Quantcast

S. Salvatore, il Comune di Bobbio chiede la concessione dell’area alla Regione

La battaglia per la difesa di San Salvatore prosegue. Questa settimana sono emersi alcuni elementi nuovi molto importanti. Lo dice il Comitato contro la centralina idroelettrica che ci ha inviato il seguente aggiornamento

Più informazioni su

La battaglia per la difesa di San Salvatore prosegue. Questa settimana sono emersi alcuni elementi nuovi molto importanti. Lo dice il Comitato contro la centralina idroelettrica che ci ha inviato il seguente aggiornamento


Il Comune di Bobbio ha chiesto alla Regione di avere in concessione il manufatto su cui i progettisti vorrebbero costruire l’opera. Questo passaggio è decisivo, perchè, a norma di legge, qualora ci siano più richieste di concessione per uno stesso bene appartenente al Demanio (ora gestito dalla Regione), la richiesta fatta da un Ente pubblico deve avere priorità assoluta. Se dunque la legge verrà applicata, il Comune otterrà in concessione lo sbarramento esistente e non ci sarà più nessuna possibilità che il progetto venga approvato. L’iter di valutazione potrebbe dunque chiudersi rapidamente. Dall’altre parte però, il Sindaco di Bobbio durante il consiglio Comunale del 15 febbraio scorso ha annunciato di avere avuto un incontro con i progettisti, che gli hanno ribadito la loro volontà di andare avanti col progetto, nonostante la ferma opposizione di tutta la Valle.

Il comitato a difesa di San Salvatore, composto di molte realtà associative e di tanti cittadini della Val Trebbia, prosegue quindi la sua battaglia perchè si arrivi in tempi rapidi a respingere il progetto.

Da oggi le firme, che sono già oltre tremila, saranno raccolte anche on line sul sito www.salviamosansalvatore.it. In questo modo tanti cittadini che amano il Trebbia, ma che magari abitano lontano dalla nostra Provincia, potranno aderire alla mobilitazione. Il comitato punta così a raggiungere le diecimila firme entro la fine di Marzo.

Il comitato sta poi seguendo l’iter burocratico della valutazione di impatto ambientale, che ha avuto inizio il 5 febbraio scorso e che avrà una nuova sessione tra due settimane. Abbiamo depositato in Provincia un corposo volume di osservazioni, redatte da naturalisti, ingegneri, geologi, economisti che dimostrano che il progetto contrasta apertamente con le norme (San Salvatore è area vincolata fin dalla legge Galasso del 1985) e che è insostenibile e incompleto da tutti i punti di vista. Presenteremo queste osservazioni in un incontro pubblico che si terrà a Piacenza tra due settimane. Nelle prossime settimane verrà presentato anche al Consiglio provinciale e ai Consigli Comunali della Val Trebbia un ordine del giorno contrario alla realizzazione dell’opera, per dare evidenza che tutto il territorio Provinciale, da Ottone a Piacenza è fermamente contrario a questa devastazione.

Per il comitato Gian Marco Rancati

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.