Zaia (Lega): “Ministero all’agroalimentare? Li chiuderei tutti”

L’ex Ministro nella prima tappa piacentina (a Ziano) del suo tour emiliano. “Dobbiamo evitare che si avvelenino i cittadini e che l’alimentazione diventi il primo pericolo per la loro salute”. Sulla procedura di infrazione per i nitrati. “Un insulto alla pubblica decenza, non si può affamare l’agricoltura in questa maniera"

“Chi tarocca il cibo è un delinquente. Punto e basta. Per questo bisogna inasprire le pene”. Lo ha detto il governatore del Veneto – ed ex ministro dell’agricoltura –  Luca Zaia nella prima tappa piacentina (a Ziano) del suo tour emiliano. “Dobbiamo evitare che si avvelenino i cittadini e che l’alimentazione diventi il primo pericolo per la loro salute” ha detto Zaia incontrando i giornalisti, prima di un incontro pubblico nella rocca municipale. E sulla proposta avanzata da alcune associazioni agricole di istituire un ministero all’agroalimentare, Zaia ha provocatoriamente risposto: “Penso che i ministeri dovrebbero chiuderli tutti e dare le competenze alle regioni, che hanno dimostrato di essere molto più efficienti”.

Spazio anche per una battuta di commento sulla procedura di infrazione avviata dall’UE nei confronti dell’Italia per la gestione della partita nitrati. “Un insulto alla pubblica decenza – ha contestato il governatore del Carroccio -. Non si può affamare l’agricoltura in questa maniera. Ci stanno letteralmente mettendo all’angolo, obbligandoci all’adozione della delibera (per la conferma del perimetro delle zone vulnerabili, ndr) perché altrimenti si va in infrazione comunitaria. Da soli si fa prima, insieme si fa più strada. Prendo atto che sono rimasto da solo”. Il deputato Fabio Rainieri ha introdotto il tema della macroregione, “con il patto di Sirmione (siglato sabato tra lo stesso Zaia, Maroni, Cota e Tondo, ndr), ora il progetto è più vicino ed è un fatto concreto”.

A fare gli onori di casa, questa mattina, il sindaco Manuel Ghilardelli. “Ziano – ha detto –  è il Comune con la maggiore percentuale di suolo agricolo coltivata a viti (l’85 per cento)”. “Qui si producono più di 150mila ettolitri, per un centinaio di trasformatori e un migliaio di viticoltori” ha spiegato l’assessore provinciale Filippo Pozzi, che ha ricordato il progetto “Adotta la terra”, per il quale la Provincia di Piacenza ha stanziato 250mila euro, che andranno alle imprese impegnate nella cura e nella manutenzione del territorio. “Zaia è la figura di un leghista autentico che ha scelto di lasciare un ministero – dove stava conducendo un ottimo lavoro – per andare sul territorio a guidare la sua gente in questo momento di caos normativo e istituzionale” ha osservato il segretario provinciale Pietro Pisani.  

Nel suo discorso il governatore leghista ha spiegato che “se i costi della sanità fossero parametrati a quelli del Veneto si risparmierebbero ogni anno 28miliardi di euro”, contestando Monti per “aver invece scelto di bloccare il percorso verso i costi standard avviato dal precedente Governo”. Flash sull’Europa: “Guardiamo al modello Svizzero, dei cantoni, grandi aree che hanno caratteristiche ed esigenze simili. Il modello federalista è centripeto, unisce, quello centralista è centrifugo, separa”. Altro tema: il mantenimento sul territorio del 75 per cento del gettito fiscale: “Pensiamo che il 25 per cento rimanente, come quota di solidarietà allo Stato centrale, sia più che sufficiente e serva a responsabilizzare chi spreca”.   Duro l’affondo contro la pressione fiscale (“La secessione, con un total tax rate al 68 per cento, la fanno le imprese”) e il patto di stabilità, “una vergogna inventata in Italia. Così chi pareggia il bilancio – come ha imposto l’Europa – deve versare la propria ’dote’ per far pareggiare tutti”. “Noi proponiamo di sforare il patto per pagare le nostre imprese. Se lo facciamo tutti ci dovranno ascoltare. Questa è la vera rivoluzione gandhiana”.  

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