M5s sulla nuova governance di Iren: “Sì ad un percorso di vero cambiamento”

"La riflessione sulla nuova governance non può ridursi a come eliminare l’unica figura apicale non di nomina Pd ed un Comitato Esecutivo espressione dei territori - spiegano

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Pubblichiamo l’intervento dei consiglieri comunali del M5s in merito alla “Mozione della maggioranza e la nuova governance di Iren”.

IL COMUNICATO – La precauzione è d’obbligo quando si tratta di votare una proposta che non si conosce ancora nel dettaglio. Questo è quello che abbiamo fatto in consiglio comunale in merito alla mozione della maggioranza riguardante la semplificazione della governance e del sistema delle società di primo livello. I tre saggi di Iren, Paolo Cantarella, Sandro Ghibellini e Marco Elefanti – scelti dal comitato dei sindaci che controllano la multiutility – hanno tratteggiato la direzione futura di Iren solo in questi giorni.

Diverse le osservazioni che vogliamo evidenziare. Nella nuova governance di Iren, ruolo e potere chiave andranno al consiglio di amministrazione, che rappresenta tutti i soci sulla base delle quote. Eliminato il comitato esecutivo (attualmante composto da 4 figure: un presidente, un vicepresidente, un amministratore delegato e un direttore generale) in cui era presente la nomina del vicepresidente effettuata da Parma e sostituito da tre figure apicali – presidente, vicepresidente e amministratore delegato – a nomina congiunta di Torino, Genova e Reggio, praticamente Parma è stata esclusa sia nel potere di nomina sia nella rappresentanza ai vertici di Iren. Ragion per cui la mozione effettuata dalla maggioranza in consiglio comunale a Piacenza, che mirava ad avallare la proposta dei saggi escludendo Parma dai vertici decisionali di Iren, ci è apparsa inaccettabile.

Ci auspichiamo di non trovarci nella spiacevole situazione per cui ci verrà sottoposta dai famosi saggi una delibera uguale in tutti i comuni, di fatto immodificabile stante i tempi ristretti e con l’obbligo di votarla così com’è! Mentre le modifiche allo statuto dovrebbero essere concordate con i soci, non imposte.

E’ intollerabile che arrivino proposte dai vertici che di fatto saranno votate a maggioranza in ogni consiglio comunale, dove politicamente ogni città è a guida Pd, tranne Parma, e chissà come mai la nuova proposta mira ad eliminare solo la nomina oggi effettuata da Parma a guida M5S!

Il M5S ha un’idea ben precisa di cosa dovrebbe essere Iren per interpretare al meglio il ruolo di una moderna multi utility che, prima di tutto, dovrebbe contribuire allo sviluppo di qualità del territorio erogando eccellenti livelli di servizio ai cittadini-clienti a prezzi competitivi, pertanto in sintonia con l’Europa, efficiente, efficace e in grado di guardare ai territori stessi come ad un alleato con cui valorizzare un “bene comune”, non come ’piattaforma’ di generazione di ricavi a fronte di costi crescenti per fronteggiare debito e sprechi.             

Una moderna azienda che pone le sue fondamenta sulla trasparenza e condivisione per progettare con i territori e non a prescindere dai territori, un’azienda capace di essere in costante evoluzione ponendo l’innovazione come fattore chiave di sviluppo e di successo, innovazione che significa avere la capacità di ripensare quotidianamente il proprio modo di fare impresa, sviluppare capitale umano coltivando importanti e strategiche competenze interne, possibilità di essere protagonisti nel settore dell’energia e dell’ambiente avendo la capacità di “fare diversamente” tenendo conto dei paradigmi di sostenibilità ambientale, territoriale e sociale:non ultimo, un’azienda che fa riferimento alla finanza etica, si certifica, adotta un ’Codice Etico’.

Questi i temi su cui i Comuni soci si sarebbero dovuti confrontare per definire la nuova ’governance’ di Iren purtroppo oggi ancora ferma su posizioni arretrate: ancora nel 2013 lamenta criticità ad investire non mantenendo gli impegni sul settore idrico, scommette su due nuovi inceneritori anziché puntare sul Trattamento Meccanico Biologico del rifiuto residuo post-raccolta differenziata, che significa minori costi per i clienti, minori impatti ambientali, posti di lavoro nella ’Fabbrica dei Materiali’ che vuole l’UE.

Ancora, sull’energia ha continuato ad investire su un rigassificatore off shore, che le cronache riportano come a rischio default a causa del drastico calo di consumi di gas naturale e grandi centrali a combustibile fossile, mancando di cogliere il vento di energie rinnovabili ed efficienza che governa il mercato.

A fronte di questa situazione, la riflessione sulla nuova governance non può ridursi a come eliminare l’unica figura apicale non di nomina Pd ed un Comitato Esecutivo espressione dei territori: non basta questo per convincerci che il risultato sarà efficienza, efficacia ed integrazione. Crediamo pertanto necessario l’avvio di un percorso di vero cambiamento da cui possa, e debba, trarre origine la nuova Iren che i nostri cittadini ed i nostri territori chiedono.

I consiglieri comunali del M5S di Piacenza

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