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Tagli alla sanità privata. Casa di cura S. Antonino a rischio?

La geografia degli ospedali italiani è destinata a cambiare pesantemente, anche per quanto riguarda la sanità privata. Lo afferma il "Corriere della Sera" che pubblica un primo elenco di strutture accreditate a rischio perchè sotto gli 80 posti letto

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La geografia degli ospedali italiani è destinata a cambiare pesantemente, anche per quanto riguarda la sanità privata. Lo afferma il “Corriere della Sera” che pubblica un primo elenco di strutture accreditate a rischio perchè sotto gli 80 posti letto: in Italia sono 257 e nella lista compare solo un ospedale di Piacenza, la Casa di cura privata S. Antonino di viale Malta. 

All’ordine del giorno del Ministero della Sanità, infatti, non c’è solo la diminuzione di oltre settemila posti letto (sugli oltre 230 mila attuali), come previsto dalla spending review, ma pure il rischio di chiusura per 257 ospedali privati accreditati (e, dunque, equivalenti ai pubblici per la gratuità delle cure).

Sono quelli con meno di 80 letti. La loro estromissione dal sistema sanitario è prevista dalla bozza di regolamento sulla riorganizzazione della rete ospedaliera appena stilata dal ministro Balduzzi, di concerto con il ministro dell’Economia Vittorio Grilli. Nel documento («Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera») vengono definiti i criteri da adottare per attuare i tagli.

L’elenco delle strutture che rischiano di chiudere è stato elaborato dagli esperti di Quotidiano Sanità in collaborazione con l’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop). Il grafico riportato dal “Corriere” è quel che può succedere nelle principali città italiane. I dati, però, sono in aggiornamento continuo.

L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE REGIONALE ALLE POLITICHE DELLA SALUTE CARLO LUSENTI DOPO L’INCONTRO CON I SINDACATI CONFEDERALI

Bologna – “Abbiamo avviato oggi un percorso di confronto e di consultazione, che proseguirà nelle prossime settimane con i diversi interlocutori della sanità regionale, su quali possibili azioni e correttivi mettere in campo a fronte di un quadro finanziario difficile, che vede anche la nostra Regione alle prese con una forte riduzione delle risorse a disposizione per il 2013”. Così l’assessore regionale alle politiche della salute Carlo Lusenti oggi a Bologna al termine dell’incontro con i sindacati confederali.

“La sanità regionale deve fare i conti una riduzione di 260 milioni di euro – ha aggiunto Lusenti – Una cifra ingente, di cui dobbiamo avere consapevolezza. E’ chiaro che ognuno dovrà fare la propria parte e che non ci potranno essere rendite di posizione. Deve però essere altrettanto chiaro che, anche in questo contesto, per la Regione restano ben salde alcune priorità: difendere il Servizio sanitario regionale, mantenere alta la qualità della risposta ai nostri cittadini, rafforzare l’equità”.

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