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“Cara Clarina”, spettacolo dedicato a Verdi pro terremotati

Lo spettacolo che gode della collaborazione del Comune di Piacenza, sarà a scopo benefico, infatti l’incasso (ingresso 20 – 15 – 10 euro) sarà destinato per i restauri degli organi dei Teatini e della Chiesa di Rivara San Felice sul Panaro (MO), danneggiata dal terremoto.

Nell’anno di Verdi, il Bicentenario della nascita, l’associazione Verdissime.com presenta lunedì 11 marzo 2013 alle ore 20.30  – al teatro Filodrammatici di Piacenza – una nuova produzione. Lo spettacolo Cara Clarina…. Giuseppe Verdi nel famoso salotto milanese di Clara Maffei, una pièce teatrale che coniuga la prosa alla musica, la recitazione al canto, fa rivivere le vicende legate all’affermazione del Maestro sullo sfondo dell’epoca risorgimentale, partendo dal blasonato salotto milanese della contessa Clara Maffei. Nello stesso tempo si uniscono all’idea di omaggiare questa grande donna che ha contribuito a fare l’Italia. Al suo fianco Giuseppe Verdi e la sua ‘musica’ idealmente rappresentata da una donna il soprano Elena Rossi che interpreta  Giuseppina Strepponi. 
Lo spettacolo nasce dalla collaborazione con il Centro Teatrale MaMiMò di Reggio Emilia;  regista è Mario d’Avino e ideatore del testo Emanuele Aldrovandi, recente vincitore del ‘premio nazionale di Teatro Luigi Pirandello’. Per Cara Clarina Aldrovandi si è basato su un’accurata ricerca storica  ricavata dal carteggio tra Verdi e le più illustri figure del Risorgimento italiano che proprio nel salotto di Claretta Maffei s’incontravano. Nella pièce dunque la vita di Verdi si intreccia al destino del nostro Paese e di due donne che ne segnano fortemente l’esistenza.
“Sarà come mettere una lente di ingrandimento ad una di queste giornate per far risaltare la figura del Maestro contornato da amici ed illustri personaggi del tempo – commenta Aldrovandi-  In questo modo emergerà il lato umano di Verdi, quello rimasto all’ombra del mito e dell’artista che grazie a questo spettacolo sarà calato nella sua quotidianità tra aneddoti, amicizie e amori (veri o presunti) e che potremo vedere come uno di noi, proprio come le sue opere sono ormai parte integrante della nostra storia e della nostra cultura.”  
Non solo Verdi  ma nello spettacolo troviamo il celebre pittore Francesco Hayez, quello del  quadro ‘Il Bacio’  e il terribile generale austriaco Josef Radetzky;  su tutti aleggia lo spirito di Alessandro Manzoni tra vicende  fondamentali della storia d’Italia.
Oltre alla già citata Elena Rossi che canterà arie da La traviata, Il trovatore, Aida e i Vespri siciliani, Simone Boccanegra il cast di Cara Clarina comprende: Sara Fenoglio (Clara Maffei), Ivano La Rosa  (Giuseppe Verdi), Alessandro Vezzani (Radetzky), Graziano Sirressi (Hayez);  Luca Cattani (Tenca); le musiche sono eseguite da  Carla They all’arpa e da  Fabrizio Cassi  al pianoforte; la scenografia è di Serena Zuffo e parte delle scene sono di proprietà della Fondazione Teatri di Reggio Emilia.
 
Lo spettacolo che gode della collaborazione del Comune di Piacenza, sarà a scopo benefico, infatti l’incasso (ingresso 20 – 15 – 10 euro) sarà destinato per i restauri degli organi dei Teatini e della Chiesa di Rivara San Felice sul Panaro (MO), danneggiata dal terremoto.
Sarà replicato al Teatro Asioli di Correggio (RE) e all’Arena del Sole di Roccabianca (PR).
Per la realizzazione della produzione si ringraziano: Fondazione di Piacenza e Vigevano, Taroplast, CGIL SPI Coordinamento donne Piacenza, Teatro Asioli di Correggio, Teatro Gioco Vita, Elena de I vespri siciliani.
 
La sinossi
 
Lo spettacolo, ambientato a cavallo dei moti milanesi del 1848, vuole far emergere la personalità e il rapporto con l’arte di Giuseppe Verdi attraverso la narrazione di un periodo circoscritto della vita del Maestro.
Presentato a Clara Maffei nel 1842 Verdi si ritrova, a ridosso del ’48, a frequentare il salotto più importante del risorgimento italiano. In casa Maffei, dove è ambientata tutta la pièce, il musicista
che, pur essendo legato alla cantante lirica Giuseppina Strepponi, nutre una particolare attenzione  per la padrona di casa, conosce il letterato e politico Carlo Tenca che prova a convincerlo a scrivere un’opera esplicitamente patriottica. Sotto gli occhi del pittore Hayez che li ritrae mentre conversa con loro, Verdi – insieme a Carlo che lo adula e lo vorrebbe far diventare il simbolo della rivoluzione, e Claretta che lo affascina e lo provoca – affronta (accompagnato dalla visione di “fantasmi” che cantano le sue arie) un nodo centrale della sua produzione: il rapporto fra l’arte e la vita.
Le opere che seguono, che diventano simboli (come il precedente Nabucco) del Risorgimento italiano, sono frutto di un intenzionale tentativo di raccontare il proprio tempo influendo su di esso o sono piuttosto l’innato senso storico di un artista che, parlando di sé e della sua vita, interpreta le tensioni e le ispirazioni di un’intera epoca?
 
Emanuele Aldrovandi
 

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