Primarie centrosinistra, il confronto under 30 al Temple FOTO foto

Giovani, carini, disoccupati o al massimo precari. Sono i cinque ventenni che si sono confrontati al Temple Bar in vista delle primarie del centrosinistra nell’iniziativa pubblica organizzata dai Giovani Democratici

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Giovani, carini, disoccupati o al massimo precari. Cinque ventenni si sono confrontati domenica pomeriggio al Temple Bar in vista delle primarie del centrosinistra nell’iniziativa pubblica organizzata dai Giovani Democratici di Piacenza e presentata da Luca Esposito.

La sfida politica nel centrosinistra vista dalla generazione che sta conoscendo condizioni di vita e prospettive di lavoro probabilmente peggiori dei propri genitori. Gabriele Scagnelli ha rappresentato Pierluigi Bersani, Benedetta Scagnelli ha sostenuto le parti di Matteo Renzi, Dario Martini Ricci a sostegno di Nichi Vendola, Emanuele Lazzarini da Milano in appoggio di Laura Puppato ed infine Alessio Pecoraro da Modena in favore di Bruno Tabacci. Lavoro e istruzione tra i temi clou affrontati nell’affollatissima sala del locale piacentino.

Emanuele Lazzarini (Puppato) è partito della riforma del lavoro del governo Monti: “Insufficiente la legge Fornero, occorreva una revisione dei contratti più coraggiosa. La forza del programma di Laura Puppato si vede dalla capacità di intendere la crisi come un’opportunità per riformare il sistema più a fondo, per rendere più equo il mondo del lavoro. Non dobbiamo solo pensare a riattivare l’economia, ma dobbiamo pensare a quali modelli abbracciare, come quelli della green economy e della riconversione produttiva ecologica”. E in tema di scuola: “Non possiamo permettere – ha sottolineato – che si disinvesta sulla scuola, con lo spostamento delle risorse dal settore pubblico al privato. Devono essere queste le linee di investimento dei prossimi anni: innanzitutto gli asili nido, le infrastrutture scolastiche. E poi abbiamo certamente bisogno di una rivoluzione del merito”.

Alessio Pecoraro (Tabacci) sul tema del lavoro ha offerto una serie di titoli. “La nostra generazione da queste primarie deve chiedere che la prima rivoluzione vera sia questa: consentire di andare avanti a chi conosce qualcosa e non a chi conosce qualcuno. Sui contratti vorrei che cambiassero in maniera più inclusiva, ma la rapina più grossa per la nostra generazione sono state le pensioni troppo generose per chi si trova a riposo a meno di 55 anni”. “La prima cosa da fare sul fronte dell’Università – ha detto – è l’abbattimento degli sprechi e una razionalizzazione degli atenei, puntando sul merito e l’eccellenza. Permettendo alle Università di modulare la tassazione rispetto all’interesse formativo degli studenti. Sulla scuola sono un sostenitore del sistema di valutazione britannico per gli istituti, per offrire finanziamenti solo a chi li merita davvero”.

Benedetta Scagnelli (Renzi) ha proposto la filosofia renziana sul lavoro: “Oggi il lavoro è diventato un privilegio per pochi con categorie troppo avvantaggiate ed altre penalizzare. Una delle proposte forti di Matteo è quella di un contributo di mille euro all’anno per ogni contratto che diventi stabile. E poi occorre spingere maggiormente i servizi di orientamento. Se è difficile oggi per un giovane trovare lavoro, lo è ancora di più per le giovani donne: per questo Renzi insiste sull’aumento dei posti negli asili nido”. “L’istruzione è uno dei pilastri del programma di Renzi, la scuola è luogo dove si costruisce la cittadinanza del futuro, ma in Italia se ne è parlato solo in termini di tagli, invece occorre investire di più sul settore”.

Dario Martini Ricci (Vendola) ha parlato della contrazione dei diritti che ha accompagnato la riforma Fornero: “La capacità di Vendola di creare posti di lavoro è certificata dalla sua esperienza a livello pugliese. La nostra forza dev’essere quella di puntare sulla qualità del lavoro perché non possiamo concorrere al ribasso in termini di diritti e di costo del lavoro. Oltre al referendum per abolire la riforma Fornero abbiamo promosso una proposta per istituire il reddito minimo garantito, anche per lottare contro il lavoro nero”. In tema di scuola, il rappresentante di Nichi Vendola ha fatto appello a “più investimenti e all’eliminazione delle barriere all’ingresso per la formazione”. “La scuola dell’obbligo va innalzata fino a 18 anni”.

Gabriele Scagnelli (Bersani) ha elencato i punti chiave della proposta Bersani per mettere il lavoro al centro dell’azione politca e soprattutto l’economia reale: “Riforma fiscale, contrasto alla precarietà e alla svalutazione del lavoro, lotta alla spirale perversa tra la bassa produttività e bassi salari, e poi occorre incentivare l’occupazione femminile. Bisogna diminuire le tasse ai redditi medio bassi, aiutare le imprese, soprattutto le piccole e medie. La tracciabilità del denaro è uno strumento per ridurre l’evasione fiscale”. “E’ necessario combattere l’abbandono scolastico – ha spiegato – e l’impoverimento della scuola, dobbiamo ricostruire e riqualificare l’intero sistema di istruzione, incentivando il diritto allo studio, la ricerca e l’innovazione. Oggi diminuiscono le iscrizioni all’Università, occorre contrastare questa tendenza preoccupante”.

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