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L’appello dei profughi del Ferrhotel: “Dateci più tempo per sistemarci” foto

"Abbiamo bisogno di più tempo per organizzarci e trovare una sistemazione". È l’appello lanciato dai profughi ancora ospitati al Ferrhotel di Piacenza: poco meno di 40, sui 72 totali, dopo che lo scorso 28 febbraio è scaduto il termine fissato dal Governo per la gestione dell’emergenza

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“Abbiamo bisogno di più tempo per organizzarci e trovare una sistemazione”. È l’appello lanciato dai profughi ancora ospitati al Ferrhotel di Piacenza: poco meno di 40, sui 72 totali, dopo che lo scorso 28 febbraio è scaduto il termine fissato dal Governo per la gestione dell’emergenza. Quasi tutti hanno già ritirato il contributo di 500 euro, per altri ci sono ancora problemi di tipo burocratico in via di risoluzione. Il gestore del Ferrhotel Loranzi ha dato la sua disponibilità ad ospitarli ancora fino alla fine del mese, “quando scadrà il contratto di affitto della struttura”.

“Quasi tutti abbiamo la volontà di restare a Piacenza – spiega Abdulei, portavoce dei profughi – qualcuno ha lasciato l’Italia per l’estero, in particolare Francia e Belgio per ricongiungersi con i parenti”. Per quasi tutti problema primario è trovare una sistemazione: “C’è chi ha trovato un’abitazione in affitto, ma in tanti non sanno dove andare. E quando i soldi finiranno come potremo vivere? Noi non vogliamo soldi, vogliamo un lavoro”.

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Nel pomeriggio al Ferrhotel Bernardo Carli e Maurizio Bottigelli dell’associazione Via Roma Città Aperta hanno incontrato Loranzi e alcuni dei ragazzi ospitati: “Mercoledì abbiamo inviato un messaggio al Prefetto per chiedere un incontro; adesso è fondamentale fare squadra per dare una mano a queste persone. Nelle scorse settimane i ragazzi hanno compilato piccole “schede” personali, una sorta di censimento con indicate le competenze di ciascuno”. Fra i profughi ci sono falegnami, idraulici e artigiani: “Purtroppo in questi mesi nessuno ha fatto nulla per permettere loro di perfezionare o acquisire nuove competenze: come associazione abbiamo un tavolo aperto per varie iniziative fra cui un’agenzia per poter reperire piccoli lavori temporanei per questi ragazzi. Si potrebbero poi recuperare spazi per poter garantire loro una sistemazione temporanea”.

“Il comune di fronte a questa situazione è scappato – attacca Fulvio Poggi, ex funzionario comunale – avevamo proposto per i profughi piccoli lavori temporanei di utilità sociale, ma, a differenza di altri comuni dove proposte simili sono stati accettate, ci hanno detto che non era possibile”.

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