Nitrati, Pollastri (Pdl): “La Regione conceda la deroga”

“Secondo gli accordi – spiega il consigliere regionale - si sarebbe dovuto istituire un tavolo interregionale e le quattro Regioni si sarebbero dovute riunire a breve per cercare di uniformare le proprie decisioni. Invece l’Emilia-Romagna ha preferito “giocare d’anticipo” in modo autonomo, decidendo di non concedere alcuna deroga”

“Perché non concedere anche ai nostri agricoltori la deroga prevista per legge per le zone vulnerabili ai nitrati?” lo ha chiesto il Consigliere Andrea Pollastri (PdL) con un’interrogazione alla Giunta Regionale.

“Sin dal 1991 – spiega – l’Unione Europea aveva definito le “zone vulnerabili” in cui è prevista la riduzione delle emissioni di azotati per preservare le acque dall’eccessiva presenza di nitrati, nocivi per l’ecosistema fluviale e marino e, qualora permeino nelle falde acquifere, per la salute dell’uomo. Per limitare la presenza di azotati è necessario, tra l’altro, ridurre lo spandimento di concimi chimici e liquami nel terreno: nel 2007 l’Emilia-Romagna ha recepito le indicazioni dell’Unione Europea e ha stabilito che in alcune zone, cosiddette “vulnerabili”, fosse previsto un limite quantitativo di spandimento di 170 kg di azoto per ettaro/anno, venissero limitati gli spandimenti ad alcuni periodi dell’anno e gli stoccaggi degli effluenti di allevamento dovessero rispettare determinati standard”.

“Questi provvedimenti, che hanno interessato prevalentemente la parte pianeggiante e più fertile della nostra Regione, hanno colpito il mondo agricolo, già di per sé in sofferenza, poiché con meno fertilizzanti la produzione e diminuita e agli allevatori sono stati imposti nuovi costi per l’adeguamento delle stalle. Lo scorso anno il Decreto Sviluppo, proprio nell’ottica di dare ossigeno al settore primario, ha previsto la possibilità per le Regioni di procedere all’aggiornamento delle zone vulnerabili da nitrati di origine agricola, consentendo, per un periodo non superiore a dodici mesi, che nelle “zone vulnerabili” si applichino le disposizioni previste per le zone non vulnerabili, ossia la possibilità di spandere nel terreno in un anno fino a 340 kg di composti azotati per ettaro. Questa possibilità di deroga, per altro, era stata chiesta congiuntamente nel 2011 da Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna dopo che l’Unione Europea aveva invitato ad estendere la “zona vulnerabile” all’intera Pianura Padana per tutelare il bacino del Mar Adriatico”.

“Secondo gli accordi – sottolinea Pollastri – si sarebbe dovuto istituire un tavolo interregionale e le quattro Regioni si sarebbero dovute riunire a breve per cercare di uniformare le proprie decisioni. Invece l’Emilia-Romagna ha preferito “giocare d’anticipo” in modo autonomo, decidendo di non concedere alcuna deroga.”

“Ritengo – conclude – che proprio la nostra Regione, che trova nell’agricoltura un elemento determinante dell’economia locale, debba ripensare la propria scelta consentendo per il 203 la deroga prevista dal Decreto Sviluppo. Auspico, inoltre, che venga creato il tavolo interregionale e che se ne attenda l’esito prima di provvedere, in modo autonomo, ad una nuova indicazione delle “zone vulnerabili” ai nitrati.”

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