Quantcast

Fondazione, Marazzi in Provincia: “Nostra attività sempre trasparente” foto

Dopo l’audizione di lunedì in Comune il presidente uscente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, parlerà oggi in Provincia davanti alla Conferenza capigruppo. Marazzi riferirà della situazione di bilancio dopo le recenti polemiche in merito alle operazioni finanziarie legate alla vicenda Mps

Più informazioni su

Dopo l’audizione di lunedì in Comune, Giacomo Marazzi, presidente uscente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, parlerà oggi in Provincia davanti alla Conferenza capigruppo congiunta alla commissione consiliare “Risorse economico-finanziarie, società partecipate, patrimonio, politiche abitative e dei trasporti”, riunita su convocazione del presidente del Consiglio provinciale Roberto Pasquali e del consigliere Antonino Coppolino. Come già accaduto ad inizio settimana Marazzi è chiamato a riferire sulla situazione di bilancio della Fondazione dopo le recenti polemiche in merito alle operazioni finanziarie legate alla vicenda Monte dei Paschi. “

“La Fondazione non c’entra nulla con Mps – ha ribadito alla stampa poco prima dell’inizio dell’incontro – bastava chiedere come era la situazione patrimoniale della Fondazione che per sua natura è trasparente e avremmo detto quanto diciamo oggi. Vedere pubblicate una serie di notizie che non corrispondono alla verità personalmente mi ha molto amareggiato”.

ATTIVITA’ TRASPARENTE – “Non c’è miglior cosa che sentirsi di persona, anche se la nostra attività e’ sempre stata trasparente” ha poi spiegato davanti alla commissione, ripresentando la relazione già illustrata in Comune lunedì pomeriggio, nella quale vengono distinte le annate di attività in due blocchi, tra 2005 e 2008 e 2008 e 2012, con un patrimonio investito all’inizio in buona parte in Btp. Si è quindi deciso di diversificare gli investimenti, passando attraverso l’anno terribile per la finanza internazionale, il 2008.


IL BOND “FRESH”
– “Non abbiamo acquistato questo derivato emesso da Jp Morgan per finanziare l’aumento di capitale in Monte dei Paschi, abbiamo sottoscritto uno swap, operazione che rappresenta un flusso di cassa, di cui si può poi incassare il differenziale. Quindi la Fondazione non ha sborsato nulla. L’operazione e’ stata sottoscritta nel 2008, con possibilità di rinnovo. Al momento del primo rinnovo capimmo che c’era qualcosa che non andava, perché Jp Morgan cambiò il differenziale. Lo rinnovammo ancora, anche se iniziarono ad arrivare voci sull’operazione in sè, e alla fine del 2011 la Banca d’Italia convocò chi aveva acquistato il titolo, perché il progetto informativo era difforme da quanto promesso. Noi denunciammo nel 2012 sia Jp Morgan sia Prometeia, l’advisor che ci aveva consigliato l’operazione come a basso rischio. Vorrei quindi chiarire che la nostra Fondazione non ha mai avuto contatti diretti nè con Mps nè con la Fondazione Mps”.

POLIZZA LOMBARD – “Venendo poi alla famosa polizza Lombard, di cui parlava un documento anonimo, di cui si e’ poi scoperta la paternità (Sergio Giglio, candidato alla presidenza, ndr), noi qui abbiamo portato 36 milioni di investimenti. La scadenza e’ abbastanza lunga, ma possiamo chiedere di sbloccarli”.

LIQUIDITA’ PER 37 MILIONI – “Dire che la Fondazione e’ senza liquidità è falso. E’ vero che abbiamo fatto accantonamenti, abbiamo 37 milioni di liquidità. Nel giugno 2013 si aggiungeranno poi i 4 milioni di euro di rimborso per la causa, vinta, in merito alla partecipazione nelle funivie di Marilleva. Rispetto al 2005 abbiamo una riduzione del patrimonio netto del 3 per cento, mentre altre Fondazioni in questo stesso periodo lo hanno visto diminuire del 14 per cento”.

GLI INTERVENTI
“Non ho una posizione pregiudiziale nei confronti della Fondazione – afferma Luigi Gazzola, consigliere provinciale Idv – anzi sono stato l’unico ad esprimermi a favore della proroga del cda dell’ente, nello scorso anno; sono poi partiti diversi gridi d’allarme, come quello del banchiere Ridella, che si era proposto come presidente, lo stesso ha poi fatto anche il consigliere della Camera di Commercio, Mario Spezia, e il neo consigliere della Fondazione Sergio Giglio, che parla di una perdita di circa 100 milioni di euro. In merito alle partecipazioni azionarie, parlo di quelle relative a società quotate, come Enel e Iren, con titoli svalutati, e conseguenti minusvalenze di 19 milioni di euro. Esiste un principio contabile che attribuisce ai consiglieri di amministrazione la competenza di considerare minusvalenze o meno questi titoli; e se poi fosse necessario cedere le quote di partecipazioni? Derivati, in portafoglio non c’è solo lo swap, ma anche altri, quelli di Banca Intesa e Unicredit. Questi investimenti sono compatibili con lo statuto della Fondazione, che prevede di adottare azioni per far rendere il patrimonio secondo criteri di moralità?”.


Maurizio Villa, consigliere Pd
: “Chiedo al presidente Marazzi un’opinione sulla modifica del profilo di rischio della Fondazione, con il portafoglio passato, dal 2004, ad un 80 per cento in obbligazioni, ora arrivate a 50 per cento. Non credo se non sia questa la ragione della diminuzione del patrimonio della Fondazione”.

Giulio Maserati, consigliere provinciale Udc: “Forse ci dimentichiamo che negli ultimi 4 o 5 anni è cambiato il mondo. Per me e’ difficile approcciare questi argomenti di alta finanza, mi sembra però che se la perdita è stata solo del 3 per cento possa essere accettabile. Chiedo invece come siano andate le elargizioni negli ultimi anni”.


Interviene poi Gianluigi Boiardi (Nuovo Ulivo
): “Mi ricordo quando la invitai, presidente Marazzi, all’indomani della sua elezione, e ricordo che disse, in merito al patrimonio della Fondazione, che non c’era «trippa per gatti». Mi sembra però che qualche gatto sua riuscito ad intrufolarsi. E’ vero, il mondo e’ cambiato in questi anni, e in momenti di difficoltà e’ necessario che le istituzioni si stringano in un patto per salvaguardare il territorio. Mi sembra che questo, in Fondazione, sia venuto meno a vantaggio di una visione ragionieristica del bilancio”.


Giovanni Cattanei, consigliere Pdl: “
La Fondazione è fondamentale per il nostro territorio, e dobbiamo difenderla con grande onestà intellettuale, partendo da un dato certo per poterla migliorare. La finalità principale, in precedenza, era il sostenere iniziative di carattere sociale e culturale. Ora dovrebbe dedicarsi ad attività di sostegno al lavoro, magari sostenendo le banche locali, piuttosto che con operazioni finanziarie con grandi istituti di credito”.

LE RISPOSTE DI MARAZZI
“Parto dal discorso banche locali, la possibilità di acquisire partecipazioni non è possibile. Da un punto di vista della trasparenza il nostro operato è inattaccabile, i nostri bilanci sono on line da anni e solo adesso c’è un grande interesse. Come mai? Forse perché a qualcuno interessa fomentare contro la Fondazione”.

Marazzi ha poi parlato del sostegno al territorio piacentino: “Per noi significa sostenere formazione (Università, complessivamente 16 milioni di euro, master Agrisystem, circa 3 milioni e mezzo di euro) e ricerca scientifica e tecnologica (3 milioni di euro, per avviare Leap e Musp). Sfido tutti a dire che investire su questi settori non sia promuovere lo sviluppo economico”. “Mi è stato detto – ha aggiunto – che abbiamo comunicato poco quanto fatto, ma più che distribuire alla fine dell’anno il nostro bilancio di missione cosa avremmo dovuto fare? In 8 anni abbiamo distribuito sul territorio complessivamente 60 milioni di euro, quasi il 2 per cento del nostro patrimonio. In questi giorni tutti sono diventati finanzieri, esperti di bilancio. Io vorrei chiedere a queste persone come hanno investito i propri soldi a casa loro. E vorrei chiedere, visto il basso rendimento Btp, che contributi avremmo potuto distribuire. Forse abbiamo fatto investimenti mal ragionati, forse mal consigliati da un advisor che poi abbiamo cacciato, spinti da un quadro mondiale che, fino al 2008, era in forte ascesa. Quando successo dopo era imprevedibile, ed essere usciti quasi indenni, è un buon risultato”.

“Se avessimo mantenuto il profilo di rischio precedente, forse se avessimo mantenuto quello precedente, ora ci accuserebbero di essere stati troppo prudenti, e anziché erogare 60 milioni di euro di contributi, ne avremmo distribuiti 20 milioni”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.