Cassa in deroga a rischio. Paparo “Recuperare i fondi necessari”

I sindacati: "Domani a Roma una manifestazione unitaria"

Cassaintegrazione, i fondi a disposizione stanno per esaurirsi. L’allarme lanciato dal segretario nazionale Cgil Susanna Camusso riecheggia anche a Piacenza. A rischio in maniera particolare sembrano essere i costributi per la cassaintegrazione in deroga, di cui avrebbero beneficiato, in tutto il 2012, 1049 persone, secondo quanto affermato dalla Cgil piacentina nelle scorse settimane. Nel 2012 sono state autorizzate 2.008.575 ore di cassa in deroga (+19,6% rispetto al 2011), con un aumento per quanto riguarda il numero dellec persone coinvolte pari al 74%. E l’inizio 2013 ha già dimostrato che il ricorso agli ammortizzatori sociali non è destinato a diminuire nella nostra provincia. 

“La Cassa integrazione in deroga rappresenta uno strumento di sostegno al reddito molto importante – afferma l’assessore provinciale al Lavoro, Andrea Paparo – rivolto a categorie di lavoratori altrimenti esclusi dalla normativa ordinaria. Nel nostro territorio dall’introduzione di questo strumento, nel novembre 2009, parecchie centinaia sono stati i lavoratori sospesi che hanno potuto fruire della cosiddetta Cassa integrazione in deroga. Auspico che in tempi brevi possano essere recuperati i fondi necessari al fine di dare continuità e sostegno ad una parte di lavoratori che diversamente sarebbe esclusa”.

La manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil. Domani a Roma si terrà una manifestazione di Cgil, Cisl e Uil per chiedere che il Governo rifinanzi immediatamente questo capitolo di spesa all’interno del documento di economia e finanza (Def). CGIL, CISL e UIL saranno davanti Montecitorio domani per sollecitare il finanziamento della cassa integrazione in deroga. E trattandosi di una motivazione così importante, perché questo fondamentale ammortizzatore sociale riguarda in particolare le lavoratrici e i lavoratori delle piccole imprese che sono prevalenti nel tessuto produttivo piacentino, sarà presente una delegazione da Piacenza, in rappresentanza dei tre sindacati confederati del nostro territorio.

La manifestazione unitaria avrà le caratteristiche di un presidio e si concluderà con i comizi dei tre leader sindacali nazionali.

“La Manifestazione – si legge nella lettera unitaria che CGIL CISL e UIL hanno messo a punto per spiegare l’iniziativa- ha l’obiettivo di sollecitare il Governo e di sensibilizzare il Parlamento

sulla necessità di dare rapida risoluzione ad una emergenza che nei territori ha già visto presidi, manifestazioni e che rischia di aggravare la condizione sociale di centinaia di migliaia di lavoratori

e di migliaia di imprese ai quali verrebbero a mancare gli unici strumenti ad oggi disponibili per contrastare la crisi. Dalle stime prodotte sinora le risorse messe a disposizione dal Governo in legge di stabilità rischiano di esaurirsi nell’arco di poche settimane, difatti ripartiti gli ulteriori 260 milioni della seconda tranche in aggiunta ai 560 già stanziati e anticipata anche la verifica del 30 aprile sulla possibilità di arrivare ad ulteriore dotazione di circa 200 milioni accedendo allo 0,30 delle risorse

della formazione continua, sulle quali ad oggi non è ancora stato avviato un confronto, in molte regioni la situazione sarebbe comunque critica.

Lo stesso Ministro del Lavoro ha affermato la necessità di un coinvolgimento di altre responsabilità di Governo, in particolare dell’economia, al fine di reperire ulteriori risorse.

Per questa ragione ribadiamo la richiesta di istituire un tavolo presso la Presidenza del Consiglio che lavori celermente con le parti sociali e le regioni al fine di dare risoluzione e certezza alla vertenza sugli ammortizzatori in deroga prima del 30 aprile in modo da evitare ulteriori peggioramenti per quei lavoratori a cui già oggi sono state ridotte le coperture. Allo stesso tempo riteniamo necessario aprire un confronto con i gruppi parlamentari e con le commissioni recentemente costituite.

Unitamente a ciò sollecitiamo una rapida risoluzione dei ritardi dovuti ai mancati pagamenti di diverse mensilità arretrate, parte ancora 2012 e 2013 riferibili al riparto di risorse già avvenuto alle Regioni e bloccate presso l’Inps per le quali nell’ultimo incontro con il Ministro ci era stata

fornita assicurazione di accelerazione delle procedure autorizzative.

Contemporaneamente va aperto un confronto con la Conferenza delle Regioni sulla definizione di accordi che adeguino alla effettiva esigenza la capienza delle risorse ripartite con i nuovi criteri concordati dalle stesse che in parte superano il limite della distribuzione in base alla

spesa storica ma che in assenza di ulteriori risorse non appaiono risolutivi nell’assicurare la fruizione del diritto alla prestazione a coloro i quali ne hanno e avranno titolo”. Con la recessione che continua a mordere, si rende indispensabile il nuovo finanziamento per evitare di giungere a un vero dramma sociale.

 

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