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118, centrale unica nel 2013? Pollastri: “Manca il confronto con il territorio”

La proposta, contenuta in un documento programmatico della Regione trova la ferma opposizione del Consigliere piacentino che ha presentato sull’argomento un’interrogazione alla Giunta

Centrale unica del 118 già dal 2013? La proposta, contenuta in un documento programmatico della Regione trova la ferma opposizione del Consigliere piacentino Andrea Pollastri (PdL) che ha presentato sull’argomento un’interrogazione alla Giunta di Viale Moro. A seguito della creazione dell’Area Vasta Emilia Nord (AVEN), che comprende le sette ASL ricadenti nelle Province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena, si è avviato un processo di aggregazione e sviluppo di sinergie per ridurre i costi ed omogeneizzare degli standard dell’offerta assistenziale.

“Ad oggi – spiega Pollastri – sono sviluppate le attività di coordinamento di specifici gruppi tecnici di lavoro su vari aspetti clinico-assistenziali, acquisizione integrata di medicinali, beni e servizi, attivazione di pratiche e procedure amministrative comuni, la gestione del polo logistico unico (Magazzino centralizzato), svolgimento di attività di ricerca, formazione e informazione. Tra i nuovi obiettivi  vi è l’accorpamento di tutte le Centrali 118 esistenti in una unica a livello di Area Vasta, sul modello di quanto già fatto in Romagna, con l’obiettivo di diminuire le spese e mettere a disposizione delle strutture sanitarie personale attualmente occupato presso il 118.”

“Questa ipotesi – prosegue – ha suscitato nel territorio piacentino un coro di proteste e la netta opposizione delle Istituzioni che, giustamente, temono la perdita di professionalità, il peggioramento del servizio e disagi per il personale, che potrebbe essere trasferito in altre province.” Quando, nella primavera del 2012, l’idea di accorpare le Centrali 118 è cominciata a circolare, Pollastri aveva presentato un’interpellanza a cui, lo scorso 23 maggio, aveva risposto l’Assessore alle Politiche per la Salute Carlo Lusenti affermando che “In Area Vasta Emilia Nord è stato costituito ed è attivo un gruppo tecnico, coordinato dal direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera universitaria di Parma, con la partecipazione dei direttori dei sistemi 118 delle quattro province” il quale “Ha proceduto a una ricognizione delle performances propedeutica allo studio di fattibilità vero e proprio, anche attraverso l’uso di indicatori sperimentati nelle realtà che aggregano consistenti volumi di utenza” e “Sta elaborando lo studio di fattibilità, che ha per oggetto la centrale unica, con il mantenimento del governo provinciale dei sistemi di soccorso territoriale”, studio che “Il gruppo porterà all’attenzione dell’Assemblea dei direttori generali e prima dell’approvazione sarà avviato il percorso di condivisione istituzionale”.

“Questa risposta – sottolinea Pollastri – lasciava intendere che l’unificazione non  fosse affatto certa, e comunque sarebbe stata frutto di valutazioni e confronti con il territorio; invece all’interno delle “Linee di Programmazione e Finanziamento delle Aziende del Servizio Sanitario Regionale per l’anno 2013”, di recente portate all’attenzione della Commissione Politiche per la salute si dice che “Le Aziende sono tenute a partecipare al gruppo di progetto delineato nel documento sulla concentrazione delle centrali 118 a Parma per Piacenza Parma e Reggio, e a Bologna per Bologna, Modena e Ferrara, e nella realizzazione della centralizzazione effettiva entro la fine del 2013”.”

“Ancora una volta l’Assessore Regionale si smentisce – commenta -: l’intenzione di procedere in modo frettoloso, partendo con l’unificazione già nell’anno in corso non è stata né condivisa né resa nota alle Istituzioni locali piacentine: è mancato il percorso di condivisione istituzionale auspicato a livello territoriale e annunciato dall’Assessore.”

“Chiedo di sapere – chiosa Pollastri – se sia stato realizzato lo studio di fattibilità da parte del Comitato Tecnico e quali  ne siano le conclusioni, perché non sia stato reso noto e condiviso con le Istituzioni piacentine e, nel caso si dovesse giungere alla creazione della Centrale unica con quali tempi verrà realizzata e quale sarà il destino del personale piacentino.”

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