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Giornata del rene, oltre cento piacentini ai controlli gratuiti foto

Nonostante il maltempo 115 persone hanno fatto visita alla tenda allestita per l’occasione, grazie all’importante contributo della Croce Rossa Italiana. I cittadini hanno potuto controllare la pressione arteriosa, eseguire test urinari gratuiti e ricevere informazioni sul proprio rischio nefro-cardiovascolare

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Ottimo riscontro a Piacenza nella giornata mondiale del rene, dedicata alla prevenzione delle malattie renali, che colpiscono 6 milioni di italiani e che sono in continuo aumento. L’iniziativa che coinvolge almeno 50 centri italiani contemporaneamente, è promossa dalla Società Italiana di Nefrologia (SIN) e Fondazione Italiana Rene (FIR), in collaborazione con la Croce Rossa italiana e l’International Society of Nephrology, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

Per tutta la giornata il personale medico e infermieristico del reparto di Nefrologia e dialisi dell’ospedale di Piacenza è stato presente sul Pubblico passeggio per una giornata informativa. Nonostante il maltempo 115 persone hanno fatto visita alla tenda allestita per l’occasione, grazie all’importante contributo della Croce Rossa Italiana. I cittadini hanno potuto controllare la pressione arteriosa, eseguire test urinari gratuiti e ricevere informazioni sul proprio rischio nefro-cardiovascolare: in circa il 10% delle persone controllate sono emerse anomalie per le quali verranno disposti esami più approfonditi in reparto. Altro dato importante, nel 50% dei casi il personale medico ha riscontrato nei pazienti valori di pressione fuori norma.

“La prevenzione – sottolinea Roberto Scarpioni, direttore del reparto piacentino – permette di effettuare una eventuale diagnosi di malattia renale e mettere in campo, negli stadi iniziali della patologia, tutte le strategie dietetiche e terapeutiche oggi a disposizione per rallentare l’evoluzione verso lo stadio terminale di insufficienza renale con necessità di dialisi o trapianto renale”.


Per approfondire

La malattia renale cronica (MRC) è una patologia in costante crescita ogni anno ed è ormai un problema clinico e sociale importante. È realistica la stima che nella popolazione adulta non meno di un individuo su dieci abbia un grado d’insufficienza renale moderata, cioè una funzione renale, espressa come filtrato glomerulare ridotta della metà o anche più, rispetto alla norma. In Italia le stime ormai raggiungono il 10-12 per cento della popolazione e il problema rimane ancora poco conosciuto e sottovalutato perché spesso clinicamente asintomatico, almeno nei primi stadi della malattia.

Le giornate mondiali del rene hanno lo scopo di portare l’attenzione sull’importanza della prevenzione delle malattie renali (prevenzione primaria) nonché sulla necessità di rallentare la loro evoluzione (prevenzione secondaria) e di prevenire le gravi e devastanti complicazioni cardiovascolari innescate dalla insufficienza renale avanzata (prevenzione terziaria). L’iniziativa si aggiunge alle tante già organizzate durante l’anno dalle maggiori società scientifiche che si occupano di rene.

Con pochi esami semplici e poco costosi, è possibile accertare la presenza di una malattia renale e stabilirne lo stadio secondo una classificazione clinica, semplice e applicabile in tutto il mondo.  I fattori di rischio per la comparsa e la progressione della malattia renale cronica sono in gran parte comuni a quelli per le malattie cardiovascolari. I malati di diabete, di ipertensione arteriosa, di malattie cardiache, soprattutto se in età avanzata, fumatori, obesi, magari che utilizzano frequentemente farmaci antidolorifici ed antiinfiammatori, hanno maggiore probabilità di esserne affetti.

Il messaggio importante e sempre più attuale è che la malattia renale cronica è un segnale serio di malattia cardiovascolare. Alterazioni della funzione renale o dell’esame dell’urina possono comparire ben prima che il paziente avverta sintomi di cardiopatia ischemica o che indagini strumentali o laboratoristiche possano evidenziare la malattia cardiovascolare. Un intervento precoce centrato sui malati con malattia renale cronica aumenta le possibilità di successo della prevenzione ed anche della cura delle malattie cardiovascolari.

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