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Croce (Fli): “Il mio impegno per la Provincia e la Valdarda”

Germano Croce, candidato alla Camera per Futuro e Libertà, annuncia con una nota il suo impegno per la provincia di Piacenza e, in particolare, la Valdarda. Questo il testo del messaggio, indirizzato ai concittadini piacentini

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Germano Croce, candidato alla Camera per Futuro e Libertà, annuncia con una nota il suo impegno per la provincia di Piacenza e, in particolare, la Valdarda. Questo il testo del messaggio, indirizzato ai concittadini piacentini: “Ho accettato senza esitazione l’invito rivoltomi da parte dei dirigenti del partito, Callegari e Raisi, perché ho sempre creduto nella persona del Presidente Fini e nei valori da lui difesi in tutti questi anni di attività parlamentare: Nazione, Legalità e Merito. Mosso da questi cari principi, ho deciso di metterci la faccia e di impegnarmi in prima persona per dare un segnale a tutti i miei concittadini: non è solo con le critiche che si può costruire una società civile e giusta”.

“Anche nel caso in cui non venissi eletto sarà comunque mia premura interessare il Presidente Fini e l’on. Enzo Raisi, nostri capilista, affinché si interessino della nostra magnifica terra: Piacenza e le sue Valli. In modo particolare ho a cuore alcune questioni che riguardano da vicino anche il nostro territorio.  Innazitutto ritengo necessario istituire l’incompatibilità tra la carica di Sindaco e la candidatura ad altro incarico pubblico fino alla scadenza del mandato”.

“È immorale che un Sindaco, come quello di Lugagnano, eletto per amministrare il proprio paese perda tempo e credibilità nel candidarsi a fare il parlamentare. Fare il Sindaco è un lavoro duro e delicato: il Comune è il primo ente statale che il cittadino vede nel momento del bisogno ed è necessario che il primo cittadino dimostri il massimo rispetto verso i propri cittadini: Lugagnano ha bisogno di un sindaco a tempo pieno. Secondariamente ritengo irrinunciabile che venga portato a termine il progetto iniziale del Presidente Monti: le provincie vanno abolite a favore dei Comuni, ai quali vanno affidate più risorse (oggi in parte destinate alle inutili province) e responsabilità. I sondaggi lo dimostrano: l’ente politico che i cittadini apprezzano di più è il proprio Comune!”.

“Infine – conclude – ma potrei continuare, il mio futuro sostegno al progetto politico del prof. Monti e del Presidente Fini è condizionato da una profonda riforma Istituzionale che determini il dimezzamento del numero dei parlamentari italiani: da 630 devono diventare 315, subito! Questo sono solo alcune delle battaglie che porterò avanti: eletto o non eletto, votatemi con fiducia”.

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