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Prove pratiche di Smart City, ok del Miur a 2 progetti targati Selta foto

In municipio a Piacenza la presentazione due progetti al bando del Miur sulle Smart City sull’innovazione tecnologica, insieme agli assessori Francesco Timpano e Silvio Bisotti, insieme al direttore tecnico Francesco Cesena e la responsabile delle relazioni esterne Caterina Basso di Selta Spa, azienda capofila tra le realtà partecipanti.

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In municipio a Piacenza la presentazione due progetti al bando del Miur sulle Smart City sull’innovazione tecnologica, insieme agli assessori Francesco Timpano e Silvio Bisotti, insieme al direttore tecnico Francesco Cesena e la responsabile delle relazioni esterne Caterina Basso di Selta Spa, azienda capofila tra le realtà partecipanti. La modalità del concorso prevedeva la partecipazione di privati, università e il sostegno di enti pubblici, per l’identificazione di possibili benefici futuri, ed entrambe la proposte piacentine hanno ottenuto un lusinghiero posizionamento tra oltre cento partecipanti. 

Il sostegno accordato da pubbliche amministrazioni, ricordano gli assessori Timpano e Bisotti, costituiva un titolo preferenziale, all’interno del bando, e Piacenza si candida ad essere territorio sperimentatore delle proposte, pur non avendo vincoli nell’effettiva realizzazione dei progetti. 

I PROGETTI – La prima proposta consiste nella realizzazione di “smart grid”, ossia reti intelligenti di gestione dell’energia elettrica, per favorirne la distribuzione in particolar modo con l’approvvigionamento da fonti rinnovabili. Si prevede quindi la realizzazione di micro reti residenziali, con scambio di energia, anche rinnovabile, tra comunità di residenti. Questo consente di dare loro maggiore potere contrattuale nei confronti dei gestori di energia, comporta vantaggi economici per gli utenti, crea nuovi posti di lavoro per la gestione delle reti. Il progetto e’ sostenuto dal Comune di Piacenza con un’apposita delibera, e vede la partnership di Acer.

Il secondo progetto prevede la realizzazione di “un’architettura intelligente e sicura”, rivolta sia alla sicurezza del cittadino, che delle infrastrutture, territorio e beni artistici, gestione e sicurezza della viabilità. Elementi cardini dell’operazione, l’interazione di dati raccolti attraverso il posizionamento di sensori su opere d’arte, gestione del traffico, etc.informazioni sulle previsioni del tempo, telecamere di controllo in città.

Si prevede una rete di acquisizione dati, trasmissione dati in sicurezza, gestione delle acque, social network per interagire. Infrastrutture tecniche necessarie sono fibra ottica, onde convogliate, ponti radio etc…In questo caso il capofila del progetto è Acea di Roma. In entrambi i casi, i prototipi dovrebbero essere pronti entro dicembre 2015.

Dettaglio primo progetto 

Sono ormai due anni che la ventennale proposta formativa del CPP si è trasformata in Scuola: la Scuola Triennale di Formazione Maieutica, STFM.
Sono due le caratteristiche peculiari della STFM: è un’occasione formativa estremamente riqualificante e professionalizzante, ed è caratterizzata da una matrice scientifica, la maieutica, antica ma comunque innovativa e particolarmente efficace nei processi di apprendimento.
 
La vita quotidiana e professionale pone di fronte, ai nostri giorni, a sfide nuove e complesse, e chi aderisce al progetto della STFM cerca un’occasione per sintonizzarsi meglio con le proprie risorse e con le capacità già acquisite, per sviluppare competenze nuove e scoprire strumenti inediti, al passo con le più recenti scoperte scientifiche. Competenze che, in linea con l’impostazione maieutica che caratterizza la Scuola, siano però riconnettibili al proprio percorso personale e professionale e possano consentire di tirare fuori il meglio di sé. Un apprendimento sostenibile quindi, e spendibile nell’esperienza quotidiana. Un percorso organizzato per orientamenti professionali, organizzativo, educativo e finalizzato alla conoscenza di sé, che consentono, grazie anche all’annualità libera modulabile dal corsista, di favorire un collegamento specifico al proprio profilo personale e professionale.
 
Forse proprio per queste sue peculiari caratteristiche la STFM, nata nel 2011, ha avuto un successo notevole. I corsisti frequentati i corsi CPP, in questi ultimi due anni e nonostante il periodo di crisi, nel sono duplicati e provengono da tutta Italia, isole comprese, e anche dalla Svizzera.
 
Quest’anno sono molte le nuove occasioni formative proposte dalla Scuola: un nuovo corso annuale La Conduzione Maieutica dei Gruppi, in partenza nei prossimi giorni, che propone una prospettiva innovativa che consente di sviluppare competenze inedite per tutti coloro che si trovano a gestire gruppi di lavoro, e che affianca gli annuali ormai storici So-stare nel conflitto e Il Colloquio maieutico. C’è poi un nuovo corso breve Far funzionare la classe come gruppo dedicato al mondo della scuola; due nuovi seminari Il morsicatore al Nido: aggressività e litigi e Litigare per crescere (quest’ultimo offre l’occasione di apprendere il nuovo metodo per la gestione dei litigi infantili, sviluppato e scientificamente sperimentato con una ricerca psicopedagogica). Due nuovi workshop e un seminario di psicodramma Crisi e cambiamento: alla scoperta delle proprie risorse chiudono le novità per il 2013. Restano poi diversi opportunità formative ormai consolidate che però accolgono, e offrono ogni anno, prospettive nuove e problematiche aderenti alla realtà che ci troviamo a vivere.
 
In tempi recenti la rete elettrica si è popolata di un crescente numero di sorgenti rinnovabili distribuite (eoliche e fotovoltaiche), con una preponderanza numerica di unità di piccola taglia possedute da singoli utenti domestici. In questo modo, con progressione silente e continua, sono stati abbattuti due capisaldi della distribuzione elettrica tradizionale: l’unidirezionalità dei flussi di potenza e la passività delle utenze domestiche. Mentre il primo fatto ha prevalentemente conseguenze tecniche, il secondo pone le basi per una revisione del ruolo dei consumatori. I cosiddetti prosumer (utenti finali dotati di sorgenti di energia, che sono produttori e consumatori allo stesso tempo) sono infatti una nuova figura nel mercato elettrico, che la normativa attuale relega ad un ruolo marginale ma che nel futuro assumerà ben altra rilevanza.
Attualmente i prosumer iniettano in rete l’eccesso di energia prodotta, vendendola al prezzo fissato dal GSE (Gestore dei Sistemi Energetici), e in caso di malfunzionamento della rete devono disconnettersi. Queste semplici modalità operative, efficaci in presenza di pochi prosumer, male si adattano alla situazione corrente in cui il 10% della potenza installata a livello nazionale e’ di origine fotovoltaica, con tendenza a crescere. E’ chiaro infatti che l’immissione irregolare e incontrollata di potenze così rilevanti può generare problemi di regolazione della rete. E’ chiaro altresì che una gestione ottimizzata della grande quantità di micro-flussi di potenza generati individualmente dai prosumer richiede una revisione delle modalità operative della rete di distribuzione a bassa tensione cui sono connesse le utenze domestiche.
In questo contesto si colloca il progetto che prevede, da un lato, di sfruttare appieno le possibilità di regolazione offerte dai convertitori elettronici (inverter) che interfacciano le sorgenti con la rete e, dall’altro, di rendere possibile il controllo dei micro-flussi di potenza dei singoli prosumer integrando gli impianti domestici, anche quelli esistenti, con dispositivi di accumulo dell’energia (batterie). Già questi provvedimenti, adottati a livello individuale, porterebbero a ciascun prosumer notevoli benefici a fronte di investimenti contenuti: possibilità di modulare l’assorbimento e l’erogazione di potenza durante la giornata traendo beneficio delle tariffe multi-orarie; possibilità di alimentare i carichi domestici anche in caso di guasto di rete; possibilità di stabilizzare la tensione della rete domestica sfruttando il controllo locale di potenza reattiva; possibilità di soddisfare richieste inoltrate dal gestore tramite lo smart meter (contatore evoluto, con capacità di comunicazione ed elaborazione dati).
In realtà il progetto è ancora più ambizioso, perché prevede anche di mettere in comunicazione i prosumer di una stessa comunità residenziale, realizzando così una micro-rete intelligente (smart micro-grid) che consenta loro di condividere le risorse energetiche e la capacità di regolazione e di organizzarsi in comunità di prosumer, divenendo macro-utenti in grado di interagire in forma aggregata con l’utility locale. Si apre così la strada al nuovo paradigma “Internet of Energy”, che prevede per le comunità di prosumer la possibilità di condividere le risorse in un’ottica peer-to-peer, definire politiche comuni di investimento, organizzarsi con livelli crescenti di aggregazione, acquisire un diverso status nei confronti delle utility e degli enti regolatori e, in definitiva, modernizzare dal basso il mercato elettrico.
I benefici per i DSO (Distribution System Operator) sono di pari importanza, dato che essi non dovranno occuparsi della gestione di miriadi di piccole utenze individuali ma potranno interagire con pluralità di utenze già aggregate, capaci di autonomia operativa ed energetica, caratterizzate da profili di carico ben prevedibili e programmabili, in grado di sopperire a esigenze proprie o del gestore attingendo a scorte di energia distribuita, in grado di assorbire senza problemi transitori di guasto o mancanze di rete e scollegabili in caso di necessità. Inoltre la migliore gestione delle potenze prodotte e consumate a livello locale causerà una significativa riduzione delle perdite di distribuzione e un corrispondente incremento della hosting capacity , cioè del numero di utenze collegabili alla rete senza modificare l’infrastruttura elettrica esistente.
Lo sviluppo delle micro-reti intelligenti richiede, a livello tecnico, la messa in opera di una rete ICT di controllo e comunicazione distribuita e l’integrazione dell’impiantistica già presente nei singoli edifici. Il costo è dunque contenuto e distribuito su molte utenze residenziali.
A livello macro-economico la Internet of Energy impatta potenzialmente su una enorme quantità di utenti (si pensi al solo adeguamento degli impianti fotovoltaici esistenti) e può quindi creare economie di scala, attrarre grandi interessi da parte di produttori di tecnologia, gestori di servizi, trader di energia e, conseguentemente, creare un nuovo mercato con importanti sbocchi lavorativi. Per questo motivo sulla tematica delle micro-reti sono attualmente impegnati tutti i Paesi tecnologicamente avanzati.
Nel nuovo paradigma il ruolo degli enti territoriali è fondamentale per definire e attuare politiche energetiche locali, coordinare lo sviluppo delle micro-reti , rappresentare le comunità di prosumer, svolgere funzioni di supervisione strategica e ruoli di garanzia.
Da un punto di vista tecnico il programma mira a sviluppare i presupposti tecnologici e le analisi tecnico-economiche necessari per procedere   alla realizzazione, messa in opera e sperimentazione di alcune applicazioni pilota di micro-reti residenziali. Ciò consentirà di definire le metodologie e realizzare gli strumenti, i prodotti e i processi  necessari per una riorganizzazione strategica del mercato della distribuzione a bassa tensione. 

Dettagli secondo progetto (partnership Comune di Roma)

Il progetto ROMA promuoverà l’impegno di partner industriali e pubblici, interessati allo sviluppo delle aree metropolitane, integrando competenze e asset tecnologici, promuovendo ricerca in settori quali il controllo del territorio, la predizione dei rischi da calamità naturali, la protezione dell’individuo nelle aree a maggiori rischi e quelle dei beni culturali, il miglioramento dell’analisi e del controllo del traffico cittadino. L’insieme dei servizi,
offerti in un unico sistema integrato (capace quindi di capitalizzare e amplificare l’effetto del singolo servizio integrandolo con i molti altri erogati) contribuirà a migliorare la Resilienza del sistema città che potrà quindi disporre sia di servizi “in tempo reale”, sia servizi “off-line” in grado di guidare scelte urbanistiche, indirizzare strategie di pianificazione e di sviluppo, affrontare problematiche di sicurezza in maniera moderna ed efficiente.
Il progetto ROMA intende, inoltre, introdurre un modello di gestione collaborativo tra cittadini e istituzioni pubbliche per migliorare e rendere capillare l’analisi del territorio, attraverso l’uso efficiente di nuovi sensori, l’uso di tecniche di Intelligenza Artificiale e della rete di telecomunicazione pervasiva, nell’ottica di favorire una maggiore coesione sociale.
Nel progetto verranno messe a punto nuove tecnologie e modelli di simulazione e previsione che costituiranno il punto di convergenza della grande quantità di dati che il progetto riuscirà a convogliare.
Sul piano realizzativo, il progetto ROMA intende realizzare un Centro per la Sicurezza dell’Area Metropolitana (CSAM) in grado di integrare un set iniziale di servizi innovativi verticali basandosi sull’utilizzo di infrastrutture di rete pervasive (rese disponibili dai principali operatori di Utilities dell’area) e funzionalizzate per lo sviluppo di ulteriori servizi. Sebbene implementato nella sua completezza sull’area della città di Roma, il Centro opererà
servizi anche in altre città (Firenze, Genova) che hanno dimostrato interesse alla sperimentazione di verticalizzazioni sul proprio territorio.
I servizi del CSAM saranno basati sulla disponibilità di una grande quantità di dati dal campo provenienti da reti di sensori i cui segnali saranno veicolati da una disponibilità di banda di comunicazione (wireless e wired) senza precedenti. La rete di comunicazione sarà strutturata attraverso una aggregazione gerarchica di reti in parte esistenti, in parte realizzate ad hoc per sostenere le richieste del progetto:
? rete in fibra ottica (large bandwidth backbone), che costituirà il sistema di trasporto principale interfacciandosi,
da un lato, alla rete multisensoriale e dall’altro al CSAM;
? reti basate sull’utilizzo della rete elettrica di distribuzione (attraverso sistemi ad onde convogliate) e rete wireless basata sulla disponibilità di ponti radio (medium bandwidth, alta pervasività)
? infrastruttura di telecomunicazione, composta sia da componenti di backbone, sia da sistemi per comunicazioni wireless (GPRS, UMTS, GSM) (large e medium bandwidth, alta pervasività).
La parte innovativa del progetto ROMA prevede l’utilizzo dell’infrastruttura di rete per veicolare al CSAM :
? dati provenienti da reti autonome di sensori, anche weareable i cui segnali saranno prima integrati, tramite strumenti di clustering, e pre-analizzati da intelligenza on-board e successivamente inviate al CSAM sulla rete di trasporto, nel quadro di una visione di “sensoristica collaborativa” basata sull’utilizzo dei cittadini come probe dell’ambiente.
? dati meteo e di previsioni a bere e brevissimo termine (nowcasting) i cui dati elaborati verranno forniti ai varinodi operativi del CSAM.
 

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