Il Consorzio: “Ikea riduce i volumi, 107 posti persi a Piacenza”. Oggi il corteo FOTOSERVIZIO foto

Ikea ridurrà i volumi di lavoro negli stabilimenti di Piacenza, lo comunica il consorzio CGS con una nota che riportiamo integralmente. La conseguenza immediata sarà la perdita del posto di lavoro per 107 persone

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Ikea ridurrà i volumi di lavoro negli stabilimenti di Piacenza, lo comunica il consorzio di cooperative CGS con un comunicato che riportiamo integralmente qui sotto. La conseguenza immediata sarà la perdita del posto di lavoro per 107 persone sul sito di Le Mose. “Ikea, come si sarebbe comportata qualunque altra azienda in queste condizioni, – viene sottolineato – ha preso atto di una situazione che evidentemente non è più sopportabile ne accettabile”. La multinazionale svedese ha annunciato un incontro con Cgil, Cisl, Uil previsto nella giornata di venerdì.

“IKEA – si legge in un comunicato stampa diffuso dall’azienda – non può entrare nel merito di un contenzioso tra la forza lavoro di un suo fornitore ed il fornitore stesso. Tuttavia IKEA da sempre chiede al Consorzio di cooperative CGS, così come a tutti i propri fornitori, la rigida osservanza , il rispetto e l’applicazione dei contratti nazionali del lavoro di riferimento. IKEA da undici anni si è dotata di un proprio codice di condotta che ha stabilito requisiti chiari per tutti i suoi fornitori in merito al rispetto sociale, alle condizioni di lavoro e contrattuali dei lavoratori in tema di salario, orari, sicurezza sul lavoro, benefit, rifiuto del lavoro minorile e del lavoro forzato.
IKEA ha verificato la correttezza dell’operato del Consorzio CGS e non sono risultate irregolarità o discriminazioni, come confermato anche dalle istituzioni pubbliche.
La progressiva riduzione dell’attività della piattaforma logistica di Piacenza è valutata con estrema attenzione dalla Casamadre, dove si stanno predisponendo ipotesi di scenari alternativi nel sistema di approvvigionamento delle merci”.

“IKEA Italia, auspicando che tutte la parti in causa con la mediazione degli Amministratori Locali riaprano la trattativa giungendo ad una soluzione soddisfacente, ricorda l’importanza del Polo logistico di Piacenza, non solo per la presenza della propria piattaforma ma anche per l’indotto che genera e per la presenza nell’area di altri importanti centri di distribuzione. Il perdurare di uno stato di turbolenza o addirittura l’impossibilità di continuare ad utilizzare questo Polo, metterebbe a repentaglio un progetto occupazionale e di sviluppo che aveva fino ad ora offerto una eccellente alternativa alla perdurante crisi”.

LA GIORNATA
 – Si preannuncia una giornata carica di tensione quella di oggi sul fronte della protesta contro l’Ikea di Piacenza. Dalla prima mattina è ripresa la protesta davanti ai cancelli di entrambi gli stabilimenti logistici di Le Mose con i blocchi dei facchini del Si Cobas. Circa duecento i manifestanti che hanno impedito l’accesso dei camion e dei pullman con a bordo i lavoratori del consorzio: accanto ai facchini sono giunti anche militanti dei centri sociali che oggi pomeriggio parteciperanno alla manifestazione annunciata in centro a Piacenza con partenza alle ore 17,30 dai Giardini Margherita. Un vero e proprio accampamento dove, come documentano le foto, si cerca di rifocillarsi facendo scaldare il tè e della carne. I blocchi sono poi stati rimossi sponteaneamente intorno alle 10.

IL COMUNICATO del consorzio CGS: “Dall’8 novembre Ikea riduce i volumi di lavoro”

Nella serata di ieri abbiamo ricevuto dalla direzione di IKEA , a seguito della situazione degli ultimi giorni di blocco violento e prolungato all’ingresso di mezzi e persone nei propri impianti logistici del sito di Piacenza, il riposizionato dei volumi a partire da giovedì 8 novembre p.v..

E’ una comunicazione che noi e tutte le persone responsabili temevamo e che inevitabilmente si e’ concretizzata; IKEA, come si sarebbe comportata qualunque altra azienda in queste condizioni, ha preso atto di una situazione che evidentemente non è più sopportabile ne accettabile.
La conseguenza diretta e immediata e’ che 107 lavoratori, soci e dipendenti, saranno costrette a dover rinunciare al proprio posto di lavoro perché questo posto di lavoro non c’é più.

Lavoro che le cooperative ed suoi lavoratori si erano guadagnati, in anni di lavoro, dando dimostrazione di capacitá, efficienza, organizzazione e, soprattutto, serietà; perché non si lavora per più di dieci anni con una azienda come IKEA se non si dimostra quotidianamente tutto ciò.

Le cooperative ed il Consorzio CGS si adopereranno, per quanto possibile, al fine di attivare tutti gli strumenti atti ad alleviare questa situazione difficile, se non drammatica, frutto di un assurdo modo d’intendere una, presunta, attività di tutela sindacale in maniera violenta, coercitiva, prevaricante ed assolutista, figlia di tempi e slogan che non esistono più, almeno così pensavamo, fortemente politicizzata e mirata, in una sorta di barbaro delirio, a distruggere piuttosto che a costruire.

Per parte nostra ringraziamo chi ha cercato di trovare una soluzione o cercato con il proprio pensiero di trasmettere, anche senza necessariamente schierarsi, il concetto che un presunto diritto non può affermarsi attraverso la negazione dei diritti altrui. Sono, queste, logiche che non ci appartengono e mai accetteremo, in quanto la difesa del lavoro e dei lavoratori ci deriva dall’essere cooperative vere e partecipate, qualcuna con più di venti anni di vita, che non negano il confronto, anzi lo esaltano, ma quando è funzionale al bene delle cooperative e dei propri soci e lavoratori, non certo se rivolto all’annientamento del proprio scopo, statutario e sociale, che è il reperire e distribuire lavoro ai propri soci.

Auspichiamo che questa pesante, drastica, ma comprendiamo, inevitabile scelta di IKEA, porti tutti a riflettere sul valore, nel nostro territorio e non solo, del lavoro non come strumento ideologico di affermazione di parti politiche, ma come valore assoluto da difendere e tutelare al di la degli interessi di parte; non possiamo più permettercelo, è assolutamente merce rara e fortemente necessaria per il territorio di Piacenza; riteniamo sia giunto il momento di capire e chiarire chi lo vuole difendere e chi no.

Con un secondo comunicato il consorzio Cgs ha poi voluto ricostruire l’intera vicenda Ikea “nei suoi reali e documentabili avvenimenti”. “Partiamo – scrivono – dai tre “esclusi per caso” che sono comparsi su un quotidiano locale che dicono di essere finiti su questa lista degli esclusi per caso, solo perché scioperavano, balle. La comunicazione di sospensione dal posto di lavoro gli è stata notificata PRIMA dell’inizio degli scioperi in conseguenza del comportamento tenuto DENTRO al deposito IKEA , ovvero questi signori nei giorni di venerdi 12, lunedi 15 e martedi 16 novembre dopo aver timbrato il cartellino di presenza sul posto di lavoro, hanno pensato bene, invece di svolgere le loro mansioni lavorative, di sedersi in sala mensa piuttosto che sedersi in mezzo ai reparti, non lavorando e cercando di convincere gli altri a fare altrettanto e affermando che tutto ciò era lecito e nel loro diritto!”

“Dopo che si è cercato di far desistere da tale comportamento e tollerato per tre giorni questa situazione illecito e illegale oltre che non consentito dalle norme sindacali che tanto sbandierano, i lavoratori “esclusi per caso” sono stati sospesi con formale comunicazione come di legge,dal posto di lavoro cosi come tutti i lavoratori che hanno tenuto tale comportamento, altro che antisindacale!. Lo sciopero selvaggio è iniziato in CONSEGUENZA di questi fatti a partire dal pomeriggio del 17 novembre, quindi nessun provvedimento in relazione allo sciopero ma SOLO e SOLTANTO in relazione al comportamento di queste persone nei giorni precedenti e dentro l’impianto IKEA”.

“Ma siccome i “cattivi consiglieri” sanno benissimo che il comportamento di queste 12 persone è assolutamente illegale, raccontano a tutti ed in primis alla stampa, che le sospensioni siano avvenute dopo gli scioperi e non come nella realtà cronologica dei fatti PRIMA, esistono ovviamente tanto di raccomandate, ed in conseguenza di comportamenti che non hanno nulla a che vedere con lo sciopero , per la serie vogliono far diventare CAUSA quello che in realtà è una conseguenza ovvero un EFFETTO”.

“Questi “giochini” sulla pelle delle persone e dei lavoratori hanno portato a tutto ciò compreso il paradosso ,anche qui con ripetute dichiarazione di questi “cattivi consiglieri”, che “i nostri iscritti non vengono chiamati a lavorare” è evidente che se sei in stato di sciopero la scelta di non presentarsi sul posto di lavoro non può essere imputata alla cooperativa, e una scelta di chi decide di scioperare! Per quanto riguarda le buste paga invitiamo tutti a verificare che i livelli retributivi applicati , ovvero la paga oraria, sono quelli previsti dal Contratto della Logistica e Trasporti e per quanto riguarda l’orario di lavoro lo stesso contratto rimanda agli Statuti e Regolamenti interni delle singole cooperative che comunque come già dichiarato, sono pienamente disponibili a verificare la distribuzione degli orari di lavoro con le Organizzazioni Sindacali cosi come individuate dallo Statuto dei Lavoratori”.

“Ribadiamo pertanto – concludono – che violenza,mistificazioni e menzogne non possono essere strumenti di confronto sindacale al solo scopo di giustificare comportamenti assurdi che danneggiano tutti quanti ma prima di tutto i lavoratori dell’impianto IKEA a cui oggi comunicheremo la drastica riduzione degli organici che comporterà la perdita di 107 posti di lavoro”.


Il commento dell’assessore provinciale Andrea Paparo: “Notizia pessima, prevedibile”

“La riduzione dei volumi di lavoro negli stabilimenti Ikea di Piacenza e la conseguente perdita di oltre 100 posti di lavoro sul territorio rappresentano una pessima, prevedibile, temuta notizia”. Così l’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro Andrea Paparo commenta a caldo i nuovi sviluppi del caso Ikea. “ Esasperare la situazione in maniera irresponsabile, approfittando del disagio, anche se si avessero elementi di ragione – ha aggiunto – produce più danni che benefici. Rimane forte l’amarezza per il fatto che la logica della forza prevarichi quella dei diritti e dei doveri”.


Foti (Pdl): “Chi semina vento, raccoglie tempesta”

“E’ quanto mai triste in questa circostanza l’adagio ‘chi semina vento raccoglie tempesta’; altrimenti non si può commentare la decisione di ridurre il personale del magazzino Ikea di Piacenza di più di cento unità, presa dal colosso svedese a fronte di una tensione aziendale non più sostenibile”.

“Le reiterate proteste di questi giorni, sconfinate più volte nell’illegalità dei blocchi, artatamente cavalcate dai cattivi maestri dalla penna rossa ansiosi di farsi pubblicità alle spalle dei più deboli, non solo hanno esposto, ancora una volta, la nostra città alla ribalta delle cronache nazionali e internazionali con toni pesantemente negativi, ma hanno soprattutto inferto un pesantissimo colpo all’occupazione del nostro territorio. Cento posti di lavoro persi in 24 ore: questo è il mortificante raccolto dei sessantottini di ritorno”.

“Da domani la nostra città sarà ancora più povera. Per questo motivo a Piacenza come in tutta Italia, è necessario prendere fortemente le distanze da certi comportamenti e da mentalità retriva e distruttiva. Oggi il Sindaco di Piacenza non ha più alibi di sorta per isolare dalla propria coalizione certi compagni di viaggio che se non fanno male a lui, lo fanno alla nostra comunità. Nella sua campagna elettorale si trovava l’impegno a creare le condizioni per attrarre aziende e nuovi posti di lavoro: dopo pochi mesi assistiamo a questa inopinata situazione di cui anche l’Amministrazione deve fare ammenda”.

“Mi auguro che si possa ricostruire con Ikea, con le altre aziende della logistica e con il settore industriale in generale un positivo rapporto di collaborazione e di reciproca sussidiarietà, condizione fondamentale per creare occupazione sul nostro territorio”.

IKEA, 107 POSTI DI LAVORO PERSI, CAVALLI E PISANI (LN): “IL TRISTE (E PREVEDIBILE) ESITO DI LOTTE IDEOLOGICHE”
IL CONSIGLIERE REGIONALE: “STRUMENTALIZZATE LE ANSIE DEI LAVORATORI. DOSI PRENDA LE DISTANZE DA RIFONDAZIONE”

PIACENZA – “107 posti di lavoro persi: ecco l’infelice risultato della ‘lotta operaia’ innescata da Cobas e Rifondazione che hanno strumentalizzato paure e incertezze dei lavoratori, per asservirle alla propria battaglia ideologica”.
Così il consigliere regionale della Lega Nord Stefano Cavalli e il segretario provinciale della Lega Nord Pietro Pisani dopo l’annuncio di Francesco Milza (a nome delle coop) della decisione di Ikea di riposizionare i volumi lavorativi a seguito dei blocchi violenti delle ultime settimane.

“La condotta di Cobas e Rifondazione è stata disdicevole – dice Cavalli –. L’aver fomentato le folle predicando il muro contro muro invece dell’apertura al dialogo (che invece gli altri sindacati hanno cercato, con le istituzioni, di perseguire in ogni modo) hanno portato a un triste e prevedibile esito: la decisione dell’azienda di ridurre i volumi di lavoro.
Ora Cobas e Rifondazione saranno entrambe soddisfatte. Potranno infatti continuare a predicare le ‘rivolte di classe’ invocando il demone del capitalismo.

In queste settimane abbiamo assistito a un rigurgito ideologico degli anni ‘bui’ e lo ‘spettacolo’ che ci hanno propinato Cobas e Rifondaroli è stato avvilente. Instillando nei lavoratori la scintilla della rivolta hanno reso un cattivo servizio al modo di fare buon sindacato e alla politica, nonché agli stessi lavoratori”. “La giusta battaglia a favore del diritto al pari trattamento è stata declinata in maniera pessima pensando di poter far valere le ragioni dei lavoratori solo mostrando i muscoli e usando la violenza”. “Manifestiamo la nostra solidarietà a tutti i lavoratori che pagheranno ingiustamente per le colpe di altri e ci aspettiamo che il sindaco Paolo Dosi, per coerenza, prenda le distanze da Rifondazione Comunista, un pezzo della maggioranza che lo sostiene”.

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