Quantcast

Nuovo attacco razzista su Fb per l’Italian Gospel Choir

Il coro nazionale Italian Gospel Choir vive, oramai da due intense settimane, un’angoscia continua dopo essere stato vittima di un attacco a sfondo razzista sul proprio gruppo personale creato nel social network facebook dove, lo ricordiamo, persone non identificate ve ne si sono impossessate con una fraudolenta sostituzione di persona togliendone agli amministratori reali il totale controllo iniziando, di fatto, una violenta ed offensiva campagna razzista e blasfema che sembra non voler cessare, ne trovare soluzione. 

Più informazioni su

Comunicato stampa Italian Gospel Choir

Piacenza – Il coro nazionale Italian Gospel Choir vive, oramai da due intense settimane, un’angoscia continua dopo essere stato vittima di un attacco a sfondo razzista sul proprio gruppo personale creato nel social network facebook dove, lo ricordiamo, persone non identificate ve ne si sono impossessate con una fraudolenta sostituzione di persona togliendone agli amministratori reali il totale controllo iniziando, di fatto, una violenta ed offensiva campagna razzista e blasfema che sembra non voler cessare, ne trovare soluzione.

Dai primi accertamenti, costantemente portati avanti dal reparto operativo della Polizia Postale di Piacenza, vi sarebbero alcune piste interessanti che potrebbero far luce su quanto accaduto e risalire ai responsabili. Non chiara rimane, però, la tempistica e le sue modalità. Questo è solo l’ennesimo caso di reato commesso attraverso la rete, in particolare, da un social network e dove la capacità di intervento, da parte delle forze dell’ordine, risulti sempre colma di difficoltà e intoppi per lo più generati da burocrazie, tempi tecnici giudiziari e come nel caso di facebook, dalla scarsa collaborazione della società di Californiana di Menlo Park con le autorità italiane. Basti pensare che per ottenere permessi atti a risalire alle identità degli iscritti al popolare social di Mark Zuckerberg sono necessari diversi giorni se non addirittura mesi, quando si è particolarmente fortunati. Facebook risponde prevalentemente alle leggi americane, talvolta internazionali che, in alcuni casi, come ad esempio per il reato di diffamazione o altri simili collegabili, non sembrano avere riscontro e perseguibilità negli USA, in particolare, si differenziano dalle leggi italiane. In casi come questi, la massima risposta che si ottiene è una breve comunicazione che informa della incapacità d’intervento in quanto reato non riconosciuto.

 
Ogni giorno si registrano in Italia episodi incresciosi come quello capitato al coro Gospel nazionale e si conferma anche la totale deregulation del sistema rete: “Perché Facebook non interviene?!” si chiede Francesco Zarbano Presidente dell’Italian Gospel Choir, “indipendentemente da quanto è accaduto a noi, non è ammissibile che in uno Stato di diritto come il nostro non possa esservi proprio quello della difesa a nostra disposizione su internet. Ognuno può fare quel che vuole e per intervenire ci vogliono giorni o forse mesi e nel frattempo?! Continuano le diffamazioni, insulti e quanto di peggio si possa immaginare”. Allo stesso Zarbano, proprio in questi giorni, sarebbe stato anche copiato il profilo personale sempre da sconosciuti che utilizzando la sua immagine e dati personali, potrebbero farne chissà quale utilizzo. “Credo nella libertà di espressione, di intelletto e anche di critica”, continua, “ma quando si limita quella altrui attraverso raggiri e reati e la si schernisce, non si possono non avere mezzi per intervenire. E’ inconcepibile. Siamo nell’epoca dove tutto è in vetrina, ma tutto senza una regola e senza dignità. Intervenga l’Autorità delle Comunicazioni, intervengano le istituzioni centrali, non si può più fare finta di nulla. Internet è nella vita di tutti i giorni ed anche quella dei nostri figli e dei minori, i primi da tutelare di fronte a violenze come quelle che ci hanno colpito. Oltre tutto Italian Gospel Choir è un marchio registrato e deve essere tutelato. Sennò è tutto inutile. Tanti strumenti burocratici e nessuna protezione?! Non può andare avanti così”.
 
Il problema nel nostro Paese esiste oramai da tempo e forse, visto l’incremento esponenziale che le forze dell’ordine registrano quotidianamente, è arrivato il momento di aprire seriamente un dibattito e confronto. Anche tra le forze politiche che seppur in campagna elettorale, potrebbero dire che ne pensano sull’argomento proponendo e approvando, magari, l’istituzione di un codice etico che venga rispettato da tutte quelle società, anche e soprattutto internazionali che operano e creano il loro business sfruttando il web nel nostro Paese e dove ne debbano seguire leggi e condizioni. Gli strumenti per farlo non mancano. Serve solo un po’ di buona volontà e capacità.
 
Intanto il coro Gospel nazionale ha creato un nuovo gruppo, sempre su facebook, chiamato ITALIAN GOSPEL CHOIR OFFICIAL (https://www.facebook.com/groups/italiangospelchoir/) che conta quasi 7mila iscritti nell’arco di pochi giorni e dove finalmente si è tornato a parlare di musica con serietà e positività.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.