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Piacenza Music Pride: Andrea Zermani e il sax “strumento del mito”

Nuovo appuntamento con il sito Piacenza Music Pride. Questa volta l’intervista è dedicata ad Andrea Zermani, piacentino e autore del libro "Sax: lo strumento del mito".

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Nuovo appuntamento con il sito Piacenza Music Pride. Questa volta l’intervista è dedicata ad Andrea Zermani, piacentino e autore del libro “Sax: lo strumento del mito”.

Una sera, al Milestone, aspettando l’inizio di un concerto, ho incrociato Andrea Zermani. Una parola tira l’altra (chi mi conosce sa che non mi tiro di certo indietro) e scopro che Andrea è autore di un libro sul saxofono. Aspettando il concerto comincio a sfogliarlo. Si intitola: “Sax: lo strumento del mito”. Rimango colpito dai contenuti, dalla forma, ma, soprattutto dalla passione dell’autore che traspare immediatamente. Nei giorni successivi chiamo Andrea (nato a Piacenza, musicista e musicologo, diplomato in clarinetto presso il conservatorio “G. Nicolini”” e laureato in Musicologia, con una tesi sul saxofono) per farmi raccontare da dove nasce l’idea di questo libro. Ci incontriamo tra una lezione e l’altra al Milestone dove insegna. Non faccio in tempo a sedermi che inizia a raccontare, con entusiasmo, di questo strumento, il Sax che lui definisce “lo strumento del mito”

Spiegami perché lo definisci così!
Per me il saxofono è una delle invenzioni più innovative che ci siano state in ambito musicale. Non è possibile equipararlo a nessun altro strumento, ed è detentore di alcuni primati. E’ l’ultimo strumento meccanico ad essere stato inventato. Dopo di lui le novità hanno riguardato l’elettronica. Ma è anche l’unico strumento, a differenza di tutti, ad essere ancora oggi uguale a quello progettato dal suo ideatore, un vero genio non solo in campo musicale, per le sue invenzioni: Antoine-Joseph Sax, meglio conosciuto come Adolphe Sax. Il saxofono (e Andrea sottolinea che in Italia commettiamo un grosso errore continuando a chiamarlo Sassofono e non Saxofono) ha subìto solo qualche modifica dal punto di vista delle meccaniche, per aumentarne la maneggevolezza, che non hanno minimamente influito sulla qualità o differenza del suono dello strumento progettato da Sax.


Il tuo libro parte proprio dal suo inventore, sembra che tutto il libro sia un suo elogio.

Il libro nasce dalla mia laurea in musicologia proprio sul saxofono che mi ha portato ad approfondire tutto l’ambito di questo strumento a partire dal suo inventore che ritengo un vero e proprio genio non solo in campo musicale. E’ vero questo libro, è indissolubilmente legato alla mia ammirazione per questa persona, che è aumentata via via che procedevano gli approfondimenti per la tesi.

Quindi il libro è la tua tesi di laurea.
Non proprio. Certo che molti contenuti sono presi dalla tesi, ma il libro ha cercato di andare oltre. Cercando di dare una visione ancora più ampia che partisse dal suo inventore “Sax” per tracciarne le vicissitudini, la gloria iniziale, le difficoltà dovute all’invidia di altri musicisti, ma anche, chiaramente alla mancanza di un repertorio musicale adeguato. Al suo declino in Europa e alla sua rinascita negli Stati Uniti e all’esplosione mondiale. Il libro è anche frutto dell’incontro con Paul Cohen (grande musicista e anch’esso scrittore di diversi saggi sul saxofono) che mi ha aperto lo sguardo su particolari tipi di saxofoni che sono stati costruiti negli anni, ma mi ha messo in contatto con tanti musicisti e appassionati questo strumento.


Non è quindi giusto leggere questo libro pensando descriva la storia del Saxofono

Sarebbe limitativo. Il libro lo descrive nel suo complesso. Partendo dalle origini per tracciarne i contorni attraverso l’uso che ne è stato fatto, passando attraverso i grandi musicisti che ne hanno fatto la storia, ma nelle persone illuminate che hanno fatto si che il saxofono divenisse strumento degno di essere studiato nei conservatori.
Nel suo insieme posso tranquillamente dire, che questo è l’unico libro con questo approccio. Esistono tanti libri che parlano del saxofono ma, mi piace sottolineare, che non esistono di eguali, tanto che ho nel cassetto la sua traduzione in inglese per una pubblicazione non solo in Italia, ma su più vasta scala.

Andrea è irrefrenabile e ho il mio bel da fare a contenerlo nel suo desiderio di cercare di trasmettermi la bellezza e la passione per questo strumento. Tra le altre cose che scoperto leggendo il libro di Andrea, mi piace sottolineare che la rinascita e la consacrazione nell’elite degli strumenti insegnati nei conservatori da parte del saxofono è dovuta ad una donna. “Lady-Sax” Elise Boyer, che, instancabile promotrice di sax, commissionò a Claude Debussy un’opera degna del saxofono: “Rapsodie pour orchestre e saxofhone”. Questa opera, insieme al talento di un grande virtuso del saxofono (Marcel Mule) sancirono l’apertura di un corso di insegnamento nel conservatorio di Parigi (1942) e quindi la sua definita consacrazione.

Andrea va avanti a raccontare, ma io smetto di scrivere. Voglio lasciare la curiosità di andare a leggere di persona questo bellissimo libro che potete chiedere direttamente a lui.  Potete trovare Andrea al Milestone dove insegna quando non collabora all’attività di sua moglie (Anna Chiara Farneti musicista e promotrice de “La voce del cuore”). oppure potete contattarlo sul suo profilo facebook.

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