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Referendum, Maloberti a Bergonzi: “Tante giravolte e nessuna proposta”

“La Lega ha un progetto politico: macroregione e 75 per cento di tasse sui territori e non vogliamo che Piacenza ne rimanga esclusa per l’ostruzionismo ideologico di certa parte del Pd. Sfidiamo Marco Bergonzi a dirci se il suo partito ha un progetto politico alternativo"

“La Lega ha un progetto politico: macroregione e 75 per cento di tasse sui territori e non vogliamo che Piacenza ne rimanga esclusa per l’ostruzionismo ideologico di certa parte del Pd. Sfidiamo Marco Bergonzi a dirci se il suo partito ha un progetto politico alternativo, a parte dispensare a tutti gli immigrati la cittadinanza italiana”. A dirlo è il consigliere provinciale della Lega Nord Giampaolo Maloberti, rispondendo alle ultime dichiarazioni del capogruppo Pd in consiglio provinciale Marco Bergonzi.

“Bergonzi, da consigliere di una piccola Provincia, smentisce la vicepresidente di una grande Regione come l’Emilia Romagna, Simonetta Saliera (sua collega di partito), che ha recentemente parlato di accorpamento con altre regioni del Nord, dimostrando grande lungimiranza, evidentemente distribuita a macchia di ‘giaguaro’ nel Pd”.
“Bergonzi ha la memoria corta, il 9 agosto scorso, registrazioni alla mano, avevamo già fatto notare il suo clamoroso passo indietro sulla ‘Provincia del gusto’, prima osteggiata tra proclami allarmistici, poi accolta come la migliore delle ipotesi in gioco, non appena il partito la scelse come suo progetto bandiera. Quando vuole passare a trovarci in sede gli faremo ascoltare le sue parole dimenticate. Scoprirà che si è meritato il titolo di campione delle giravolte”.

Maloberti replica anche sul punto ‘quote latte’. “A parte che i 4 miliardi corrispondono a quanto Monti – sostenuto dal Pd di Marco Bergonzi – ha elargito al Monte dei Paschi di Siena, consiglio Bergonzi di informarsi bene sulla vicenda, perché ha preso un clamoroso abbaglio. La mia unica colpa sarebbe quella di aver pagato il latte fuori quota agli allevatori, anziché ad Agea. Evidentemente, in questo Paese dei paradossi, a pagare i fornitori si è addirittura sanzionabili. Non a caso, infatti, oggi centinaia di aziende e di nomi storici dell’imprenditoria italiana stanno chiudendo i battenti per aver accumulato crediti, mai saldati, con le pubbliche amministrazioni”.  

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