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Pri e Nuovo Psi: “Manteniamo l’arsenale a Piacenza”

Le segreterie invitano a "non rincorrere le fantasiose soluzioni proposte dal consigliere Tagliaferri e dal Comitato delle Pertite"

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Demanio e Piano città sono i temi di una nota inviata dalle Segreterie Provinciali del Pri e del Nuovo Psi. “Non si può fare lo “spezzatino” – scrivono – le aree militari vanno trattate tutte insieme con un obiettivo principale più volte ribadito: spostare l’arsenale da viale Malta, mantenendolo a Piacenza”.

LA NOTA:

Riguardo la trattativa aperta con i militari in merito alla questione arsenale di cui la Pertite è una parte importantissima, riteniamo che le posizioni già espresse dall’assessore Cacciatore e dall’assessore Bisotti siano da confermare.

Pertanto, invitiamo l’assessore Bisotti a non rincorrere le fantasiose soluzioni proposte dal consigliere Tagliaferri e dal Comitato delle Pertite; non si ritiene infatti percorribile la strada di avere in anticipo l’area delle Pertite da parte delle Autorità Militari in quanto, il soddisfacimento delle richieste di condizionare tutta la trattativa con i militari, potrebbe bloccare tutto l’iter fin qui seguito.

Sulle aree militari, le ultime amministrazioni sono state ferme e concordi su un punto che sembrava condiviso da tutte le forze politiche:
non si può fare lo “spezzatino”!  le aree militari vanno trattate tutte insieme con un obiettivo principale più volte ribadito: spostare l’Arsenale da viale Malta, mantenendolo a Piacenza!
Discutere della trasformazione di singole aree vuol dire rinunciare all’obiettivo principale.
E’ pacifico che il secondo obiettivo, subordinato al primo, è quello di ottenere per il pubblico e per i servizi pubblici, la maggior parte delle aree che verranno dichiarate dismesse e passate al demanio.
La via principale è quella tracciata dalla vecchia e dalla nuova amministrazione comunale e cioè tutto deve essere inserito nel Psc e Poc.
Non crediamo che la giunta comunale debba prendere ordini da Legambiente attraverso l’assessore Rabuffi, il quale farebbe bene a preoccuparsi di portare in consiglio comunale la zonizzazione acustica della città.

Da ultimo, visto che il protocollo d’Intesa PUVAT e il piano della città coinvolgono complessivamente 12 beni demaniali per una superficie territoriale di circa 70.000 mq. con enormi, seppure diverse, valenze storiche, urbanistiche ed economiche, viene da domandarsi:

–   Perché non c’è il “deposito locomotori” della Piacenza – Bettola (il “Berzolla”)?
–   Perché c’è il palazzo del tribunale e non c’è il vecchio carcere recuperato dalla soprintendenza?
–   Perché c’è il palazzo dell’intendenza di finanza e si vogliono mettere i nuovi uffici del catasto nell’ex convento del carmine?
–   Perché non ci sono l’ex chiesa e convento di San Bartolomeo?

Tutti temi che sarebbe opportuno e doveroso venissero discussi dal consiglio comunale.

È stato costituito un tavolo tecnico composto da tecnici interni e a questo punto vorremmo formulare alcune domande:
– che intenzioni hanno relativamente ai rappresentanti del Comune da inserire nel TTO ?
– che intenzioni hanno relativamente ai possibili incarichi esterni ?
– quali sono i possibili controlli del consiglio comunale su queste operazioni ?
– quali sono le direttive della maggioranza?

Segreterie Provinciali

Pri – Pasquale TORTORA
Nuovo Psi – Federico SCARPA

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