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Fondazione, poteva esserci un terzo nome. Due candidati per Confindustria

La prossima sarà una settimana bollente. Bollente perchè in ballo ci sono poltrone che scottano ed equilibri delicati che potrebbero spezzarsi e cambiare volto alla città. Stiamo parlando degli scranni più ambiti quelli di Confindustria e della Fondazione di Piacenza e Vigevano

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La prossima sarà una settimana bollente. Bollente perchè in ballo ci sono poltrone che scottano ed equilibri delicati che potrebbero spezzarsi e cambiare volto alla città. Stiamo parlando degli scranni più ambiti quelli di Confindustria e della Fondazione di Piacenza e Vigevano. 

Venerdì 5 marzo è convocato il consiglio per l’elezione del nuovo presidente, quello del dopo Marazzi, che avrebbe potuto riservare alcune sorprese. Accanto ai due nomi già noti di Francesco Scaravaggi, espressione del volontariato cattolico, e Sergio Giglio anima del mondo imprenditoriale, ci sarebbe stato anche un terzo nome, quello di un illustre notaio piacentino, pensato probabilmente come figura garante. Ma i tempi per la presentazione della candidatura non sono stati sufficienti.

Acque tutt’altro che calme insomma in via Sant’Eufemia, come testimonierebbe una lettera firmata da otto consiglieri all’indirizzo del sindaco Dosi e del presidente della provincia Trespidi in cui si lamenta un disagio per la situazione di incertezza che si è creata nelle ultime settimane intorno al rinnovo dei vertici della Fondazione. Una lettera dai toni decisi in cui si paventa anche l’ipotesi di dimissione da parte degli otto consiglieri.

Mercoledì 13 marzo invece verrà convocato il consiglio di Confindustria, a distanza di due settimane dalla scorsa riunione, dalla quale a sorpresa erano usciti due nomi a contendersi la poltrona di presidente. Accanto ad Emilio Bolzoni, attuale numero uno degli industriali, è spuntato anche il nome di Claudio Bassanetti già vice presidente quando al timone dell’associazione c’era Sergio Giglio dal 2005 al 2011. Meccanica contro edilizia, due candidature espressione di due facce della stessa medaglia. E se entro il 13 non si dovesse giungere ad un accordo su uno dei due nomi, per la prima volta dalla sua costituzione, gli industriali si ritroverebbero alla scadenza delle cariche con due candidati alla presidenza.

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