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Ospedale militare e Genio Pontieri “vendesi”, “ma vanno pagati”

Qualche dubbio anche in maggioranza per il Psc, oggetto di discussione in commissione consiliare "Sviluppo urbanistico"

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Psc sotto l’esame della commissione in municipio, dopo la relazione di presentazione fatta dall’assessore all’urbanistica Silvio Bisotti. Il documento di programmazione del Comune di Piacenza è finito sotto il fuoco anche amico dei consiglieri di maggioranza.

Massimo Polledri (Lega): “Più che andare tanto a Roma, per trattare sulle aree militari, forse vi conviene restare di più a Piacenza e ascoltare i piacentini. Ho letto con interesse la proposta avanzata alla Fondazione di acquistare con i propri soldi la Pertite. Ma cosa dovremo tagliare? Chiuderemo il Municipale, taglieremo i fondi al volontariato e alle scuole? Alcuni beni e aree sono riscattabili dietro una valorizzazione, è stata stimata?”.

Marco Tassi (Pdl): “E’ dal 2007 che sento parlare di aree militari e delle opportunità che rappresentano. In realtà stiamo rivendicando la proprietà di qualcosa che non è di nostra proprietà. In queste continue trattative corriamo il rischio di non portare a casa niente: qui si tratta di valutare cosa serve davvero alla città e batterci per questo”.

Filiberto Putzu (gruppo misto): “Il futuro della città non è ancora stato disegnato. Quali obiettivi e quali opere vogliamo realizzare? Prima decidiamo questo, e poi andiamo a trattare a Roma”.

Andrea Tagliaferri (Piacentini per Dosi): “Mi sembra che da quanto detto dall’assessore si stia pensando di riqualificare l’area nord della città, con il parcheggio di piazza Cittadella, la Baia di San Sisto, con soldi pubblici per fare poi gli interessi dei privati. Mi chiedo che guadagno ci sia per il cittadino”.

Andrea Gabbiani (M5S): “Come tecnico riesco a leggere abbastanza bene il Psc che è stato presentato, ma non credo che sia così per le persone comuni. C’è stata poca partecipazione, già con la giunta precedente nella sua stesura. Sulla Pertite c’è un processo aperto e una bonifica necessaria: paghi chi ha inquinato, non il Comune”. Lo stesso consigliere ha chiesto l’istituzione di una commissione per discutere del Piano strutturale comunale”.

Erika Opizzi (Fd’I): “Il Comune dovrebbe formulare delle proposte ben definite sulle aree militari, tenendo presente la situazione complessiva. Anziché andare a Roma per sentire cosa ha intenzione di fare il ministero della Difesa, avanziamo noi delle proposte e combattiamo su quelle”.

Roberto Colla (Moderati Piacentini): “Stiamo componendo un mosaico, dobbiamo lavorare come una squadra. Per questo lavoriamo insieme, approfondiamo ulteriormente il Psc. Chiedo quindi alla Giunta e al consiglio di collaborare per disegnare al meglio la città”.

Maria Lucia Girometta (Pdl): “Sono molto d’accordo con chi pretende delle risposte concrete: dobbiamo consegnare alle nuove generazioni una città al meglio. Speriamo che dagli incontri a Roma si arrivi a qualcosa di concreto: sono d’accordo con chi propone una commissione dedicata a questo argomento”.


Daniel Negri (Pd):
“Negli ultimi 5 anni si pensava di riuscire a concretizzare una trattativa con il ministero della Difesa econ il Demanio militare, speriamo di riuscirci in questo mandato. Nuove sotto commissioni non sono necessarie, basta la commissione due, competente sull’argomento. Mi sembra di capire che le due aree che sono libere fin da subito sono l’ex ospedale militare e il Genio Pontieri, per ottenere bisogna però procedere a una valorizzazione, cioè vanno pagate”.


Carlo Pallavicini (Prc):
“La scorsa amministrazione una cosa buona l’ha fatta, con la commissione dedicata alle aree militari affidata a Gianni D’Amo. Dopo anni di attesa da parte nostra e’ poco quanto portato a casa finora durante le trattative, smettiamo quindi di navigare a vista e decidiamo cosa vogliamo portare a casa. Se no e’ inutile andare alle iniziative per la Pertite e poi dire sui giornali che non ci sono soldi per la bonifica.

Vittorio Curtoni (Pd): “Concordo con chi dice che dobbiamo avere chiara una visione complessiva della nostra citta’, indipendentemente dalla disponibilità di soldi per realizzare interventi. Capisco che oggi non e’ il momento per entrare nel merito di alcune proposte del Psc, perché questa riunione rappresenta l’inizio di un percorso. Tra i temi sul tavolo c’è anche la delocalizzazione dell’arsenale, per spostarlo fuori dalla città. E’ un tema che possiamo affrontare, tenendo presente che si non può spostare l’arsenale in una zona fortemente urbanizzata (lungo la via Emilia Pavese, ndr). Non è necessaria una commissione ulteriore, questa e’ la sede adatta per approfondire l’argomento”.

Silvio Bisotti risponde: “Sono d’accordo che sul Psc si debba agire con la massima collegialità possibile. Se non è ancora stata formulata una proposta definita sulle aree militari e’ perché non è ancora chiaro cosa intendano fare i militari a Piacenza. Ma una decisione arriverà a breve, perche’ e’ in atto una razionalizzazione in tutto il nord Italia”. “Il percorso di valorizzazione per riscattare le aree militari – ha aggiunto – non va a ledere il principio di consumo zero di suolo. In questi mesi non ho fatto altro che contattare degli investitori in grado di concorrere con noi alla realizzazione di beni pubblici in maniera legittima, ma non sono arrivate altre risposte. Io spero che tra due mesi, due mesi e mezzo si possa procedere all’adozione del Psc. Quale progetto di città ha in mente l’amministrazione? Saremo più efficaci, con un evento aperto al pubblico tra due mesi. Ma le linee direttrici derivano da Vision 2020, dobbiamo fare i conti con le risorse che abbiamo”.

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