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Rapporto Confindustria “Piacenza a due velocità, bene chi punta sull’export” foto

È un’industria a due velocità quella che emerge dall’indagine di Confindustria Piacenza, che ha rilevato le variazioni tra il secondo semestre 2012 e il secondo semestre 2011, presso un centinaio di aziende associate

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È un’industria a due velocità quella che emerge dall’indagine di Confindustria Piacenza, che ha rilevato le variazioni tra il secondo semestre 2012 e il secondo semestre 2011, presso un centinaio di aziende associate.

Il fatturato complessivo del settore manifatturiero si mantiene quasi inalterato, con una crescita dello 0,47 per cento. Il settore meccanico ha reagito meglio, con un incremento del fatturato del 4,11 per cento, mentre restano le criticità nei materiali per l’edilizia (-18,72 per cento). 

Ed è proprio la suddivisione tra fatturato estero e interno a dare conto della superiorità, in termini di performance, del settore meccanico. Infatti, se il fatturato interno risulta in complessivo calo (-2,5 per cento), con risultati negativi o stabili per tutti i settori), il fatturato estero aumenta per l’intero comparto dell’8,21%. Oltre ad essere legata alla presenza su mercati esteri, dai dati emerge come la performance delle imprese in gtermini di fatturato sia legata alla classe dimensionale. Le imprese con più di 100 adetti registrano una crescita del fatturato totale, estero e interno. 

L’occupazione e il dato migliore, con un incremento dell’1,60 per cento, fortemente influenzato dal settore meccanico +2,66 per cento, in particolare per le imprese più grandi che hanno puntato sull’internazionalizzazione.

Il commento del presidente Emilio Bolzoni: “Il risultato e’ evidente, andiamo a due velocità. Pur avendo un dato complessivamente positivo, questo e’ composto da due mondi con situazioni molto diverse: chi riesce ad esportare riesce a fare dei profitti, mentre chi lavora solo sul mercato italiano e’ in sofferenza. Non è un caso che sia la meccanica, a forte vocazione export, se la cavi meglio. Per quanto riguarda l’occupazione, il dato ’pulito’ rispetto alla cassa integrazione e dell’1,33 per cento. È un dato significativo, figlio delle società che hanno saputo esportare”.

Le previsioni per il primo semestre 2013 conservano una certa diffidenza, anche se gli indicatori risultano leggermente migliori rispetto a quanto rilevato 6 mesi fa. Il quadro rimane sostanzialmente incerto, e gli imprenditori faticano a intravedere il momento della ripresa.

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