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Apimell, Calabrese: “A Piacenza miele di elevata qualità”

"Piú benessere per l’ape, piú salute per l’uomo (se la qualità nasce in un alveare sano)" é il titolo del convegno apistico nazionale che, stamattina, si é tenuto nell’ambito di "Apimell" nel nuovo quartiere fieristico.

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“Piú benessere per l’ape, piú salute per l’uomo (se la qualità nasce in un alveare sano)” é il titolo del convegno apistico nazionale che, stamattina, si é tenuto nell’ambito di “Apimell” nel nuovo quartiere fieristico.

Tra i protagonisti c’era Giorgio Calabrese, docente di nutrizione umana dell’Università del Piemonte Orientale Alessandria. “Il miele viene considerato un condimento ma, in realtà, non é così- ha spiegato -. Il miele é un alimento che, nella dieta mediterranea, ha bisogno di fare squadra con altri alimenti”. “Il Padre eterno – ha continuato – quando l’ ha creato, ha fatto un’opera d’arte. Parlo del miele vero, autentico, quello nato da api che lavorano sui nostri campi, di quello che non ha bisogno di essere molto industrializzato e può essere dato con tranquillità ai nostri figli. Il miele possiede 304 calorie per 100 grammi: sembra tanto ma viene utilizzato a piccole dosi, un cucchiaino per zuccherare il caffè o il latte, quindi passiamo da 100 a 5 grammi cioè 15 calorie. Il problema a quel punto non é piú il numero di calorie ma avere, oltre all’edulcorazione, anche un nutrimento di grande positività. Ed il miele é anti-ossidante”.

Calabrese ha parlato di miele non industrializzato. “Cosa ne pensa di quello cinese che non segue nessun disciplinare? – gli chiediamo. “Gli amici cinesi – ha detto – hanno una filosofia della vita che è di massa tesa al riempimento dello stomaco del consumatore che è un cliente, non come in occidente un consumatore educato all’alimentazione. Noi apprezziamo il miele a filiera corta a chilometro 0, siamo abituati a dividere il cibo in buono e ottimo, non buono e cattivo. Molti prodotti che arrivano dall’Oriente, ed in particolare dalla Cina, sono cattivi, bisogna buttarli via, non farli entrare in Europa”. La tracciabilità? “Nel 2014 – ha aggiunto – ci sarà un’estensione della tracciabilità. Pochi giorni fa ho parlato con il commissario europeo della Salute per abbreviare i tempi, nel campo della carni ed altri alimenti, per favorire consumatori e produttori”.

Un’ultima domanda sull’idea della creazione, a Piacenza, di una borsa del miele. “Mi sembra un’ottima idea, d’altronde esistono anche la borsa del riso e quella del vino. Quando si hanno grandi prodotti si ha la possibilità di fare la borsa, quando sono di basso livello la borsa non si fa. In questo caso, a Piacenza, ne siete davvero in grado”.

Ad aprire il convegno sono stati i saluti di Giuseppe Fontanabona (presidente APAP), dell’assessore provinciale all’agricoltura Filippo Pozzi e del presidente di Piacenza Expo Angelo Manfredini. É intervenuto, oltre a Calabrese, Antonio Felicioli (Università di Pisa), ha moderato Raffaele Cirone (presidente della Federazione Apicoltori Italiani).

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