Quantcast

“Banca Etica, uno strumento per il nostro territorio” IL DOCUMENTO

Il Coordinamento dei Soci di Banca Etica di Piacenza condivide questa riflessione sui temi della finaza etica. Lo fa dopo l’incontro con Sabina Siniscalchi dal titolo “Banca Etica: uno strumento per il nostro territorio”, che si è tenuto mercoledì scorso a Piacenza e come anticipazione dell’assemblea dei soci di Piacenza.

Più informazioni su

Il Coordinamento dei Soci di Banca Etica di Piacenza condivide questa riflessione sui temi della finaza etica. Lo fa dopo l’incontro con Sabina Siniscalchi dal titolo “Banca Etica: uno strumento per il nostro territorio”, che si è tenuto mercoledì scorso a Piacenza e come anticipazione dell’assemblea dei soci di Piacenza.

Seminare un mondo migliore

di Ugo Biggeri – Presidente Banca Popolare Etica

La finanza ha un immaginario collettivo un po’ strano: è più vicina agli eventi naturali che alla sfera della razionalità umana. Le crisi finanziarie di questi anni sembrano più vicine a catastrofi incontrollabili (terremoti, carestie) piuttosto che ad eventi sui quali si può agire attraverso scelte di regolazione o di uso del proprio denaro. In realtà la finanza, nonostante sia diventata un qualcosa di puramente virtuale con il suo valore globale che supera di svariate volte il PIL mondiale, è il prodotto di un’attività umana, proprio come l’attività agricola.

Chi fa agricoltura biologica sa bene cosa significa tener conto delle conseguenze “generali” che si mettono in gioco attraverso la coltivazione. All’agricoltore responsabile non interessano solo i chilogrammi di raccolto; interessa la qualità, il processo. Non vede nella natura un fornitore di servizi, ma un ecosistema di cui si è parte e che possiamo preservare e usare al meglio grazie alle nostre scelte. Pensavo a queste cose andando verso il Biofach la fiera più importante al mondo del biologico (soprattutto alimentare) che si tiene ogni anno a Norimberga. Ho tenuto un seminario con su finanza e mondo del biologico assieme ai presidenti di Triodos Bank e Gls Bank Bochum.

La finanza tradizionale può finanziare l’agricoltura biologica o quella industriale, l’agricoltura con organismi geneticamente modificati, il land grabbing o le speculazioni sul cibo. Lo fa perché il suo orizzonte è solamente la ricerca di profitto, meglio se a breve termine. Le ricadute di questo intento strategico sono sotto gli occhi di tutti.

Andare oltre questa ipocrisia ha un “costo”. Significa cercare il valore dei servizi finanziari al di là del proprio tornaconto di breve periodo ed in relazione qualitativa con le comunità che si intende servire. Nella scelta di attenzione alla fertilità dei suoli si realizza una sinergia tra interessi vicini: rigenerazione del suolo, salute del produttore, spazi di mercato, salubrità del consumatore, interessi delle generazioni future. Analogamente occorre rendersi conto che i soldi dovremmo trattarli come semi: semi che ci possono dare un’economia sana, “biologica”, civile.

Quando si hanno dei soldi si possono consumare (spendere) o mettere da parte per usarli in futuro (risparmiare), oppure rischiare cercando di farli “fruttare” (investire). Un po’ come succede nell’agricoltura biologica in cui i semi si possono consumare, conservare, seminare, trasformare. I rendimenti di una semente difficilmente sono realizzabili in finanza, ma molto più che in agricoltura ed in altri settori produttivi è proprio in finanza che sarebbero possibili meccanismi di partecipazione diretta tra chi ha i “semi” e chi li può utilizzare. Non tutti infatti possiamo fare i contadini, ma tutti abbiamo dei soldi o delle necessità di servizi finanziari su cui potremmo provare a dire la nostra. E invece non lo facciamo, non vediamo il potenziale che abbiamo dei nostri soldi/semi vediamo un sevizio, un qualcosa di lontano quando invece abbiamo alla portata di mano un potere importante, una possibilità da utilizzare, uno strumento di cambiamento eccezionale.

Come nel biologico anche nella finanza esiste uno spazio di sinergia tra produttori attenti all’ambiente e consumatori responsabili. Questo spazio è la finanza etica, che permette di indirizzare l’economia e le risorse dove riteniamo più importante per l’interesse di tutti. Questo meccanismo funziona grazie al ciclo “partecipazione – capitale sociale – risparmio – prestiti”.

Le realtà che finanziamo sono i frutti della semina di tante persone e organizzazioni che hanno scelto di impiegare in modo responsabile il proprio denaro. E a loro volta queste realtà fanno scaturire nuovi semi che diventeranno i frutti della giustizia economica, dell’equità sociale, della legalità.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.