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Fiera di Bergamo: in tempi di crisi vince il “Do it yourself” foto

Sempre più di moda ricami, perlini, dècoupage, cucina creativa... il fai-da-te dominatrice in questo periodo di crisi

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La parola d’ordine è “DIY- Do it youself”. Forse è colpa (o, in questo caso, merito) della crisi economica ma il fai-da-te, in questi ultimi anni, è veramente passato da hobby a stile di vita: dalla moda al cake design, dal make up (le fashion addicted sanno riprodurre ad arte gli smalti di Coco Chanel semplicemente miscelando tra loro tre prodotti differenti) all’arredamento, dilaga in tv, nelle fiere e sul web un’esplosione di creatività.

Lo dimostrano i siti che commerciano auto-produzioni come Etsy (nel 2012 ha effettuato transazioni per un valore di 600 milioni di dollari, con oltre 50 milioni di visite mensili, 1 milione di venditori e circa 19milioni di membri), le manifestazioni dedicate (a Piacenza l’ultima edizione natalizia del mercatino “A-mano” alla Cavallerizza ha fatto il pieno di visitatori), i corsi tesi a riscoprire le arti dei nostri nonni (parte domani a Spazio 4 la seconda edizione del fortunato corso di “Ricamo e maglia” che vede nelle vesti di docenti le socie dell’associazione “Le mani delle donne”) e le fiere.

L’ultima in ordine di tempo è stata “Creattiva”: così nei padiglioni della Fiera di Bergamo dal 15 al 17 febbraio, per il decimo anno, si è parlato (e fatto pratica) di ricamo, patchwork, quilting, lavori d’ago; ma anche di dècoupage, ceramica, trompe l’oeil, oggetti country; e poi di cucina creativa, composizioni floreali e tanto altro ancora. 215 espositori (provenienti anche da Francia e Germania), 15mila metri quadrati di esposizione, 38mila visitatori (+8% rispetto allo scorso anno): i numeri parlano chiaro, per gli organizzatori è stato un successo.

I corsi e i laboratori sono stati presi letteralmente d’assalto da un pubblico trasversale, soprattutto femminile, dove le giovani generazioni erano affiancate dalle loro nonne. In fiera si poteva trovare di tutto e trarre ispirazione per stimolare la propria creatività. Tante le novità: dalle macchine da ricamo di ultima generazione alle stoffe cerate di design per confezionare deliziosi impermeabili o grembiuli anti-schizzo per la cucina. Ma anche tanto vintage. Erano imprendibili e sono andati letteralmente a ruba, in uno stand torinese tra nastri e cordonetti ingialliti dal tempo, tanti numeri di “Mani di fata” (con istruzioni e carta-modelli originali), che spaziavano dagli anni ’30 ai tardi anni ’50, ricchi di ricami splendidi. Per lustrarsi gli occhi.

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