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La Cisl Piacenza a congresso Al via la fusione con Parma foto

Senza sorprese, ma con un futuro di cambiamento davanti a sé. Il primo storico congresso territoriale comune della Cisl di Parma e Piacenza elegge segretario generale Federico Ghillani, con Marina Molinari segretario aggiunto.

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Quello di oggi è un giorno speciale per la Cisl di Piacenza: si avvia una fase nuova iniziando i lavori del I Congresso territoriale Cisl Parma e Piacenza, a Piacenza Expo, per l’unione con la Cisl di Parma.
Senza sorprese, ma con un futuro di cambiamento davanti a sé. Il primo storico congresso territoriale comune della Cisl di Parma e Piacenza elegge segretario generale Federico Ghillani, con Marina Molinari segretario aggiunto. Le asperità del momento che stiamo vivendo saranno dunque combattute da un sindacato unito, di cui ieri era presente anche il segretario nazionale Maurizio Petriccioli.
Il cambiamento che attende la Cisl suona chiaro dalle parola di Marina Molinari.

INVERSIONE DI ROTTA – «Ci vorrà più attenzione ai delegati piuttosto che ai dirigenti – spiega la Molinari – nel senso che negli ultimi anni si è passato da un metodo che aveva come fulcro il contratto nazionale a uno con al centro la contrattazione aziendale. C’è lo strumento, ora servono decisioni che consentano di utilizzarlo, altrimenti si ha una legge e non la si applica. Oggi ci sono tante persone che lavorano nell’organizzazione, ma meno nelle aziende, ecco, l’unione con Parma potrebbe permettere di snellire questi organi per concentrarsi maggiormente, anche a livello numerico, sul lavoro nelle aziende con i delegati».

FUSIONE – «L’unione tra Parma e Piacenza – spiega Molinari – dimostra come al nostro sindacato non importi la difesa delle poltrone. Crediamo anzi che questa unità possa rappresentare una modalità giusta per rispondere ai problemi che emergono in momenti difficili come quelli di oggi».

GIOVANI – «Nella Cisl ci sono i giovani, ma non tantissimi anche perché oggi vivono nel precariato o addirittura non hanno lavoro. Devo però dire che sono particolarmente attivi. Certo è maggiore il numero dei pensionati, ma non scordiamo che questi ultimi hanno lavorato tutta la vita e di conseguenza vanno considerati una ricchezza».

Non poteva che essere così. Centralità del lavoro, questo il punto determinante del programma che l’appena eletto segretario generale Federico Ghillani espone ai delegati.

CON LE MANI – «La ripresa del lavoro in Italia deve passare attraverso il manifatturiero. Si è sentito dire che il lavoro manuale è tutto muscoli e niente cervello, ma non è così. Le piccole medie imprese vivono di questo, così come il nostro export e credo che anche il mercato interno europeo possa trarre benefici da una maggiore attenzione al manifatturiero. E’ il contrario del capitalismo finanziario, quel lavoro spesso finto che ci ha portato nella crisi in cui oggi navighiamo».

MODELLO – Non lo dice espressamente Ghillani, ma si capisce il suo pensiero: la Cisl dovrebbe rappresentare un modello anche per le istituzioni. «Il sindacato – dice – non è mai stato unito come in questa fase, il congresso di oggi è un momento storico che deve rappresentare una strada percorribile anche per le istituzioni. Comunque, i segnali che arrivano in questi giorni sono positivi anche su quel versante, benché il Paese abbia ora bisogno in tempi rapidi di un governo stabile».

La conferma di questo concetto arriva anche dal segretario nazionale Petriccioli.

POLITICA – «La scelta unitaria Parma-Piacenza – dice – è stata fatta prescindendo dalla politica, abbiamo però riflettuto sul fatto che un sindacato come la Cisl, che chiede alla politica la riorganizzazione delle istituzioni perché non è possibile il mantenimento di questi alti livelli di spesa, un sindacato così non possa parlare bene e razzolare male. E per primi diamo dunque l’esempio, unire risorse per essere più presenti nei posti di lavoro. Lo facesse anche la politica sarebbe come prendere ago e filo e ricucire parte di quel dissenso che esiste oggi tra le persone e l’agire della politica».

MENO BUROCRAZIA PIU’ AZIENDA – « Noi abbiamo scelto di crescere sul territorio, quindi è stato necessario spostare la nostra attenzione sui luoghi di lavoro, e per essere tutti i giorni nelle aziende abbiamo deciso di riorganizzare la nostra presenza burocratica nelle sedi».

Colosimo (Trasporti): “Pronti a combattere”. “Tra i presenti in platea anche Antonio Colosimo, segretario Fit , che così commenta: “Abbiamo il coraggio di fare sinergia per unire risorse lavorative, anche economiche, al fine di combattere questa crisi essendo più presenti nelle aziende con le Rsu e le Rsa”

Il riconoscimento ai “veterani Cisl”. L’intervento di questa mattina di Marina Molinari, segretaria aggiunta Cisl. Oggi alle ore 11 in via Pietro Cella si è svolta una breve cerimonia in cui sono stati consegnati riconoscimenti a tre persone che con la loro attività hanno contribuito a far grande la Cisl di Piacenza. Si tratta di Vittorio Ciani, Massimo Di Prete, Eugenio Massari. 

“Umberto e Nene, che vogliamo ringraziare pubblicamente oggi, (giorno in cui va a concludersi l’esperienza della Cisl di Piacenza come singolo territorio, mentre si apre la strada alla nuova fase insieme a Parma) sono due simboli. Essi rappresentano altri che come loro hanno contribuito a fare grande la Cisl di Piacenza. In verità molte altre persone dovremmo ringraziare in questa giornata: alcuni che sono qui, altre che non ci sono più, ma a cui diciamo ugualmente GRAZIE, a gran voce, attraverso Massimo, Umberto e Nene.
 
Io, i protagonisti di oggi, non li ho conosciuti bene (ho conosciuto meglio Umberto, con cui abbiamo fatto tante chiacchiere) ma ho ricostruito un po’ la loro storia e le loro personalità parlando e “interrogando” persone che hanno lavorato con loro e sono stati loro amici. Proprio per questo ho voluto con noi oggi, in questa piccola cerimonia di ringraziamento, gli ultimi Segretari Generali della Cisl di Piacenza: Sandro Busca, Sandro Loschi e Giuseppe Chiodaroli e gli ultimi Segretari dei Pensionati Cisl, Luigi Ferrari, Aldo Sckockai e Remo Mazza, che invece li hanno conosciuti bene.
 
Nene e Umberto, come dicevo, rappresentano tanti altri. Sono due figure molto diverse: di area socialista il primo, di area democratico cristiana il secondo. Simbolo quindi, insieme,  del pluralismo politico e culturale che ha sempre contraddistinto la Cisl.
 
Nene profuse il suo impegno sindacale prevalentemente in azienda – alle officine Carenzi – e, successivamente, come collaboratore e volontario delle Federazione dei Pensionati senza però assumere mai alte cariche sindacali a livello provinciale o regionale; Umberto svolse attività sindacale in azienda, prima allo scatolificio Federici poi alla Edison, ma assunse anche importanti cariche nella Flaei Regionale (la categoria del Comparto Elettrico) e successivamente come Segretario Provinciale dei Pensionati della Cisl. Due figure diverse, quindi: il primo, Nene, rappresenta la figura del delegato che nella sua azienda ha lavorato per migliorare le condizioni di lavoro dei suoi colleghi, il secondo, Umberto è il sindacalista che dopo tanti anni di esperienza aziendale viene chiamato ad assumere anche funzioni di coordinamento e direzione. Ringraziando loro, noi vogliamo ringraziare anche tanti tanti altri delegati e dirigenti sindacali che hanno dato tanto alla Cisl e hanno permesso di migliorare le condizioni di lavoro di tanti loro colleghi.
 
Due cose, però, accomunano Nene e Umberto: entrambi hanno svolto gran parte della loro attività prima dello Statuto dei lavoratori, quando fare sindacato era difficile, quando tutta l’attività era volontaria, quando spesso il datore di lavoro cercava di emarginarti se venivi eletto nelle Commissioni Interne, quando il conflitto con le altre sigle sindacali era spesso molto aspro, anche se leale.
 
La seconda cosa che li accomuna è il loro essere stati grandi uomini. Sono stati grandi sindacalisti perchè erano, prima di tutto, personalità forti, molto impegnati nel sindacato ma anche in tanti altri ambiti. Umberto e Nene sono il simbolo dell’ impegno civile e dell’impegno sindacale che si coniugano in un’unica persona.
 
Infine Massimo di Prete.
Massimo ci ha lasciato alcuni anni fa, un addio prematuro. Massimo era ancora molto giovane. Aveva già lasciato la Cisl da alcuni anni per intraprendere una sua attività autonoma nel settore assicurativo.
Giacomo Lucchini ex Segretario della Fim Cisl, suo grande amico con cui aveva un rapporto fatto di scherzi e di un goliardico “prendersi in giro”, lo ricorda come “L’eterno Segretario Generale Aggiunto della Cisl”. Ma Giacomo ricorda anche come la sede della Cisl di Via Cella fu costruita grazie alla tenacia e al coraggio ( i soldi a disposizione erano pochi o meglio zero, e i debiti erano tanti) di Massimo e di Giuseppe Chiodaroli, allora Segretario Generale.
Massimo, nel ricordo di Lucchini, sapeva guardare lontano. Lui aveva capito  l’importanza che poteva avere lo Ial (ente di Formazione Cisl) e soprattutto, per primo, aveva creduto nella vocazione alla formazione informatica che si era data lo Ial. In quegli anni non tutti avevano ancora compreso che l’informatica avrebbe cambiato il lavoro, la produzione ed anche il mondo. Massimo sì, l’aveva intuito.
 
Grazie a tutti loro. Senza Massimo, Umberto e Nene e senza tutte le altre persone che essi simboleggiano, la Cisl non sarebbe quella di oggi”.

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