A Piacenza una mostra per i 500 anni della “Madonna Sistina” foto

L'opera di Raffaello fino al 1754 è stata conservata nella nostra città. Dal 16 marzo al 2 giugno a Palazzo Farnese: verrà esposta la copia del dipinto insieme a tutti i documenti originali. Sezione dedicata al monastero di San Sisto

Fino al 1754 Piacenza e il convento di San Sisto hanno ospitato la “Madonna Sistina”, dipinta da Raffaello e una delle opere rinascimentali più conosciute. Quest’anno, nel cinquecentesimo anniversario della sua realizzazione, il comune di Piacenza insieme all’Ente Farnese, alla Fondazione di Piacenza e Vigevano e al Cineclub di Piacenza, celebreranno il dipinto con una mostra (dal 16 marzo al 2 giugno) sull’opera, sulla sua importanza storica e sul convento dove per anni è stato custodito.

“L’obiettivo di questa mostra – spiega l’assessore alla cultura Tiziana Albasi – è quello continuare a tenere alto il focus sul dipinto e sul complesso monumentale di San Sisto. Dobbiamo continuare a ricordare il significato che il dipinto ha avuto per la nostra città”.

La mostra sarà ospitata dallo spazio mostre di Palazzo Farnese: verrà esposta la copia del dipinto raffaellesco insieme a tutti i documenti originali che ci sono pervenuti sul dipinto e sulla sua storia, affiancati da una sezione dedicata alla storia del monastero di San Sisto. Sono previste visite guidate per gli adulti, ma anche gite per i ragazzi delle scuole e tre conferenze incentrate sul dipinto e sulla sua importanza storica.

“Le sezioni su cui è strutturata la mostra parleranno del valore artistico e delle vicende di questo quadro – ha aggiunto Alberto Spigaroli per l’Ente per il restauro di Palazzo Farnese -. La sua importanza è sottolineata dal fatto che viene conservato nella Gemaldegalerie di Dresda. La mostra mette in luce anche il successo che ha avuto questo dipinto nel corso della sua storia, riconosciuta da molti come la Madonna del Nord”.

Presente anche Giacomo Marazzi, Presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano: “Purtroppo il dipinto originale di Raffaello non verrà mai a Piacenza, ma non per questo possiamo dimenticare quello cha ha voluto dire per la nostra città e quello che ha significato dal punto di vista artistico e storico”.

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