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L’assessore Gazzolo in cattedra al corso della Croce Bianca

L'intervento di Gazzolo ha presentato l’intelaiatura della Protezione Civile passando attraverso il rapporto del suo ruolo di qualità nell’ambito del sisma che ha colpito l’Emilia il 20 Maggio 2012

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Prosegue il Corso gratuito per la Cittadinanza predisposto dalla Pubblica Assistenza Croce Bianca di Piacenza: il calendario ideato dai Coordinatori Responsabili della formazione per i nuovi volontari ha quest’anno previsto per l’incontro del 20 Febbraio 2013 una lezione aperta circa il sistema di Protezione Civile tenuta dall’Assessore Regionale alla Sicurezza territoriale, alla Difesa del suolo e della costa e alla Protezione Civile, Paola Gazzolo.

Dalle ore 20.45 l’ auditorium della sede di via Emilia Parmense ha fatto quindi da palcoscenico all’intervento di Gazzolo, che ha presentato l’intelaiatura della Protezione Civile passando attraverso il rapporto del suo ruolo di qualità nell’ambito del sisma che ha colpito l’Emilia il 20 Maggio 2012. La relazione dell’Assessore e il supporto ipertestuale in ausilio hanno aperto la serata immettendo i numerosi presenti in un’esperienza di rievocazione del terremoto, per accompagnarli nella scoperta della rilevanza dell’intervento del sistema di Protezione Civile in questo sciame sismico di oltre 1500 scosse che ha impattato sulle province di Modena, Ferrara e Bologna (di cui due importanti di magnitudo 5.9 e 5.8 rispettivamente il 20 e il 29 di Maggio) per un bilancio complessivo di 27 morti e 397 feriti.

518 i volontari che alle ore 4.03 di quel 20 Maggio hanno attivato il massiccio meccanismo del sistema di Protezione Civile Nazionale e Regionale, schierandosi con prontezza di fronte allo status di emergenza, affiancati dal Centro operativo regionale (Cor), dal Comitato operativo per l’emergenza a livello nazionale, dai 4 Centri  di Coordinamento soccorsi (Ccs) presso le Prefetture e dai 45 Centri operativi comunali (Coc). In risposta alla criticità dell’evento i Direttivi delle suddette istituzioni hanno pertanto imbastito una compagine di sistema di gestione urgenze, assistenza sanitaria e tecnico logistica, implementando le proprie risorse e gli equipaggi a disposizione in un lavoro sincrono che ha portato alla costituzione di un organico di centinaia di uomini immediatamente adoperati nei 33 Comuni messi in ginocchio dalla calamità e al servizio di quelle 900.000 persone che lì avevano residenza.

Di notevole rilievo poi l’efficienza dell’impegno e l’efficacia di intervento della Colonna mobile dell’Emilia Romagna che, coadiuvatamente all’incisività dell’opera delle 13 Colonne mobili regionali e delle associazioni nazionali di volontariato (ANA, ANPAS, Misericordie, CRI, Unitalsi, Cisom, Prociv Arci, CNGEI, Lares, Agesci, ANC) direttamente impiegate, ha reso possibile l’allestimento di 36 campi di accoglienza, 230 servizi igienici mobili e oltre 30 cucine per un totale che ha contato i 15.031 assistiti.

Come ha sottolineato Gazzolo, anche in questa drammatica circostanza ANPAS, rappresentata dal Coordinatore Provinciale e Consigliere Regionale Paolo Rebecchi, ha saputo dare conferma in termini di competenza, dinamismo e qualità dell’offerta, garantendo nelle zone colpite servizi sociosanitari, di emergenza, di assistenza fisica e psicologica. Le Pubbliche Assistenze di 17 regioni italiane (quali Toscana, Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Abruzzo, Campania, Lazio, Sicilia, Valle d’Aosta, Puglia, Marche, Sardegna, Emilia Romagna, Umbria, Basilicata e Calabria) hanno infatti messo a disposizione, ciascuna nella propria proporzione, i mezzi e le risorse umane che hanno consentito la celere evacuazione degli Ospedali di Mirandola, Finale Emilia e Carpi con la conseguente installazione a poche ore dal sisma di 4 Posti Medici Avanzati (Finale Emilia, Mirandola, S. Felice sul Panaro e Massa Finalese) e di un furgone radio per garantire la copertura delle comunicazioni tra le associazioni intervenute.

Massiccio e determinante dunque l’intervento della Protezione Civile, che a tutt’oggi si trova ad abbracciare gli obbiettivi futuri che si sono proposti le aree colpite nell’auspicare la riapertura delle zone rosse, il ripristino totale della viabilità e della piena funzionalità dei servizi pubblici essenziali, la facilitazione del rientro nelle abitazioni e di ovviare danni irreversibili a beni pubblici o fruiti da tutta la comunità.

L’assessore ha poi proseguito con un excursus storico partito dalla prima norma che ha sancito la nascita dell’organismo nel 1970 per arrivare al suo diventare “sistema” nel 1992, inquadrando la Protezione Civile nel “sistema che comprende tutte le strutture e le attività messe in campo per tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni derivanti da calamità naturali, catastrofi o altri eventi calamitosi”, ad istituzione di un Servizio Nazionale coordinato dal Presidente del Consiglio dei Ministri e composto da Amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche – tra cui il Dipartimento nazionale di Protezione Civile, i Ministeri, i Corpi dello Stato, le Forze dell’Ordine e le Prefetture -, dalle Regioni, delle Province, dei Comuni, degli Enti pubblici nazionali e territoriali e dalle Associazioni di Volontariato.
Il tutto a costituzione di un sistema che riconosce i suoi capisaldi nell’ integrazione tra i diversi livelli di governo, dalla Regione al Comune, al fine di garantire unitarietà e univocità nella gestione delle attività di Protezione Civile, nel coordinamento tra Istituzioni e Autorità statali, regionali, locali e di volontariato in modo da ottimizzare la qualità e la tempistica di intervento e infine nella pianificazione, che prevede una rigida definizione dei protocolli operativi di intervento e della catena di responsabilità e comando.

Nel corso della lezione è intervenuto il Coordinatore Provinciale ANPAS Paolo Rebecchi; quest’ultimo ha evidenziato l’operato dell’ Assessore e del suo staff, ringraziando inoltre il collaboratore Regionale Filippo Zangrandi.

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