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Don Chisciotte: crisi edilizia e la Fondazione spaccata LA PUNTATA foto

La crisi che ha demolito il mattone e che costruisce solo incertezze per il futuro. E come l’amministrazione comunale può ridisegnare la città aiutando l’edilizia a risollevarsi. Sono 70 le imprese che in questi ultimi mesi sono state costrette ad arrendersi. 

La crisi dell’edilizia e la Fondazione di Piacenza e Vigevano spaccata dopo l’elezione alla presidenza di Francesco Scaravaggi. Temi scottanti al centro della nona puntata di Don Chisciotte che si può rivedere integralmente nella webtv di PiacenzaSera.it e su Canalemilia.com. 

FONDAZIONE SPACCATA. Bisotti: “C’è di che essere preoccupati” – I contributi filmati della concitata giornata che ha decretato la spaccatura della Fondazione con le interviste a Francesco Scaravaggi, Sergio Giglio, ad alcuni consiglieri e al presidente della Provincia Massimo Trespidi, che ha chiesto al neopresidente un immediato passo indietro con le dimissioni. In studio l’assessore comunale Silvio Bisotti non ha nascosto il disagio per le modalità con cui si è proceduti all’elezione del nuovo presidente in via S. Eufemia: “Il metodo e l’approdo con cui si è arrivati all’elezione non sono per nulla tranquillizzanti, mi sento preoccupato sul futuro e la tenuta degli equilibri della Fondazione. Non mi sento nemmeno di dare un giudizio del tutto assolutorio rispetto ai recenti percorsi gestionali della Fondazione, alcune delle cose che abbiamo appreso dalla lettura dei bilanci dovrebbero far riflettere. Sono seriamente preoccupato, il contesto da cui è arrivata la nomina di Scaravaggi lascia diversi punti interrogativi. Le cose dette da Scaravaggi sono un po’ semplificatorie, un po’ scontate e anche un po’ ambiziose rispetto alle istituzioni che oggi non si sono presentate”. 

“C’è un problema ancora più serio della gestione degli equilibri tra Piacenza e Vigevano. Io provengo professionalmente dalla banca che ha dato origine alla Fondazione, nata grazie alla legge Amato – Ciampi – ricorda Bisotti -. Quello che disturba di più è il dubbio, che resta, circa la gestione di questi anni non abbia favorito nel modo migliore quelli che sono i compiti e gli obiettivi istituzionali della Fondazione”. “Giglio lo ha espresso in altri modi, io lo dico da spettatore. Il dubbio – ribadisce Bisotti – c’è. Ora, al di là dei 4 o 5 consiglieri di Vigevano, io sono preoccupato che la “cassaforte dei piacentini”, come è stata definita, possa scricchiolare. I cittadini di Piacenza hanno costruito questo patrimonio negli anni, nella storia della centenaria della Cassa di Risparmio e che ha portato alla costituzione del patrimonio della Fondazione. E’ da lì che viene, è bene ricordarlo, non da altre cose e non è di nessuno se non dei piacentini”. 

Forse con un terzo candidato questa situazione si sarebbe potuta evitare? “Mi sembra una situazione davvero imbarazzante – conclude Bisotti -, non posso negare che una soluzione più condivisa avrebbe probabilmente facilitato. A quello che mi risulta le condizioni, con un minimo di uno sforzo in più si poteva anche fare. Non escludo che in futuro ci possano essere dei problemi, e proprio vista la situazione di crisi che stiamo attraversando, sarebbe stato opportuno far partire subito la Fondazione con maggiore condivisione”. 

EDILIZIA IN CRISI – La crisi che ha demolito il mattone e costruisce solo incertezze per il futuro, 70 imprese chiuse dall’inizio dell’anno. Gli immobili invenduti hanno superato le 4mila unità tra Piacenza e provincia. Colpa della crisi economica o di normative troppo restrittive che hanno regolato il settore negli ultimi anni?
Qual è il ruolo dell’amministrazione comunale e come può ridisegnare la città aiutando l’edilizia a risollevarsi? Quale futuro per operai oggi 50enni che non hanno più un lavoro?

Hanno cercato di rispondere a queste domande Silvio Bisotti assessore comunale alla pianificazione e rigenerazione urbana e Paolo Garetti consigliere Ance, associazione nazionale costruttori edili. Don Chisciotte ha iniziato il suo viaggio con la storia di Filippo, muratore 50enne oggi disoccupato dopo aver lavorato per 30 anni nelle stesse impresa edile, ma poi ha interpellato anche imprenditori e sindacalisti.

IL REPORTAGE – Gru che sovrastano cantieri deserti. Erbacce che invadono scheletri di cemento. Basta percorrere la tangenziale fino a Corso Europa o addentrarsi nella prima periferia disseminata di cartelli vendesi o affittasi, alcuni lì da anni e ormai offuscati dalla polvere. Piacenza non cambia, invecchia e lascia esposte le rughe. I monumenti della crisi sono i testimoni di una stagione conclusa e delle difficoltà a rimettere in moto il sistema. L’Agenzia del Territorio conferma a livello nazionale il crollo del mercato immobiliare. Nel 2012 il calo medio delle compravendite immobiliari delle case é stato del 25,8% sul 2011, con una perdita di oltre 26 miliardi (valore complessivo di scambio delle case é stato di 74,6 miliardi). Nel quarto trimestre 2012 il calo é stato del 30,5 per cento. Dopo la grande corsa alla casa e l’estrema facilità di accesso ai mutui, siamo a fine corsa. Il capitale complessivamente erogato nel 2012 ammonta a circa 19,6 miliardi di euro, che corrispondono a una riduzione di quasi 15 miliardi di euro rispetto a quanto concesso per i mutui accesi nel 2011, -42,8%.

Appuntamento a venerdì prossimo alle 20.45 sulla web tv di PiacenzaSera.it e Canalemilia.com. Anche questa settimana la possibilità di seguirci sulla pagina Facebook e Twitter oltre che scriverci all’indirizzo donchisciotte.tv@gmail.com

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