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“La pietra e il bambino”, nuova produzione del Teatro Gioco Vita 

Una favola di Guia Risari, scrittrice e autrice di molti libri per bambini. Uno spettacolo che vuole essere un canto alla vita e al mistero della natura. Un invito a non dimenticare che tutto quel che ci circonda è vivo e che dall’amore possono nascere le cose più straordinarie. 

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Una favola di Guia Risari, scrittrice e autrice di molti libri per bambini. Uno spettacolo che vuole essere un canto alla vita e al mistero della natura. Un invito a non dimenticare che tutto quel che ci circonda è vivo e che dall’amore possono nascere le cose più straordinarie. 
È “La pietra e il bambino”, la nuova produzione di Teatro Gioco Vita affidata a Fabrizio Montecchi, che firma la regia e le scene. I disegni sono di Nicoletta Garioni, che cura anche le sagome insieme a Federica Ferrari, le musiche di Michele Fedrigotti e i costumi di Tania Fedeli. Protagonisti Domenico Sannino e Laura Zeolla, con Anna Adorno alle luci e fonica. Le scene sono realizzate da Sergio Bernasani.
Ormai alle battute conclusive l’allestimento dello spettacolo, in corso all’Officina delle Ombre. Da giovedì 21 febbraio al Teatro Comunale Filodrammatici nel cartellone di “Salt’in Banco” inizieranno le anteprime per le scuole, che proseguiranno fino a martedì 26 febbraio. Quindi “La pietra e il bambino” sarà presentato al Teatro Testoni di Bologna il 1° marzo nell’ambito del Festival Internazionale “Visioni di futuro, visioni di teatro…”.
A Piacenza debutto “ufficiale” domenica 3 marzo alle 16.30 al Teatro Comunale Filodrammatici per la rassegna di teatro famiglie “A teatro con mamma e papà”, quindi repliche per le scuole da lunedì 4 a mercoledì 6 marzo sempre alle ore 10 per la rassegna “Salt’in Banco”.
«Tra le tante suggestioni di questa storia – spiega l’autrice Guia Risari – c’è soprattutto un messaggio di speranza: anche in mezzo alle situazioni più disperate, si può amare e farsi amare, ascoltare, capire, ritrovare la voce per poi un giorno raccontare la propria storia».
«Su una collina, circondata solo da alberi e nuvole viveva, da tempo immemore, una pietra. Di grandezza media, grigia e marrone, aveva riflessi dorati sotto il sole e argentati sotto la luna. Aveva la solidità dei minerali ma anche la loro elasticità. Quando un animale le si avvicinava, la pietra vibrava e cambiava colore. A volte anche misura e forma. La pietra amava gli altri esseri viventi e soprattutto giocare con loro. Dava anche dei consigli a modo suo, perché non aveva una voce. Un giorno arrivò da lei un bambino. Era solo. Non se ne conosceva il nome perché non parlava. La guerra l’aveva toccato. E la fatica. Si sedette vicino alla pietra e cominciò ad accarezzarla. Si rannicchiò contro di lei e si addormentò…»
Così inizia la storia de “La pietra e il bambino”, il racconto breve della Risari da cui Teatro Gioco Vita ha tratto lo spettacolo, sempre facendo uso del suo linguaggio teatrale che fonde ombre e attori.  
Nell’immaginazione di un bambino solo e abbandonato anche una pietra può trasformarsi in una grande madre consolatrice e quest’incontro rappresentare simbolicamente, nell’immaginazione del pubblico, il legame eterno tra l’umanità e la terra. Perché questo spettacolo è anche un invito ad abbandonarsi con fiducia alla dimensione sensoriale e affettiva, a farsi trasportare nel mondo pieno di meraviglie che è il nostro, un universo dove non ci sono deus ex-machina o azioni magiche, ma tutto è intimamente pervaso dalla forza della simpatia che spinge gli esseri a incontrarsi e ad aiutarsi. 
Nella storia de “La pietra e il bambino”, però, protagonisti sono anche i tanti animali, il piacere del gioco, i disastri della guerra e la forza del canto. E anche il pianto che trasforma il minerale in donna, in madre, in una narratrice che guarisce la tristezza del bambino con la forza delle storie. Così, sulla collina, il bambino sfuggito alla guerra e la donna con i capelli dai riflessi di pietra, inaugurano un nuovo mondo di felicità. 
Dopo aver raccontato tante storie attingendo dal vasto repertorio di libri illustrati per bambini Teatro Gioco Vita ha voluto, per questa nuova produzione, commissionare un testo originale a una giovane ma affermata autrice italiana: Guia Risari. Con questa scelta Teatro Gioco Vita intende stimolare nuove forme di scrittura e drammaturgia per il pubblico dei più piccoli e promuovere un diverso rapporto tra scrittori, editoria e teatro per l’infanzia.
Scrittrice, traduttrice e saggista, la Risari ha studiato Filosofia Morale all’Università Statale di Milano, ottenuto un M.A. in Modern Jewish Studies a Leeds e vissuto dieci anni in Francia. Ha pubblicato due saggi – “The Document Within the Walls” e “Jean Améry. Il risentimento come morale” – e tradotto romanzi e libri per l’infanzia.
È autrice di articoli, racconti, poesie, testi surrealisti e libri per bambini, tra cui “Pane e Oro”, “La macchina di Celestino”, “Il pesce spada e la serratura”, “L’alfabeto dimezzato”, “Achille il puntino”, “Il Cavaliere che pestò la coda al drago”, “La Terre respire”, “Gli occhiali fantastici”, “La coda canterina”, “Le Chat-âme”, “L’Etrange Histoire du Petit Chaperon Bleu”. Tiene laboratori di scrittura, letture e corsi di formazione.
 

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