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Tagliaferri (Civica con Dosi): “Rinnovare il Partito democratico”

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento del consigliere comunale Andrea Tagliaferri.

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Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del consigliere comunale Andrea Tagliaferri.

Bisogna (r)innovare il Partito Democratico perché la politica ha bisogno di un luogo, di una istituzione che accolga le idee delle persone. Un punto di riferimento reale e non solo virtuale, completamente aperto e trasparente, organizzato per competenze. Un punto di raccolta per tutti coloro che vogliono mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per elaborare progetti e migliorare le società. Questo mio intervento vuole spronare una riflessione tra i tanti militanti che attendono una svolta nei nostri modi di fare politica.



In questi giorni vedo tesserati, semplici elettori e i dirigenti locali compressi tra autocritica e profondo stupore a seguito delle elezioni politiche. Evidentemente, come diceva Einstein, non si possono risolvere i problemi di questa società con la stessa mentalità di chi li ha generati. Così come si corre dietro alle mille fragilità del suolo italiano quando esonda un fiume o frana un pezzo di montagna, la politica rincorre i problemi e non fa manutenzione preventiva. Bisogna che cambiamo l’approccio!



Lunedì sera ci sarà la direzione provinciale del PD e le stesse persone che hanno vissuto e gestito il declino da “dirigenti” si riuniranno ancora una volta per fare analisi del voto e cercare soluzioni per tamponare l’emorragia. In questa assemblea verranno esaminati molti fattori e tante saranno le proposte di svolta. 



Così come ho anticipato il lunedì delle elezioni politiche sul quotidiano Libertà, a breve tratteremo, in Consiglio comunale (mi interesso dell’orticello di casa mia perché non ho la capacità né la presunzione di parlare di altro) del nuovo PSC, del bilancio, della riorganizzazione di Iren, della spending review e di ordinaria amministrazione.



Abbiamo a disposizione un banco di prova per mettere a luce la migliore qualità del Partito Democratico a differenza dei movimenti di protesta. Ma mi domando se a distanza da un paio di mesi dalla sonora batosta, quando sarà arrivata l’ora di dimostrare di aver capito la lezione del voto, il PD riuscirà ad adottare comportamenti ( e non solo parole d’ordine!) coerenti. 



Come ingegnere sono abituato a pensare ai parametri di progetto come indicatori, che ti permettono di quantificare la bontà e l’efficacia del tuo operato tecnico. Quindi voglio provare ad individuare due parametri tangibili, effettivamente verificabili da tutti: programma elettorale del PD e linee di mandato del sindaco Dosi.



Abbiamo promesso (tra i tanti punti di governo della città) che avremmo impostato un nuovo welfare per i cittadini, che avremmo migliorato la qualità dell’ambiente in cui viviamo e potenziato la tutela del territorio; e che posti di lavoro e salute sarebbero stati salvaguardati. Tutto rigorosamente in modo trasparente e partecipato!



Il PD sarà in grado di indurre gli amministratori che governano la città a fare in modo che tutte le promesse vengano mantenute? Se Grillo ci ruba dei voti, possiamo dimostrare che siamo migliori di M5S? O addirittura ‘molto’ più di loro? La soluzione è molto semplice e sopratutto sarà apprezzata sia dai grillini che dai democratici; per non parlare dei cittadini, che trarranno vantaggi tangibili da questa presunta miglior capacità. Se così non sarà, penso che molte persone oneste abbandoneranno il progetto politico del PD. E allora avremo la conferma, la certezza, che un comico è riuscito a demolire 60 anni di storia politica di questo paese.



Intanto vediamo con dispiacere il sindaco grillino, della vicina Parma, che nel giro di pochi mesi riesce subito ad apprendere i peggiori vizi della casta: promettere e non mantenere. Un movimento che dichiara guerra alle promesse politiche irrealizzabili ne diventa prestissimo il portabandiera, non riuscendo a fermare la costruzione dell’inceneritore. 



Ma torniamo al discorso: così come Bersani ha il dovere di portare la nave fuori dalla tempesta, verso il futuro (con i grillini) e non verso il passato (vedi il Silvio ringalluzzito che si riscopre fautore di nuove e fiammanti larghe intese), noi dobbiamo dimostrare che abbiamo imparato la lezione.  Il M5S sarà chiamato a prendersi la responsabilità di legiferare ( altrimenti cosa si sono candidati a fare ??) e si impegneranno per migliorare la società; come noi. E dov’è il problema allora? Non è evidente che tutti ne trarrebbero vantaggio?! Sì, è vero, forse Grillo non ci guadagna, ma sono sicuro che i suoi fedelissimi vorrebbero comunque provarci!

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