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Il vescovo Gianni “Papa Benedetto coraggioso e umile. Il 27 sarò alla sua ultima udienza”

"Atto di grande umilità e coraggio" Il vescovo Gianni Ambrosio commenta così le dimissioni di papa Benedetto XVI. Il 27 sarà a Roma in udienza insieme ad altri 200 piacentini. 

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“Ho appreso la notizia delle dimissioni di papa Benedetto XVI con grande sorpresa. Ho avuto modo di incontrarlo il 2 febbraio, e nonostante sembrasse stanco, a fine mattinata, nel pomeriggio aveva ugualmente presieduto una lunga celebrazione in San Pietro, alla quale ho assistito. Ma quello che occorre veramente sottolineare è la grande umiltà e il coraggio di questo papa, che ha sentito venire meno le forze e ha deciso di lasciare il Pntificato, per consentire alla Chiesa di trovare una nuova guida”. Il vescovo di Piacenza, Gianni Ambrosio, commenta così la decisione di papa Benedetto XVI, che ha comunicato in mattinata le proprie dimissioni. 

Nella memoria di tutti noi, però, è ancora vivo il ricordo di Giovanni Paolo II, che ha retto il pontificato fino all’ultimo, nonostante la malattia. “Anche in papa Giovanni Paolo II fu presente il prensiero di ritirarsi, soprattutto quando diventò per lui davvero difficile esprimersi. Ma poi si accorse che la Parola – spiega monsignor Ambrosio – poteva essere ugualmente colta e avvertita: la Parola passava attraverso la sua sofferenza. Papa Benedetto ha invece deciso di riconoscere i limiti delle proprie forze per fare spazio a un altro papa, forse perché avendo collaborato molto strettamente con Giovanni Paolo II ne ha potuto avvertire tutte le difficoltà. Ogni persona ha il suo stile”. 

Papa Benedetto ha motivato la propria decisione dicendo che la Chiesa ha bisogno di una guida più salda per muoversi nel mondo moderno. Chi potrebbe essere il suo successore? “Sono certo che non si occuperò di questo, se non pregando affinché lo Spirito Santo guidi e illumini il Conclave nello scegliere la persona più adatta, in grado di saper tenere insieme un mondo così complesso come il nostro”. 

“Il 27 febbraio insieme ad altri 200 piacentini sarò ricevuto da papa Benedetto in quella che sarà la sua ultima udienza – anticipa il vescovo Gianni -. Si tratta di un appuntamento già fissato da tempo, e sarà per noi l’occasione per esprimergli il nostro affetto e il nostro dispiacere, pur essendo certi che la sua decisione sia motivata dalla volontà di fare il meglio per la Chiesa”. 

Il comunicato del vescovo Gianni Ambrosio. Con grande stupore ho appreso la notizia della “rinuncia al ministero di Vescovo di Roma, successore di san Pietro” da parte di Benedetto XVI. Un annuncio che mi ha molto sorpreso e che ha sorpreso tutti. Lo stesso Papa afferma che si tratta di una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa: “dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”.

Ho avuto la gioia di incontrare Benedetto XVI qualche giorno fa, sabato 2 febbraio, nella Visita ad limina. Era a fine mattinata, certamente era affaticato ma molto vigile, con domande precise sulla nostra Chiesa di Piacenza-Bobbio.

Ora, dopo la comprensibile sorpresa del primo annuncio di agenzia, ammiro il coraggio e l’umiltà di questa decisione. È un atto coraggioso e umile, nel senso che il Papa ha tenuto fede a quanto aveva dichiarato in alcune occasioni e soprattutto all’inizio del suo Pontificato, quando, il 19 aprile 2005, disse queste prime parole: “Dopo il grande Papa Giovanni Paolo II, i signori Cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore”. Quando si è reso conto che “il vigore del corpo e dello spirito” stava diminuendo e gli impediva di “amministrare bene il ministero” a lui affidato, non ha esitato a rassegnare le dimissioni, assicurando che “anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio”.

Siamo nell’Anno della fede voluto da Benedetto XVI e proprio in questo anno egli lascia il gravoso servizio petrino, come per ricordarci che è il Signore a dirigere la sua Chiesa. È una lezione di fede.

Da tempo era programmato il nostro pellegrinaggio diocesano a Roma, alla sede di Pietro, con l’udienza papale prevista proprio per il 27 febbraio. Saremo là con il nostro gruppo di duecento piacentini ad esprimere al Santo Padre il nostro affetto filiale e la nostra grande riconoscenza e ad invocare lo Spirito Santo perché illumini i Cardinali nel difficile compito di eleggere il successore di questo Papa amabile e umile.

Il Movimento cristiano dei lavoratori: “Grazie di cuore S.Padre”. Costernati e increduli diciamo grazie a un grande Papa che con coraggio e umiltà ha assunto su di sé una responsibilità tanto gravosa il peso di guidare la cristianità in un momento tanto oscuro per il mondo intero. Una decisione, la Sua che ci sorprende tutti e ci lascia spaesati, ma tutto ciò è certamente frutto di un doloroso travaglio interiore, sempre accompagnato però da una fede trasparente, illuminata guidata dallo Spirito Santo che lo ha indotto a lasciare anzitempo per il “bene della chiesa” il Suo incarico Pastorale. Addolorati per l’improvvisa notizia abbracciamo affetuosamente il S.Padre con le nostre preghiere. Lo ringraziamo per la missione evangelizzatrice che ha portato avanti e serbiamo nel cuore i ricordi del commovente incontro con l’Mcl, il 19 maggio scorso, ringraziandolo per avere voluto festeggiare con noi il 40esimo anniversario della nostra fondazione e lasciandoci un programma che sarà guida per i prossimi anni. Il messaggio del 19 maggio, la “Caritas in veritate” saranno insieme al Magistero sociale del Beato Giovanni Paolo II oggi più che mai la “stella polare” della nostra presenza al fianco dei lavoratori.

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