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“Ragazzi, attenti alle truffe”. La lezione agli studenti del Romagnosi foto

Mettere in guardia i più giovani sui rischi di truffe e raggiri e fornire gli strumenti per non cadere nelle trappole tese dai malviventi con i metodi più disparati. Prosegue negli istituti scolastici di Piacenza e provincia il ciclo di lezioni antitruffa organizzato da Federconsumatori con la collaborazione della questura

Mettere in guardia i più giovani sui rischi di truffe e raggiri e fornire gli strumenti per non cadere nelle trappole tese dai malviventi con i metodi più disparati. Prosegue negli istituti scolastici di Piacenza  e provincia il ciclo di lezioni antitruffa, partito il mese scorso e organizzato come di consueto da Federconsumatori con la collaborazione della questura di Piacenza.

Stamattina attenti ascoltatori dei consigli forniti da Angela Cordani e Lorenza Boscarelli, responsabile e legale di Federconsumatori, insieme al sostituto commissario Pietro Ricci sono stati gli studenti del “Romagnosi” nel secondo dei tre incontri previsti nell’istituto.

Sono infatti proprio i ragazzi la categoria “preferita”, dopo gli anziani, dai truffatori per i loro raggiri: finte offerte di lavoro, vendita di prodotti inesistenti, fino alle ormai sempre più diffuse truffe informatiche. “I trucchi utilizzati da queste persone sono i più disparati – spiega l’avvocato Boscarelli – dai siti fantasma che propongono oggetti in vendita con pagamento anticipato, ai tentativi di “phishing” attraverso mail con le quali si cercano di carpire i dati sensibili delle vittime fino alle finte comunicazioni di vincita a fantomatiche lotterie o a siti che offrono programmi gratuiti finendo invece per far sottoscrivere agli ignari utenti servizi in abbonamento”.

Attenzione anche agli oggetti proposti da venditori improvvisati, come quelli che avvicinano le loro vittime in strada attirandoli con offerte particolarmente allettanti. “Un episodio che spesso portiamo ad esempio – ricorda Boscarelli – è quello accaduto ad un ragazzo che in stazione a Milano acquistò un braccialetto che lui credeva d’oro ma era in realtà di vile metallo”. E quando non si incappa nel classico “pacco”, il rischio è di ritrovarsi in mano prodotti di dubbia provenienza rischiando di finire nei guai per ricettazione.

Come difendersi? “Diffidare sempre di chi propone merce di provenienza non chiara a prezzi stracciati e per quanto riguarda i raggiri telematici ricordarsi che banche o poste non chiedono mai dati sensibili attraverso la posta elettronica; evitare sempre di aprire link di messaggi sospetti. Ricordiamo poi ai ragazzi come sia possibile tutelarsi esercitando il diritto di recesso, ove possibile, o presentando querela entro i 90 giorni”.

Alle lezioni alle quali si affianca l’opuscolo “Occhio ai truffatori”, ristampato con una tiratura di 5mila copie grazie al contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano, un vademecum accompagnato da immagini costantemente aggiornato sulle metodologie utilizzate dai malviventi.

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