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Epifania in musica nella Sala dei Teatini e in S. Antonino. FOTO  foto

Si sono esibiti il Coro del Teatro Municipale e i solisti del Conservatorio e il Coro Polifonico Farnesiano

Epifania in musica, questo pomeriggio, nella Sala dei Teatini e nella Basilica di Sant’Antonino. In quest’ultima si è esibito il Coro Polifonico Farnesiano diretto da Mario Pigazzini, nella prima il Coro del Teatro Municipale e i solisti del Conservatorio che, diretti dal maestro Corrado Casati, ha proposto un repertorio verdiano. IL FOTOSERVIZIO

In Sant’Antonino si è esibito il coro al gran completo, con tutti e tre i gruppi che lo compongono: le voci bianche (bambini e ragazzi dai 9 ai 15 anni), le voci giovanili (ragazze dai 15 ai 23 anni provenienti dall’esperienza delle voci bianche) e le voci miste (adulti). Ricco il programma di brani prevalentemente natalizi della tradizione popolare e della tradizione colta, firmati da autori noti e meno noti in una rosa di epoche diverse: dal Duecento al Seicento, dal Romanticismo all’epoca moderna. In particolare, accompagnati all’organo dal maestro Alessandro Molinari, i tre cori hanno eseguito “Tollite hostias” di Saint-Saens e “Personent hodie”, una composizione tratta dal repertorio di “Piae cantiones” del XV secolo.

Nella Sala dei Teatini sono state eseguite arie tratte da celebri opere verdiane quali “La Traviata”, “La Forza del destino” e “Simon Boccanegra” e altre pagine da opere di autori contemporanei a Verdi tra cui Rossini, Bizet e Donizetti. Il Maestro Casati ha però cercato di scegliere non solo le arie più celebri dei compositori citati, ma ha voluto dare “voce” a pagine di musica operistica “spesso trascurate”. E così accanto al noto “Coro degli zingari” da Il Trovatore o “Brindisi” da La Traviata sono state eseguite il “Concerto Finale” dell’ Atto I de Simon Boccanegra o la “Scena della Minestra” da La Forza del Destino. Quindi da L’Italiana in Algeri di Rossini è stata proposta “Le Femmine d’Italia”, “Pensa alla Patria” e il “Concerto Finale Atto I”; da Carmen di Bizet l’”Aria del Toreador” e da L’Elisir d’Amore di Donizetti l’“Aria di Dulcamara”.

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