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Lo sviluppo urbano riparta dalla Baia sul Po. Il vertice in Comune  foto

È la proposta avanzata al Comune da Confindustria, Legacoop, Confcooperative, Unione Commercianti, Confesercenti, che nel pomeriggio hanno incontrato il sindaco Paolo Dosi e l’assessore Silvio Bisotti.

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Un patto per rilanciare lo sviluppo di Piacenza, cogliendo la sfida rappresentata dalle aree militari nel comparto nord, con il progetto bandiera una Baia sul Po. È la proposta avanzata al Comune da Confindustria, Legacoop, Confcooperative, Unione Commercianti, Confesercenti, che nel pomeriggio hanno incontrato il sindaco Paolo Dosi e l’assessore Silvio Bisotti.

Le associazioni di categoria si fanno carico della predisposizione di quanto necessario alla Soprintendenza, per quanto riguarda le destinazioni d’uso delle due aree militari presenti nel comparto Nord, una sfida da cogliere, sottolineano, e per questo necessità del massimo sostegno da cogliere sia nello stesso Psc in via di stesura, sia attraverso finanziamenti europei.

Allo stesso tempo e’ necessario, ribadiscono le categorie, chiarire, interpellando il Ministero della Difesa, l’entita’ reale del l’impegno economico necessario per recuperare l’area.

Si tratta, afferma Nicoletta Corvi di Confcooperative, di un progetto strategico per Piacenza, così come, aggiunge Emilio Bolzoni di Confindustria, deve essere chiaro che in quel l’area può essere realizzato Palazzo Uffici. In caso contrario, osserva il presidente degli industriali, “saremmo molto preoccupati”.

La risposta del sindaco Paolo Dosi:  “Se da un lato a noi conviene la permanenza dell’esercito in città, dall’altro non possiamo non fare i conti con le decisioni che dovrà prendere. Alle associazioni muovo l’invito a organizzare un’iniziativa pubblica e a prendere posizione per sostenere questo progetto. Ci siamo accorti che al ministero della Difesa sono molto sensibili al sentire dei cittadini: durante l’ultimo incontro che abbiamo avuto, il tema della Pertite e’ stato posto da loro. Quindi sono ben consapevoli di non poter ignorare i desideri di una comunità”.

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