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Il mondo del lavoro piange la scomparsa Maurizio Mantovani foto

Il mondo del lavoro piange la scomparsa Maurizio Mantovani, funzionario del settore del Servizio Mercato del lavoro della Provincia di Piacenza. 

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Il mondo del lavoro piange la scomparsa di Maurizio Mantovani, funzionario del settore del Servizio Mercato del lavoro della Provincia di Piacenza. Negli ultimi anni si era dedicato in maniera specifica alla ricollocazione dei lavoratori in mobilità e consulenza ad imprese per la concessione degli ammortizzatori sociali. Tra il 1981 e il 1990 è stato segretario Filcea – Fiom Cgil.

IL RICORDO di Carlo Berra

“Mantovani era una persona integerrima, onesta e intelligente, forse un po’ ruvida. Ha avuto una vita piena di esperienze diverse. Direi che lui è uno di quelli che oggi non vanno molto di moda”. Lo ricorda così Carlo Berra, quasi coetaneo di Maurizio Mantovani e per tanti anni insieme dalla stessa parte della barricata politica, quella della militanza studentesca prima, e poi nel Psiup e nel Pci.

“E’ stato il primo studente schierato apertamente a sinistra – ricorda Berra – al liceo classico di Piacenza, lui che a differenza di tanti altri non aveva un’estrazione borghese, ma veniva da una famiglia proletaria. In questo è stato un capofila, con una cifra politica e intellettuale che ha segnato tutta la sua vita, spesa in tanti modi e in tante forme a fianco dei lavoratori e per studiarne e occuparsi dei loro problemi”.

“Dopo la scuola siamo approdati quasi insieme – continua Berra – alla Statale di Milano negli anni bollenti del movimento studentesco, era il ’68 e lui ha vissuto da vicino quegli avvenimenti. Si iscrisse alla facoltà di lettere con indirizzo storico, anche se non ha concluso gli studi, distratto da una politica che in quella stagione era una ragione di vita”. “Così è entrato nel Psiup, il partito che si costituì dalla scissione del Partito socialista, fin dall’inizio impegnandosi sul fronte del lavoro, a lui particolarmente congeniale. Divenne esperto della questione operaia e un dirigente del partito insieme a Nuccio Tirelli. Nel ’70 venne eletto consigliere provinciale sempre nelle file del Psiup, poi con le elezioni del ’72, che segnarono il tracollo di quel partito, si schierò a favore della confluenza nel Pci”.

“Per un po’ – continua Berra – fece il funzionario del partito, delegato della zona dalla Val Tidone, ma poi subentrarono dissapori e incompatibilità, così decise di andarsene a lavorare in fabbrica con una scelta che dimostrava ancora una volta il suo carattere tenace e a volte non facile. Dalla fabbrica arrivò al sindacato, la Cgil. Diventò segretario della Fiom negli anni ’80 ma anche quell’esperienza si chiuse. Fu assunto quindi nell’amministrazione provinciale, prima come guardia venatoria e poi, attraverso un concorso interno, giunse a ricoprire il ruolo di funzionario del settore del lavoro, ritornando al suo campo d’elezione. Svolse questo lavoro con grande preparazione e competenza, apprezzato da tutti. E alla fine arrivò anche a laurearsi, dopo studi interrotti e irregolari, con una tesi guarda caso sulle sue origini, il Psiup”.

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