Voto studenti Erasmus, Gazzola: “Diritto negato, il Governo risolva la situazione”

"E’ davvero ingiusto, ma forse non casuale - dice il candidato di Rivoluzione Civile - che a coloro che si stanno preparando ad essere la futura classe dirigente del Paese sia negata la possibilità di cambiare quella attuale"

Hanno perfettamente ragione i giovani studenti di Erasmus a dirsi indignati e offesi nel vedersi negato il diritto di voto alle prossime elezioni del 24-25 febbraio. A dirlo è Luigi Gazzola, candidato alle prossime elezioni per Rivoluzione Civile. “Solo loro, tra gli italiani all’estero, non potranno votare a causa di un vuoto normativo. Militari, insegnanti, ricercatori, dipendenti pubblici anche se risiedono all’estero da meno di 12 mesi potranno esercitare il diritto di voto grazie ad una eccezione alla normativa che prevede l’iscrizione all’AIRE per votare all’estero”.

“Gli unici a non poterlo fare – prosegue – saranno proprio gli studenti dell’Erasmus. E’ davvero ingiusto, ma forse non casuale, che a coloro che si stanno preparando ad essere la futura classe dirigente del Paese sia negata la possibilità di cambiare quella attuale.  Non vale invocare tempi stretti, problemi tecnici e burocratici, è semmai questione di volontà politica. Non è un caso che il Senato abbia recentemente stroncato la proposta sostenuta dal comitato “iovotofuorisede.it” per consentire il votoagli studenti italiani fuori sede”.

“Ministro dell’Interno e governo – conclude – sono ancora in tempo, se vogliono, a risolvere la situazione di questi giovani “esodati dalla democrazia” che diversamente non potranno esercitare un diritto costituzionalmente garantito non potendo permettersi tempi e spese di viaggio. La valorizzazione della partecipazione democratica dei cittadini, specie di quelli con maggiori difficoltà, è di vitale importanza per l’affermazione dei principi costituzionali. Rivoluzione Civile è impegnata a sostenere questa battaglia di civiltà e democrazia affinchè venga garantito questo diritto già dalle prossime elezioni di febbraio”.

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