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Imprese straniere, Piacenza unica provincia in Regione a registrare un calo – 0,8%

È quanto risulta dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio di fonte InfoCamere elaborati dal Centro studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna

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Al 31 dicembre 2012 le imprese attive straniere sono giunte a quota 41.191 arrivando a rappresentare il 9,7 del totale delle imprese emiliano-romagnole. La loro crescita (1.389 unità, +3,5 per cento) è stata solo frenata dalla crisi economica. L’aumento delle imprese straniere in Italia è stato ancora una volta più rapido (+4,6 per cento) e le ha portate a superare quota 438 mila, l’8,4 per cento del totale. È quanto risulta dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio di fonte InfoCamere elaborati dal Centro studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna.

Le imprese straniere sono aumentate in tutte le regioni, con l’eccezione della sola Basilicata. La crescita è stata più rapida nel Lazio (+9,3 per cento), in Campania (+8,7 per cento) e in Calabria (+6,4 per cento). Nona l’Emilia-Romagna. L’espansione è risultata più contenuta in Molise (+0,8 per cento), Friuli-Venezia Giulia (+1,3 per cento) e nelle Marche (1,4 per cento)

La quota delle imprese straniere risulta determinata dalla popolazione straniera presente e dalla composizione settoriale e dallo sviluppo del sistema economico. Secondo i dati del censimento della popolazione 2011, gli stranieri residenti in Emilia-Romagna ammontavano a 452 mila, equivalenti al 10,4 per cento della popolazione complessiva, a fronte di una media nazionale del 6,8 per cento. Riguardo al secondo aspetto, il sistema economico regionale è particolarmente sviluppato e in esso l’imprenditoria regionale ha lasciato ampi spazi disponibili a quella straniera. 

 
Sul territorio
Le imprese straniere sono aumentate in tutte le province dell’Emilia-Romagna, con la sola eccezione di quella di Piacenza (-0,8 per cento). La crescita è stata più rapida nelle province di Ferrara (9,2 per cento) e più lenta nel parmense (2,0 per cento). L’aumento è stato più ampio nelle province di Bologna (+401 unità), Reggio Emilia (+222 unità) e Modena (+221 unità). La quota delle imprese straniere sul totale va dal 12,6 per cento a Reggio Emilia al 6,3 per cento a Ferrara .
La forma giuridica 

Le ditte individuali costituiscono l’85,0 per cento delle imprese straniere e comprendono molte imprese marginali. La crescita delle imprese straniere è da attribuire principalmente alle ditte individuali, in aumento di 1.000 unità (+2,9 per cento). La crisi ha spinto quelle costituite sotto altre forme, le cooperative e i consorzi (+8,4 per cento), mentre la tendenza all’adozione di forme giuridiche più evolute ha sostenuto la crescita delle società di capitale (+7,3 per cento) e in minor misura delle società di persone (+6,0 per cento).

 

Settori di attività economica
L’aumento delle imprese straniere è stato determinato principalmente da quelle del commercio (+329 unità, +3,4 per cento), nonostante la debolezza della domanda per consumi, dal boom  dei servizi di alloggio e ristorazione (+302 unità, +10,4 per cento) e dalla lieve crescita nelle costruzioni (+213 unità, +1,4 per cento), nonostante le gravi difficoltà del settore. La velocità della crescita è stata particolarmente notevole per le altre attività di servizi (+17,5 per cento, +168 unità), trainata dal sottoinsieme dei servizi per la persona (+19,9 per cento). 

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