Fiorenzuola, deposito abusivo pneumatici. Cavalli e Pollastri pressing sulla Regione

Si trova a Fiorenzuola e a renderlo noto è stato un servizio di "Striscia la Notizia". I consiglieri di centro-destra incalzano l’assessore Freda: "Ci sono gli estremi per erogare contributi. Ci dica quali sono le sue intenzioni" 

Torna all’attenzione della Regione il deposito abusivo di tonnellate di pneumatici, a Fiorenzuola, recentemente finito al centro di un servizio-denuncia di “Striscia la Notizia”. A fare fronte comune per chiedere a viale Aldo Moro “di affiancare l’amministrazione comunale nel finanziamento a una bonifica attesa da 12 anni” sono i consiglieri regionali Stefano Cavalli (Lega Nord) e Andrea Pollastri (Pdl). I due esponenti di centrodestra hanno presentato oggi un’interrogazione sul tema, che fa seguito al primo sollecito alla Regione, datato 27 dicembre 2010 e firmato dallo stesso Pollastri.

“La situazione del deposito abusivo è gravissima, tanto da essere diventata un caso nazionale – dicono i due consiglieri -. Alla luce di un’ordinanza sindacale di sgombero, pendente da tre anni, e della manifestata volontà del sindaco Giovanni Compiani di raggiungere, una volta per tutte, una soluzione, chiediamo all’assessore Sabrina Freda se abbia intenzione di supportare il Comune nel finanziamento della bonifica”

“Nella sua risposta alla precedente interrogazione, Freda aveva annunciato che ‘potranno valutarsi le possibilità di contributi’ regionali in caso di ‘situazione di potenziale contaminazione’. Ebbene, pare evidente che quella del deposito fiorenzuolano di pneumatici è una situazione di ‘potenziale contaminazione’. Parliamo infatti di una ‘bomba ecologica’ a rischio esplosione. Se il sito dovesse prendere fuoco le conseguenze sarebbero catastrofiche per la salute e l’ambiente e sarebbero necessari stanziamenti infinitamente più gravosi rispetto a quelli di una bonifica preventiva. Quindi la richiesta è di provvedere al più presto a un finanziamento ad hoc che ponga fine a insopportabili attese e che scongiuri rischi troppo a lungo sottovalutati”.   

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