E’ufficiale: Gromi riconfermato garante dei detenuti

E’ stata ufficializzata oggi, con la firma del sindaco Paolo Dosi, la nomina del prof. Alberto Gromi a Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. 

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E’ stata ufficializzata oggi, con la firma del sindaco Paolo Dosi, la nomina del prof. Alberto Gromi a Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Gromi, al suo secondo mandato dopo la prima investitura agli inizi del 2010, vanta una lunga esperienza professionale come insegnante e dirigente scolastico, nonché un’intensa attività nel volontariato, come assistente carcerario presso la struttura delle Novate, come direttore della comunità “Villa dei Gerani” (sperimentazione del Ministero di Grazia e Giustizia nell’ambito delle carceri minorili) e come consulente del Tribunale per i minorenni dell’Emilia Romagna. Gromi si è inoltre occupato di disagio giovanile, di formazione, di istruzione e di integrazione sociale, collaborando con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. 
 
Il Garante promuove – come richiamato nell’atto di designazione firmato dal sindaco Dosi – l’esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile e di fruizione dei servizi comunali delle persone che attualmente sono in una condizione di restrizione, con particolare riferimento ai diritti fondamentali della casa, del lavoro, della formazione, della tutela della salute, della cultura e, per le altre attribuzioni riguardanti il Comune, nell’ambito dei servizi alla persona. Promuove inoltre iniziative di sensibilizzazione sui diritti umani delle persone private della libertà personale, anche in coordinamento con altri soggetti pubblici. 
 
La conferma della figura del garante promuove ulteriormente il percorso di umanizzazione nei rapporti tra società civile e carcere, ancora però, è opinione di Gromi, da completare, “per ridefinire e perfezionare il ruolo e le funzioni del garante, in particolare per ciò che riguarda il diritto ad entrare nel carcere senza autorizzazione, come sancisce l’articolo 67 dell’Ordinamento penitenziario, e i possibili interventi sul fronte della scuola interna e della formazione professionale in funzione dell’inserimento dei detenuti nel mondo del lavoro”.
 

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