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Profughi, la Lega: “Chiudere emergenza e avviare il rimpatrio”

Piasani: "Dopo essere stati ospitati per un anno e mezzo, pretendono 2mila euro e rifiutano ogni tipo di proposta inferiore di denaro. Questi signori giudicano evidentemente l’Italia come il Paese del Bengodi". Parma: "Stanziati dalla Provincia 50mila euro per progetti di videosorveglianza"

La Lega Nord in Regione pronta a protocollare una risoluzione per “chiudere una volta per tutte l’emergenza profughi”. Lo hanno annunciato questa mattina in conferenza stampa i consiglieri regionali Manes Bernardini – responsabile del dipartimento Sicurezza, Giustizia e Immigrazione della Lega Nord Federale – e il collega Stefano Cavalli.

“Nelle scorse settimane – ha spiegato il segretario provinciale Pietro Pisani – abbiamo assistito a inaccettabili esplosioni di rabbia e a episodi di violenza da parte di alcuni profughi che, dopo essere stati ospitati per un anno e mezzo, ora pretendono 2mila euro e rifiutano ogni tipo di proposta inferiore di denaro. Questi signori giudicano evidentemente l’Italia come il Paese del Bengodi. La Lega Nord si oppone decisamente a questo tipo di convivenza incivile e chiede alla prefettura l’attivazione delle procedure per il rimpatrio immediato dei profughi, ora che l’emergenza è rientrata”.

Cavalli ha invece affrontato il tema del sovraffollamento dei penitenziari. “Le nostre carceri sono piene di detenuti stranieri – ha detto –. Su 3.500 detenuti in Emilia Romagna, circa 1.800 sono extra Ue.   Chiediamo che scontino le pene nei loro Paesi d’origine. Su questo tema a breve partirà in tutto il Nord una petizione popolare lanciata dal Carroccio”.

“Sull’immigrazione e la sicurezza sfidiamo Grillo, Monti e Bersani che la pensano tutti allo stesso modo, e cioè intendono liberalizzare la cittadinanza concedendola a chiunque nasca sul territorio italiano, secondo il principio dello ius soli – ha detto Bernardini -. Una scelta gravissima sia perché non controllabile nei numeri, sia perché insostenibile quanto a risorse disponibili ” ha detto Bernardini che recentemente è balzato alle cronache nazionali per un maxi blitz anti nomadi compiuto nel principale ospedale di Bologna, il Maggiore.

A livello territoriale la Provincia di Piacenza – ha annunciato l’assessore provinciale di Piacenza Maurizio Parma – ha stanziato 50mila euro per finanziare progetti di videosorveglianza, il doppio rispetto a quanto stanziato dalla Regione per progetti analoghi, di cui ha beneficiato un Comune. In questo modo potremo ampliare il controllo del territorio”.  I fondi sono il frutto di un emendamento della Lega Nord all’assestamento di bilancio che impegnava la giunta ad assegnare a sistemi di videosorveglianza parte delle risorse del tesoretto.

“La casa e il luogo di lavoro devono essere posti inviolabili” ha precisato Cavalli rilevando che “da quando non c’è più Maroni al Governo dilaga il senso di insicurezza e i sindaci sono stati, nei fatti, privati del loro ruolo di attori protagonisti nella salvaguardia del territorio”. 

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