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I profughi libici in Comune: “Pronti a occupare il Ferrhotel” foto

Incontro in Municipio tra il sindaco Paolo Dosi e una delegazione dei profughi libici ospitati da mesi al Ferrhotel

Torna la protesta dei profughi libici ospitati da mesi al Ferrhotel di Piacenza. Una trentina gli stranieri che questa mattina si sono ritrovati davanti al Municipio per chiedere un incontro con il sindaco Paolo Dosi: domani è infatti l’ultimo giorno prima della scadenza della convenzione che garantisce loro vitto e alloggio. La protesta è nata per il “contributo” di 500 euro che il Governo ha proposto ai profughi, giudicato troppo basso dagli stessi, che chiedono almeno duemila euro. “Non c’è margine di trattativa – ha spiegato Dosi, che ha incontrato una delegazione di manifestanti – perché le disposizioni governative sono chiare. Siamo dispiaciuti per quanto accade, ma le richieste che arrivano al Comune sono tantissime e arrivano sempre da nuovi fronti. Confidiamo che il nuovo Governo possa formarsi in tempi brevi e su questo problema si assuma maggiori responsabilità”.

Dal canto loro i profughi hanno invece ribadito la richiesta di almeno duemila euro per trovare una sistemazione o poter rientrare nel loro paese, annunciando l’intenzione di non voler abbandonare domani il Ferrhotel e dichiarandosi pronti a occuparlo. Canti e urla sotto i portici di piazzetta Mercanti, con la situazione tenuta sotto controllo da Polizia e Carabinieri. Molti i curiosi che hanno assistito alla scena, complice il vicino mercato cittadino.

Il Governo offre 500 euro. Ma i profughi: “Sono pochi”

PROTESTA PROFUGHI PIACENZA, LA LEGA NORD AL SINDACO: “CONTRO LE MINACCE, TOLLERANZA ZERO”
“L’onerosa parentesi profughi deve essere chiusa. Subito. Chiediamo al sindaco ‘tolleranza zero’ contro chi minaccia occupazioni e azioni eclatanti. I piacentini hanno sopportato fin troppo”. A dirlo è il consigliere regionale della Lega Nord Stefano Cavalli, nel giorno della protesta dei profughi sotto il Comune di Piacenza e a 24 ore dalla fine dell’emergenza ‘Nord Africa’.

“I piacentini hanno speso oltre tre milioni di euro per ospitare, in completa inattività, per due anni, oltre cento profughi, ben oltre la fine dell’emergenza libica – dichiara Cavalli -. In questi mesi alcuni migranti si sono resi responsabili di violenze, minacce, danneggiamenti alle strutture di accoglienza e oggi si permettono pure di rifiutare l’ennesimo aiuto (a perdere) concesso loro. La situazione è inaccettabile ed è chiaramente degenerata. Ci aspettiamo azioni decise e risolute. Basta sopportare in nome di un deleterio buonismo. La pazienza dei piacentini è finita”.

“Si attivino quindi, immediatamente, le procedure per il rimpatrio. E i fondi che si vorrebbe assegnare a ciascun migrante vengano dirottati a favore dell’avviamento al lavoro dei nostri giovani e al sostegno ad anziani e famiglie, ai quali la politica è chiamata a garantire assoluta priorità”.

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