Quantcast

Sala: “Expo 2015 opportunità per Piacenza, si presenti al meglio” foto

Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo 2015 è intervenuto a Tomato World dov'è in corso il convegno "La nuova Pac. Le prospettive del pomodoro da industria". "Presentate un'offerta forte"

E’ arrivato a Piacenza Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo 2015, mentre a Tomato World è in corso il convegno “La nuova Pac. Le prospettive del pomodoro da industria”. E arriva con un messaggio. «Consiglio le realtà vicine a Milano – dice Sala, giunto accompagnato dal sindaco Paolo Dosi e dalla parlamentare Paola De Micheli – di avviare presto un’offerta, benché il tempo certamente non manchi. E’ opportuno presentare un’offerta che noi possiamo promuovere, questo è il messaggio che noi diamo, prepararsi in modo che noi come società possiamo proporre itinerari particolari. Faccio un esempio: dalle nostre ricerche emerge che il visitatore tipo ha la volontà di visitare un giorno l’Expo per poi muoversi attraverso aree circostanti e in base ai propri interessi».
Comportamento che, spiega Sala, sarà sollecitato dalla sua società e che potrà riguardare in modo particolare Piacenza. «Questo territorio è vicino a Milano, in una posizione straordinaria e ha una grande tradizione agricola, ma non solo». Come dire, un vicino ideale. Difficile invece, nei sei mesi dell’Expo, vedere altrove gli eventi in calendario ogni anno a Milano. «Non si cambia, lo spazio c’è a Milano, non capiterà». La zona in cui si svolgerà l’Expo milanese è di 1,1 milioni di metri quadrati.
In Italia, carente di infrastrutture, sarà successivamente lasciata un’area infrastrutturata. Ma con quale destinazione? «Al momento non si sa ancora, ma l’area avrà banda larga, sistemi energetici e idrici nuovi». Non sarà dunque una cattedrale nel deserto. Sul progetto di Piacenza Expo legato al pomodoro da industria durante la kermesse milanese, Sala si esprime così: «Deve essere un progetto che coinvolga il settore produttivo, ma anche quello della distribuzione e della ristorazione. Il progetto acquisterà forza solo se condiviso con i territori vicini, e qui un ruolo importante lo avrà il distretto del pomodoro da industria del Nord Italia, in una logica di complementarietà e non di concorrenza». Anche Piacenza si prepari dunque, soprattutto per quanto riguarda l’attività turistica, quella che nelle previsioni trarrà i maggiori vantaggi nei mesi dell’Expo milanese.

«Noi caldeggiamo la delocalizzazione degli eventi che sono di solito in calendario a Milano – ha sottolineato il sindaco Paolo Dosi – ma non è facile. Lavoriamo in
collaborazione con la nostra fiera per sfruttare al massimo l’opportunità di Expo 2015, mentre con la Regione si discute di un ampliamento dei collegamenti con il capoluogo lombardo durante la manifestazione».

L’INAUGURAZIONE DI TOMATO WORLD

Pomodoro da industria come bandiera per fare di Piacenza una delle protagoniste dell’Expo milanese del 2015, evento dal titolo “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Lo spiega Angelo Manfredini, presidente di Piacenza Expo, all’inaugurazione di Tomato World Forum, in programma oggi e domani, a cui era presente anche l’ex ministro Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. «Sarà una due giorni di forum per fare il punto della situazione – dice – su tutto quanto riguarda il pomodoro da industria che noi vorremmo fosse il prodotto bandiera, durante i mesi dell’Expo 2015, per attirare a Piacenza tanti visitatori». Nell’ottica di Manfredini l’oro rosso dovrebbe rappresentare una sorta di calamita del nostro territorio i turisti. Quindi va nel dettaglio. «Durante l’Expo avremo a Piacenza un’esposizione permanente del pomodoro da industria, con eventi correlati, incontri serali e un campo catalogo, probabilmente alla Faggiola per gli studenti e i ricercatori, il tutto in collaborazione con l’università». 

Una vetrina che potrebbe essere importante non solo per la nostra città, ma per la stessa Milano. «Credo che si possano allestire dei pacchetti che rinforzino anche la kermesse milanese». Sull’ipotesi di portare a Piacenza altre esposizioni che nei sei mesi dell’Expo non troveranno spazio a Milano, Manfredini è invece scettico. «Difficile che Milano non trovi soluzioni alternative per organizzare comunque i proprio eventi, dal canto nostro dobbiamo essere bravi a sostenere le nostre idee e fare del pomodoro da industria un volano per conoscere altri prodotti del nostro territorio».

 

ANNO DIFFICILE –
Allora conosciamo questo comparto. «Giornate come quella di oggi – dice Pier Luigi Ferrari, presidente dell’organizzazione interprofessionale distretto del pomodoro da industria del Nord Italia, sorto a Parma e Piacenza e poi allargatosi – sono significative perché, per affrontare il mercato, oggi è fondamentale unirsi all’insegna della qualità e della concertazione».

L’Emilia Romagna si è confermata leader della coltivazione del pomodoro da industria, ma non è tutto rosa e fiori. Il calo del prezzo medio e le maggiori spese sostenute, specie per l’approvvigionamento energetico, hanno determinato una diminuzione del reddito dei produttori agricoli rispetto allo scorso anno. Nonostante ciò Ferrari si dice convinto che «benché esistano dei problemi, uno su tutti la siccità, l’impegno resta quello di proseguire con il miglioramento della qualità».

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.