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Anche il presepe “galleggiante” alla mostra di Palazzo Farnese foto

Si ripete, dopo il buon successo dell’anno passato, l’iniziativa Presepe sul Po, che porterà, attraverso il nostro fiume, un presepe da Mortizza, al nuovo pontile di Piacenza, fino a Palazzo Farnese, collocandola insieme alle altre opere, per la 13° Mostra presepi d’autore

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Si ripete, dopo il buon successo dell’anno passato, l’iniziativa Presepe sul Po, che domenica porterà, attraverso il nostro fiume, un presepe da Mortizza, al nuovo pontile di Piacenza, fino a Palazzo Farnese, collocandola insieme alle altre opere, per la 13° Mostra presepi d’autore.

“L’obiettivo è quello di cercare di vivere il Po come succedeva fino a qualche anno fa – spiega l’assessore Rabuffi – per portare le persone sul Po bisogna dare loro le occasioni e non solo nella bella stagione”.

L’iniziativa prevede l’arrivo su una barca, messa a disposizione da Catfisching Italia, di un presepe da Mortizza. Sbarcato e portato sulla riva sotto ad un gazebo, verrà benedetto prima di un momento conviviale offerto dagli Alpini a base di thè caldo e vin brulè, il tutto con il sottofondo del coro Placentia gospel choir. In ultimo il presepe verrà trasferito a Palazzo Farnese.

Davide Tedeschi, di Catfishing Italia di Piacenza, ha sottolineato l’importanza dell’evento: “Abbiamo già avuto un buon successo l’anno scorso perciò abbiamo deciso di fare una cosa più in grande. Quest’anno la riproponiamo con l’obiettivo di tenere vivo il fiume tutto l’anno sperando che possa diventare un appuntamento fisso per la nostra città”.

LA MOSTRA – Il presepe “galleggiante”si colloca all’interno della mostra “Presepe d’Autore”, giunta quest’anno alla 13esima edizione. A presentarla in Comune l’assessore Tiziana Albasi insieme al Presidente del gruppo presepisti di Piacenza, Sergio Rossi. “Il presepe – ha sottolineato Albasi – ha un significato non solo religioso ma umanitario, perché prima di tutto rappresenta un simbolo di pace. Il presepe d’autore è anche arte, cultura ed artigianato locale, una tradizione che risale al primo secolo dopo cristo. Seguire la loro evoluzione vuol dire risalire le nostre origini”.

Per la parte tecnica ha preso la parola Sergio Rossi: “La mostra che si apre l’8 e terminerà il 6 gennaio, esibisce 50-60 presepi completamente nuovi. La metà sono prodotti nel nostro territorio, l’altra metà è frutto di uno scambio con le altre provincie, come quella di Bergamo e di Milano”. “I presepi seguono la tradizione spagnola, sempre innovativa nelle forme e nell’utilizzo di materiali nuovi in questo campo, come il poliuretano e il gesso. Anche per questo motivo la nostra mostra è una delle più importanti nel nord Italia e per questo ci aspettiamo una alta affluenza”.

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