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Provincia, Trespidi: “Via il referendum”. Ma la Lega: “S’ha da fare”

Dopo la decadenza del decreto di riordino. "Ma aspetterei prima di cantare vittoria di capire meglio il quadro nel quale ci muoviamo, non vorrei assistere ad un colpo di coda del governo". Sul referendum: "Venute meno le premesse". Ma la Lega insiste

“Cautela e prudenza”. Le predica il presidente della Provincia Massimo Trespidi nel commentare a freddo la decisione del governo di far decadere il decreto sul riordino delle Province. “E’ una buona notizia quella della non conversione del decreto, ma aspetterei prima di cantare vittoria di capire meglio il quadro nel quale ci muoviamo, in particolare i contenuti della legge di stabilità, perchè non vorrei assistere ad un colpo di coda del governo”.

“Questo governo ha creato il caos istituzionale dice Trespidi – con questo riordino che è una fesseria totale. Deve poi assumersi la responsabilità di aver emanato tre decreti tutti sotto minaccia di incostituzionalità. Un governo di tecnici che si è mosso con imperizia e superficialità”. 

Più certezze nelle parole del presidente Trespidi sulla sorte del referendum richiesto dal consiglio provinciale per il cambio di Regione: “Sono venute meno le premesse per indire il referendum, la mia posizione e quella della giunta provinciale erano state espresse nella lettera a Napolitano, non è pensabile celebrare la consultazione nella data del 10 e 11 febbraio, a meno di accorparla alle politiche, ma non credo che sarà così”. 


TRESPIDI SCRIVE A NAPOLITANO
– Il presidente della Provincia Massimo Trespidi ha inviato una lettera ufficiale al Quirinale (allegata qui nel testo integrale) per chiedere al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di attendere ad emettere il Decreto di convalida del referendum indetto per il 10 e 11 febbraio. Trespidi afferma che la data ipotizzata per la consultazione per stabilire il cambio di Regione “risulta assolutamente insostenibile per garantire l’avvio delle operazioni di organizzazione e gestione dell’iniziativa”. Inoltre troppe le ragioni di incertezza che pesano sul riordino delle Province, per questo secondo Trespidi è più opportuno un rinvio delle decisioni a dopo l’Epifania.

La Lega Nord: “Il referendum s’ha da fare”

“Nessuna scusante: il referendum per il passaggio in Lombardia s’ha da fare. Non accettiamo passi indietro. Se Trespidi tentenna si assumerà la responsabilità politica delle sue scelte. Siamo disposti a rinunciare alla (non necessaria) figura del direttore generale della Provincia piuttosto che abbandonare il percorso verso la consultazione popolare per far decidere ai piacentini il futuro del nostro territorio”.  Così la segreteria provinciale della Lega Nord al presidente della Provincia Massimo Trespidi, all’indomani della linea di ‘appoggio incondizionato all’iniziativa referendaria” sancita dal direttivo provinciale del Carroccio. “Quello di Trespidi è un intollerabile passo indietro, di cui dovrà rispondere politicamente e agli elettori, ai quali aveva annunciato il suo appoggio all’iniziativa”.
“La Lega mantiene le promesse. Non abbiamo promosso il referendum per paura che le poltrone in Provincia svanissero, ma per inserirci nel percorso della macroregione del Nord, già avviato da Piemonte, Lombardia e Veneto, e ‘snobbato’ per questioni ideologiche dall’Emilia Romagna del presidente Vasco Errani. Non dimentichiamo che già oggi abbiamo scambi diretti con la Lombardia e che nel 2015 Milano ospiterà l’Expo. Vogliamo coglierne tutte le opportunità”. “Rimane solo l’incognita della data. Quella decisa – il 10-11 febbraio – è penalizzante e inaccettabile. Chiediamo che la consultazione venga fissata in un periodo idoneo a garantire l’affluenza alle urne. Il massimo sarebbe l’accorpamento in un unico ‘election day’”. 


Foti (PdL): “Raggiunto l’obiettivo di mantenere l’autonomia della nostra Provincia”

“Sul referendum non è questione di passi indietro o di fughe in avanti. Tutti lo abbiamo sostenuto quando era chiaro che, senza di esso, la nostra provincia sarebbe stata annessa a quella di Parma”. Ad affermarlo è l’onorevole Tommaso Foti, coordinatore provinciale del PdL. “L’oramai certa decadenza del decreto legge di riordino delle Province – continua il deputato azzurro – realizza l’obiettivo che ci eravamo posti di mantenere l’autonomia della terra piacentina. Non vedo l’utilità di prove muscolari per insistere nella celebrazione di una costosa consultazione che, precedendo le elezioni politiche, si ridurrebbe ad un mero scontro ideologico e nulla di piu’”.

La lettera del presidente Trespidi

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