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Don Chisciotte, la “nuova” Fondazione e gli aiuti al terzo mondo foto

Due interviste ai contendenti alla presidenza della Fondazione di Piacenza e Vigevano e il commento di due nuovi consiglieri di via S. Eufemia, Renato Zurla e Isabella Tampellini. Don Chisciotte vi ha permesso di conoscere meglio Francesco Scaravaggi e Sergio Giglio

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L’ALTRA CAMPAGNA ELETTORALE – Due interviste ai contendenti alla presidenza della Fondazione di Piacenza e Vigevano e il commento di due nuovi consiglieri di via S. Eufemia, Renato Zurla e Isabella Tampellini. Don Chisciotte vi ha permesso di conoscere meglio Francesco Scaravaggi e Sergio Giglio, candidati alla a ricoprire il posto occupato da Giacomo Marazzi, e la portata della partita in corso per il futuro della “cassaforte” piacentina. 

Una campagna elettorale “parallela” a quella politica che si svolge sottotraccia e che i piacentini conoscono poco. Due visioni proprio non coincidenti quelle espresse da Giglio e Scaravaggi nelle prime due interviste video concesse.  

Parte della trasmissione condotta da Elena Caminati e Gianluca Perdoni è stata dedicata alle audizioni concesse in Comune e Provincia dal presidente uscente Giacomo Marazzi, durante le quali sono state fornite le spiegazioni sugli investimenti effettuati negli ultimi anni dalla Fondazione. LEGGI L’ARTICOLO SULL’AUDIZIONE IN COMUNE

Intervistato da Don Chisciotte anche Carlo Ruspantini, di Africa Mission, ong attiva in Uganda che negli ultimi anni ha beneficiato di finanziamenti della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

L’INVESTIMENTO NELLA BANCA DEL GIBUTI – La Fondazione di Piacenza e Vigevano, come altre Fondazioni, ha operato a sostegno dei Paesi in via di sviluppo. Così, Giacomo Marazzi, ha spiegato l’intervento di un milione di euro nel piccolo staterello africano del Gibuti.

Con meno di un milione di abitanti, Gibuti sta ai paesi Africani come San Marino sta all’Italia. E’ noto per essere uno dei Paesi presenti nella black list dei paradisi fiscali. Povertà estrema da una parte, poteri forti della finanza internazionale dall’altra. Ma la Fondazione di Piacenza e Vigevano come si insinua in questo piccolo frammento dell’Africa?

La storia inizia nel 2006 quando l’ente di via Sant’Eufemia acquisisce entra nel capitale della Notrine, finanziaria specializzata nell’assunzione di partecipazioni in banche internazionali con sede in Lussemburgo: capitale sociale 885mila euro suddiviso in 35.400 azioni ordinarie. Valore nominale 25 euro: la Fondazione ne acquista 5.310 al costo di 188 euro. Totale investimento: un milione di euro. Siamo nel 2006. Tre anni dopo siamo in Gibuti.

Leggiamo nel bilancio della Fondazione che nel 2009 viene realizzato dalla Bei, la European Investment Bank, un investimento significativo nella Banque de Depot et de Crédit Gibuti (BDCD), per sostenere la crescita della banca e la sua capacità finanziaria di fornire prodotti di credito alle PMI e singoli imprenditori.
Si tratta di un prestito per 2 milioni di euro accettato il 26 maggio 2009. Le costanti perdite di Notrine dovute, dice la Fondazione, alla crisi dei mercati finanziari e alle delicate e difficili condizioni politiche nel Gibuti, hanno portato all’azzeramento del patrimonio netto, al 31 dicembre del 2011, del valore dell’investimento della Fondazione di Piacenza e Vigevano. 

LA RICOSTRUZIONE DI COUNTER BALANCE – Don Chisciotte ha trovato una ricostruzione della vicenda nel rapporto redatto (SCARICA IL PDF) dal Counter Balance (VAI AL SITO) e uscito nel novembre del 2010 nel quale si parla di “mordi e fuggi dello sviluppo”. Counter Balance è una coalizione europea di organizzazioni non governative, costituita nel 2007 per contestare in particolare la Banca europea per gli investimenti. I gruppi coinvolti hanno una vasta esperienza di lavoro sul finanziamento dello sviluppo e le istituzioni finanziarie internazionali, nonché campagne di prevenire impatti negativi derivanti da grandi progetti infrastrutturali. La missione di Counter Balance è rendere la Banca europea per gli investimenti un’istituzione aperta e progressiva realizzazione degli obiettivi di sviluppo dell’Unione Europea. Al capitolo 3, intitolato il buco nero dello sviluppo, troviamo proprio il caso di Banque de Dépôt et de Crédit Gibuti: intermediario locale una finanziaria svizzera.

Secondo le informazioni raccolte da Counter Balance, la Banca di Deposito e Credito del Gibuti fa parte della Swiss Financial Group Investments di Ginevra ed è gestita da Michel Torielli, uomo d’affari francese già cofondatore della Banca d’Africa in Mali, amministratore delegato di Banque Internationale du Cameroun e console onorario del Principato di Monaco in Camerun. Per lanciare la Banca in Gibuti Torielli avrebbe messo insieme un numero di investitori privati, la maggior parte dei quali francesi. Tra i fondatori figura anche la Fondazione di Piacenza e Vigevano. In ogni caso, conclude Counter Balance, Banque de Depot et de Credit Gibuti – sostenuta da prestiti della BEI – sembra essere solo una banca privata, creata da uomini d’affari europei per sviluppare i loro interessi privati in Africa, anche se non hanno alcun legame con le industrie locali e il loro sviluppo.

La puntata è stata trasmessa dalla web tv di PiacenzaSera.it e Canalemilia.com. Come sempre la possibilità a voi che ci seguite di consultare la pagina Facebook e Twitter e inviare mail all’indirizzo donchisciotte.tv@gmail.com

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