli: Valentina Mazzetto, di Piacenza, Laurea specialistica in Gestione d’azienda; Cavallotti Corrado Antonio di Castel San Giovanni (PC), Laurea a ciclo unico di Giurisprudenza e Ruggeri Matteo di Cremona, Laurea specialistica in Scienze tecnologie agrarie.

Il riconoscimento, che dal 1961 va ai laureati con i migliori risultati accademici, per ciascuna facoltà, è promosso dall’Associazione degli Alumni della Cattolica “Ludovico Necchi”, fondata nel 1930, e realizzato con il contributo della Fondazione Cariplo.

I loro nomi sono stati scanditi uno a uno in aula Pio IX a Milano, nella cerimonia condotta piacevolmente da Daniela Ducoli, giornalista di Radio Monte Carlo e alla presenza del prorettore vicario Franco Anelli, del presidente dell’associazione “Ludovico Necchi” Carlo Assi e dell’ospite d’onore Giancarlo Abete, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e dell’UCID – Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti.

Per la prima volta nella storia del premio, i sunti delle tesi dei 14 neodottori premiati diventeranno delle brevi pubblicazioni scientifiche, edite da “Vita e Pensiero” in formato digitale.

Il direttore della casa editrice, Aurelio Mottola, valuta così l’iniziativa: “Ho apprezzato sin da subito la proposta del presidente Assi, per se stessa ma anche per il segnale in controtendenza che offre: premio del merito, valorizzazione del risultato, incoraggiamento all’impegno. E aggiungo, cosa significativa, la modernità della pubblicazione: solo digitale, quindi ecologica e fruibile con gli strumenti di lettura di oggi, naturali per i più giovani. Un insegnamento per chi può vedere questi progressi alla luce di una più lunga esperienza”.

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