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Gli studenti della San Benedetto a lezione alla Nino Bixio

Racchette da tennis, occhialini da piscina e remi per vogare sul Po al posto di penne, libri e lavagne. Il liceo San Benedetto, un giorno alla settimana, si trasferisce alla Nino Bixio e sostituisce le tradizionali ore di educazione fisica in palestra con tre cicli di lezioni: tennis, nuoto e canottaggio, da realizzarsi non in teoria ma direttamente sul campo, con le attrezzature e nella struttura della società sportiva sul fiume. 

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Racchette da tennis, occhialini da piscina e remi per vogare sul Po al posto di penne, libri e lavagne. Il liceo San Benedetto, un giorno alla settimana, si trasferisce alla Nino Bixio e sostituisce le tradizionali ore di educazione fisica in palestra con tre cicli di lezioni: tennis, nuoto e canottaggio, da realizzarsi non in teoria ma direttamente sul campo, con le attrezzature e nella struttura della società sportiva sul fiume. Un modo nuovo di approcciare l’attività fisica scolastica, un progetto pilota che corona la vocazione sportiva del liceo scientifico San Benedetto (Scienze applicate, con caratterizzazione sportiva). “Quella iniziata è una collaborazione preziosa che non si limita all’utilizzo della struttura e del personale specializzato della Nino – spiega Lucia Favari, presidente della Fondazione San Benedetto – . Non si offre agli studenti solo il miglior contributo possibile dal punto tecnico ma anche la possibilità di assaggiare una mentalità sportiva completa, svolgendo le materie in un contesto sportivo per definizione”.

Da settembre, così, gli studenti di terza del San Benedetto si trasferiscono per un’intera giornata dalle aule di corso Vittorio Emanuele alla Nino Bixio. Qui iniziano le lezioni: prima e seconda ora tennis con i maestri del circolo, a seguire doccia e intervallo, e poi lezione di anatomia e fisiologia, italiano e matematica nell’anfiteatro multimediale della società.“Abbiamo iniziato questa collaborazione con grande entusiasmo – dice il direttore di sede, Osvaldo Tarasconi –. Per noi è molto interessante poter abbinare la nostra consueta attività sportiva ad un percorso scolastico curricolare. Inoltre – ha aggiunto -. La Nino è sì un circolo privato ma da sempre l’attività agonistica con le federazioni di tennis, nuoto e canottaggio è aperta a tutta la cittadinanza”..

Per i primi mesi i ragazzi si dedicano all’apprendimento del tennis: regole e gioco in campo, ma una volta terminato il ciclo di lezioni sulla terra rossa, gli smash lasceranno il posto ai tuffi e alle batterie di nuoto in piscina. Ma il ciclo in acqua, dopo il nuoto, prevede anche la sperimentazione del canottaggio. Così, a fine anno, dopo essersi dedicati ad una preparazione specifica realizzata nelle speciali vasche per la voga della Nino, ci cimenteranno con la voga sullo specchio d’acqua fluviale. “Questo ampio progetto sportivo è iniziato già dall’anno scorso – spiega il professore di Educazione Fisica del San Benedetto, Giovanni Baldini –, quest’anno abbiamo ampliato l’offerta e la risposta degli studenti è stata entusiastica per interesse e impegno”. Inoltre, oltre alle lezioni pratiche i ragazzi si dedicheranno anche ad un corso specifico finalizzato all’esame e all’ottenimento del brevetto per arbitri di pallavolo, in collaborazione con due arbitri nazionali.

Fare lezione in una società sportiva completa e poliedrica è una vera novità nel panorama scolastico piacentino. Anche se già durante l’anno gli studenti del San Benedetto si dedicano stabilmente, in classe, a lezioni di Fisica dello sport, Diritto sportivo, Scienza dell’alimentazione, Storia dello sport oltre alle altre materie tradizionali di un liceo scientifico. “Sono particolarmente sorpreso dall’attenzione e dal rendimento dimostrato dai ragazzi”, dice Antonio Campominosi, maestro di tennis, con Davide Bonfanti, Michele Fanelli ed Enrico Sala (nuoto), Franco Valisa, Nicola Campanini e Giovanni Beretta (canottaggio).“Questa organizzazione delle lezioni permette di spezzare la solita routine della scuola, rendendo tutto più interessante e molto divertente”, confermano due studenti Cecilia Borghi e Andrea Valizia. “Avere l’opportunità di imparare delle discipline così specifiche durante l’orario scolastico è un’esperienza umanamente molto arricchente”, aggiunge la studentessa Sonia Arbasi.

E per i prossimi anni l’intenzione è quella di proseguire di allargare ancora di più il campo d’azione, guardando al panorama della formazione atletica del piacentino.

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